Esportazioni di spumante italiano – aggiornamento 2013

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Le esportazioni di spumante sono state anche nel 2013 la categoria di vino con il maggiore tasso di crescita. I grandi numeri sono 2.1 milioni di ettolitri e 736 milioni di euro, rispettivamente in crescita del 13% e del 18% rispetto al 2012. Una crescita che non si e’ mai interrotta dal 2009 a questa parte. Anzi, anche l’avvallamento del 2009 e’ stato brillantemente superato talche’ sugli 8 anni dal 2005 ad oggi la crescita media e’ stata superiore al 13% annuo. Tre o quattro parole spiegano il tutto: paesi anglosassoni, Russia e spumanti DOP (leggi Prosecco). E’ finita? Certamente non e’ immaginabile che continui cosi’. In questi ultimi tempi, l’incremento delle esportazioni e’ stato per cosi’ dire meno “armonico” che in passato, fatto di sbalzi con il Regno Unito in esplosione, la Russia che si e’ dimezzata per raddoppiare di nuovo e via dicendo. Inoltre, la categoria dei prodotti DOP e’ passata da 0.5 milioni di ettolitri a 1.4 milioni di ettolitri di export nel giro di 3 anni, che si leggono come 180 milioni di bottiglie. Ci sara’ sufficiente produzione per continuare a nutrire tanta domanda? I concorrenti ci lasceranno continuare ad aggredire i loro mercati? Insomma, anche se forse alcune di queste considerazioni si potevano fare un anno fa, certamente qualche motivo per pensare che il 2014 non sara’ come il 2013 ci sono…

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  • Le categorie di spumanti si comportanto in modo molto diverso. Gli spumanti DOP sono il vero traino, in crescita del 27% a quasi 400 milioni di euro, nuovo massimo storico della categoria (rilevata dal 2009…). L’Asti spumante (+15%) invece piu’ che tagliare nuovi nastri sta sostanzialmente recuperando quanto perso nel 2013 con la crisi della Russia. Gli altri spumanti invece crescono su una traiettoria molto moderata (+3%).
  • Essendo questo un post di grande riassunto trovate il breakdown geografico delle due categorie che ISTAT riporta. Negli spumanti DOP, Regno Unito e Stati Uniti sono passati dal 35% delle esportazioni nel 2010 al 50% del 2013, scalzando letteralmente i mercati storici di questi prodotti che erano quelli di lingua tedesca, Germania, Austria e Svizzera, che oggi tutti insieme non fanno il valore del mercato UK. Dietro il decimo posto della Norvegia, sta arrivando la Russia, che mi sembra possa essere un mercato dove si potrebbe fare qualcosa di piu’.
  • Nel segmento dell’Asti i numeri sono altalenanti, ma nel 2013 la Russia e’ diventato il primo mercato, scalzando la Germania dove il prodotto ha avuto un vero e proprio crollo (-14%). In realta’ la Russia e’ ancora sotto il valore record del 2011… vedremo nel 2014. Un mercato che ci siamo “persi” negli aggiornamenti mensili e’ la Lettonia che e’ cresciuta in modo vorticoso nel 2012-13 e ora si posiziona poco dietro gli USA. Altri mercati dell’area si affacciano come l’Ucraina (decimo mercato per ora). Ecco, forse nel 2014 l’Asti dovra’ fare i conti con quello che sta succedendo nell’area. Russia e Ucraina sono ormai il 20% delle esportazioni… un momentaneo stop sarebbe doloroso, anche se i conti per la categoria si fanno negli ultimi 4 mesi dell’anno e non certo in inverno e primavera!

 

 

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