Esportazioni di spumante Italia – aggiornamento primo trimestre 2022

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Come consideravamo qualche giorno fa, per ora sembra che inflazione e forza del dollaro americano siano ben più forti del crollo del mercato russo (marzo -40% per gli spumanti italiani) nel supportare le nostre esportazioni di vino. Le incognite restano però molte, soprattutto andando avanti nell’anno e guardando alle ricadute negative del minor potere d’acquisto sull’acquisto di prodotti, diciamo non essenziali, come possono essere gli spumanti.

Detto questo, le esportazioni di spumante italiano hanno ormai passato la soglia dei 5 milioni di ettolitri sui 12 mesi terminanti a marzo 2022, e si avvicinano ai 2 miliardi di euro, 1.93 miliardi per la precisione. Nel mese di marzo, la crescita è stata del 28%, mentre sul trimestre tocca il 36% contro il 2021. Sono dati certamente positivi anche se visti nel breve termine scontano una base di comparazione facile: difatti, se confrontate con il primo trimestre 2019 le esportazioni di spumante sono in crescita “soltanto” del 33%, il che sta a indicare un 2021 non proprio positivo.

Il recupero del Regno Unito è certamente il fattore più evidente degli ultimi mesi (+87% nel trimestre) e lo spazio per recuperare è molto ampio (solo +3% dal 2019 a questa parte). Altrimenti, in una tabella costellata di segni “più” mi viene naturale farvi notare il forte progresso del Canada (+66% sul 2021, +74% sul 2019), della Francia (+35% e +50% contro 2021 e 2019 rispettivamente) e del Belgio (+45% e +160%).

Passando alle categorie, ovviamente l’Asti è destinato a soffrire per la crisi russa, essendo circa il 15% delle sue esportazioni diretto in quel paese e non avendo una forte esposizione americana. Per il primo trimestre, le esporrtazioni sono comunque in crescita del 26% sul 2021 a 26 milioni di euro.

Il Prosecco resta il fattore trainante degli spumanti, +40% nel trimestre a 321 milioni di euro (rispetto a 428 milioni totali). Il fattore Regno Unito è molto importante nel breve termine (+93%) dato che rappresenta da solo circa 17 punti percentuali della crescita del 40%. Unico mercato negativo è quello russo, anche se per il Prosecco l’esposizione è molto limitata (circa il 3% del totale).

 

 

 



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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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