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Ottobre, con novembre, era uno dei due mesi chiave per chiudere il 2017, caratterizzato dal picco delle esportazioni di spumante ma anche da livelli sostenuti di spedizioni di vini fermi. A dispetto delle notizie poco positive lette recentemente (che forse si avvereranno il prossimo anno), le cose non sono andate così male. I vini spumanti sono cresciuti del 9%, “montando” sul +32% dello scorso anno, mentre i fini fermi sono cresciuti del 5%, in questo caso su una base di comparazioni molto meno sfidante. Il quadro d’insieme vede una crescita a ottobre dell’8%, spinta per il 5% dai volumi e per il 3% dal prezzo-mix. Nell’arco dei primi 10 mesi dell’anno, la velocità è +7%, con +6% dai volumi e +1% dal prezzo mix. Vi metto questi valori proprio per farvi comprendere quale potrebbe essere il problema del 2018: la mancanza di prodotto da esportare. Con un’evoluzione positiva fortemente incentrata sui volumi, il nostro export potrebbe essere più esposto di altri alle conseguenze della vendemmia difficile del 2017. Oltre a questo, si innesterà il tema valutario: come potete vedere meglio di me, la svalutazione del dollaro viaggia intorno al 6% in media sullo scorso anno, ma anche le altre valute chiave per noi sono giù tra il 2% e il 5%. Fatto un conto a spanne, se non recuperato nei prezzi l’impatto negativo si potrebbe aggirare nell’intorno di 150 milioni di euro, quindi il 2-3% in meno. Passiamo ai dati di ottobre.
- Le esportazioni di ottobre sono cresciute dell’8% a 589 millioni di euro, con un incremento del 5% dei volumi a 2m/hl e un prezzo medio di 2.97 euro al litro, +3%. L’anno si avvia dunque a chiudere a circa 6 miliardi di euro. Siamo sugli ultimi 12 mesi a 5938 milioni, con un incremento del 5% negli ultimi due mesi dell’anno dovremmo farcela a fare un +7%, con un contributo importante dei volumi (+6% sugli ultimi 12 mesi, poco sotto 22m/hl) e un prezzo mix stabile.
- Come ben sapete i dati mensili per geografia sono molto volatili. Per quel che conta, gli USA sono tornati a crescere leggermente, è andata bene la Germania, la Svizzera, il Canada e i paesi nordici, tutti in crescita di oltre il 10%. Allargando lo sguardo, USA Germania e Regno Unito, che sono la metà del nostro export viaggiano al ritmo del 4-5%, quindi l’altra metà viaggia al ritmo dell’8-9%.
- I dati per sottocategoria mostrano una normalizzazione dei tassi di crescita degli spumanti, in crescita del 9% a 147 milioni di euro con volumi a +4%. La categoria viaggia al ritmo del 13-14% da inizio anno, e si appresta a chiudere a circa 1.4 miliardi di euro l’anno, quasi un quarto dei 6 miliardi totali attesi. Nonostante le preoccupazioni sul Regno Unito, i dati che emergono continuano a essere moderatamente positivi, mentre sta decisamene riprendendo vigore il business in Russia, che è in crescita del 50%.
- Nel segmento dei vini fermi in bottiglia l’anno si chiuderà intorno al +5%. Anche in questo caso, USA Germania e Regno Unito sono a +2% circa e rappresentano la metà. Il resto del mondo è in crescita quindi dell’8%.
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