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Vendite di vino al dettaglio in GDO nel 2012 – suddivisione, tendenze e valori assoluti

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I dati di oggi sono forniti a ISMEA da Symphony IRI e sono relativi alle vendite di vino in GDO in Italia tra il 2010 e  il 2012. Sono utili perchè si tende sempre a parlare di variazioni percentuali ma mai di valori assoluti e mai si guarda alla differenza di prezzo tra le categorie e a cosa sta spingendo le vendite di vino in Italia. Questi dati ci mostrano due tendenze lampanti: che le vendite di vino sono spinte dai prezzi a discapito dei volumi (e lo sapevamo bene) e che invece le vendite di spumante sono al contrario spinte dai volumi, con i prezzi che restano stabili, essenzialmente perchè i prezzi dei vini di alta qualità come lo Champagne e lo spumante metodo classico italiano sono stabili da ormai due anni a questa parte. Ma anche altro, come la maggiore presenza di vini rossi nei vini DOP e bianchi e rosati nei vini IGT, piuttosto che il calo dello Champagne, non a favore dei corrispondenti italiani quanto degli Charmat. Il numero magico è 1.5 miliardi di euro per 5.5 milioni di ettolitri per il vino fermo e 1.8 miliardi di euro per 6 milioni di ettolitri se si includono i vini spumanti. Andiamo a vedere i numeri in maggiore dettaglio.

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Vendite al dettaglio di vino in Italia – aggiornamento primo trimestre 2013

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Il primo trimestre 2012 è molto strano, dal punto di vista delle vendite al dettaglio di vino, nel senso che l’andamento è “artificialmente positivo”, in un clima di vendite al dettaglio piuttosto negativo. I dati sono però così tanto contraddittori che non ci farei molto affidamento: le vendite in progresso dell’8% beneficiano di un +35% degli spumanti dovuto al doppio impatto positivo di come sono cadute le settimane di capodanno e di Pasqua e da un impatto largamente positivo dell’incremento dei prezzi. Secondo ISTAT la vera inflazione è del 4-4.5%, quindi il fatto che i prezzi fanno +14% include certamente un impatto dagli spumanti ma anche un forte miglioramento del mix degli altri vini. Vediamo brevemente i dati:

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USA – vendite al dettaglio di vino – aggiornamento 2012

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Dopo un paio di anni di assenza, riprendiamo il commento del mercato americano sui dati pubblicati da Wineinstitute.org, a loro volta presi da uno studio di Jon Fredrikson of Gomberg, Fredrikson & Associates in Woodside. Il mercato americano resta molto ben intonato sia in termini di volumi che in termini di valore. Nel 2012, il valore al dettaglio del mercato americano è stimato a 34.6 miliardi di dollari, a sua volta suddiviso tra circa 22 miliardi di vini californiani e 12.6 miliardi di dollari per il resto del mondo. I dati però ci dicono qualcosa di più. Il vino californiano sembra aver intrapreso la strada della qualità. Anche se la quota di mercato a volumi continua a scendere (58% nel 2012), la quota a valore sembra aver ripreso a crescere dopo un lungo declino (a favore dei prodotti importati) e una fase di stabilizzazione tra il 2007 e il 2011. Vediamo i dati in dettaglio.

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Vendite di vino per denominazione nella GDO Italiana – aggiornamento 2012

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Il Vinitaly rappresenta sempre un’importante occasione per fare il punto sui numeri del settore vinicolo. Il post ormai classico è questo, che si occupa delle vendite per denominazione nella GDO. Come già è accaduto lo scorso anno, Vinitaly cambia fornitore di dati, formato dei dati rendendo così difficili seguire i trend di lungo termine e “cancellando” la memoria. Quello che faccio io qui è cercare di ricongiungerli. I dati in carattere italico significano che si tratta di concatenamenti, cioè della riproduzione di trend del passato magari presi sulla stessa denominazione o categoria ma su base leggermente diversa. Quest’anno (2012) per la cronaca i dati sono di Infoscan-Census e i numeri principali per denominazione si riferiscono soltanto alle bottiglie, come fu fino al 2010 ma non come fecero nel 2011 quando si parlava di volumi totali.

Insomma, passiamo ai principali commenti: (1) di sicuro il 2012 non è stato un anno buono perchè il vino costava di più, quindi le vendite in volume sono scese in modo piuttosto accentuato anche nella GDO (-3.6%); (2) con un robusto effetto prezzo del 5.5%, le vendite sono comunque salite leggermente, toccando 1.46 miliardi di euro nel 2012; (3) il vino delle private labels cresce del 9%, ben oltre il mercato, e raggiunge una quota del 15%; (4) non sembra esserci questo gran processo di “premiumisation”, dato che i vini di qualità costosi (hanno spostato la sbarra da 5 a 6 euro) crescono soltanto del 3% e c’e’ da ritenere che ci sia uno “spostamento” tra le fasce di prezzo dei prodotti che spiega almeno un pezzo del peggiore andamento dei vini meno costosi (tutto da dimostrare peraltro); (5) a livello di denominazioni, va certamente notato il crollo del Nero d’Avola causa il calo dei volumi disponibili e sorprendentemente il cattivo andamento delle varietà internazionali, come lo Chardonnay e il Cabernet Sauvignon e il Merlot, mentre sembra essersi quasi esaurita la spinta del Prosecco, che cresce “soltanto” del 3% nel 2012.

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Vendite al dettaglio di vino in Italia – aggiornamento 2012

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Fonte: ISMEA su dati Symphony-IRI

L’andamento delle vendite al dettaglio del 2012 in Italia si potrebbe riassumere con due frasi: aumento dei prezzi e meno vini spumanti (soprattutto Champagne e metodo classico). Di queste due tendenze, la prima la conoscevamo e poche cose sono cambiate nell’ultimo trimestre, mentre la seconda era soltanto un’avvisaglia che invece è diventata chiara ora che i dati sono stati resi pubblici.  Gli spumanti hanno perso il 2.4% in valore nelle vendite al dettaglio nella GDO nel 2012, contro un incremento riportato per il vini e spumanti dell’1.3%. Qui si potrebbero aprire innumerevoli dibattiti, compreso quello relativo allo spostamento di alcune fette di mercato dall’ingrosso al dettaglio. Restiamo sui dati e andiamo a vedere in dettaglio che cosa è successo nell’anno e nell’ultimo trimestre.

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