La classifica dei grandi marchi di vino nel mondo – aggiornamento 2013

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La classifica annuale dei grandi marchi del vino di qualità redatta da Liv-ex contiene molte sorprese, alcune delle quali legate alla metodologia di redazione della classifica, dove hanno cambiato i pesi dei vari parametri. Diciamo subito che è una classifica redatta da un trader di vini, e quindi il trading è molto pesante nella redazione della classifica, insieme all’andamento del prezzo. La classifica di quest’anno dicevamo porta con se diverse sorprese, la prima delle quali che non è un Premier Cru di Bordeaux oppure il Domaine de la Romanee Conti) a guidare la classifica. Il crollo dei prezzi dei grandi Bordeaux ha portato in cima alla classifica le seconde scelte. Intendiamoci, la classifica è sempre dominata da Bordeaux, che piazza dal primo al nono posto suoi vini. La classifica appare molto focalizzata sulla Francia, che occupa più posizioni di quante ne abbia mai avute, a discapito dei vini Italiani (da 9 a 7 marchi) e dei vini del resto del mondo (da 6 a 4, mai erano stati così pochi). Per quanto riguarda gli italiani, esce dalla classifica Gaja che sempre era stato presente (dal 2010 a questa parte almeno), Roberto Voerzio, Tua Rita, Solaia, mentre entrano due cantine, Bruno Giacosa (al n.40) e la Fattoria le Macchiole (al n. 90). Andiamo a vedere i dati.


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  • Il primo in classifica di quest’anno è Pavie, che sale dal terzo posto del 2012, con un incremento di prezzo del 20% circa, 14 vini trattati e un punteggio medio che sfiora 96, tra i più elevati del Bordeaux. Perchè ha vinto? Non è il più buono, ci sono punteggi anche di 98 nella classifica, non è il più caro, anzi, a 1650 sterline la cassa è il 25% sotto la media di Bordeaux, ma ha ben 14 vini trattati (molti) ed è cresciuto del 20%.
  • Viene poi Angelus, e al terzo posto Petrus, il secondo vino più caro a 20130 sterline la cassa dopo DRC, che ha fatto segnare un valore medio di 22576 sterline. Ma se per Petrus la crescita nel 2013 c’è stata (+8% a parità di annate trattate), nel caso di DRC i prezzi sono stabili. Questa differenza mette Petrus al n.3 e DRC al n.16, rispetto alla leadership assoluta dello scorso anno.
  • Gli italiani vedono ridurre la loro truppa da 9 a 7 produttori, di cui 2 nuovi. Come abbiamo già detto 4 sono usciti. Il leader tra gli Italiani è Masseto, come lo scorso anno, ma la differenza è che passa dal n.12 al n.33 della classifica (un po’ ballerina a dire il vero…). Seguono molto vicini Ornellaia al n.37 (contro il n.20 del 2012), Sassicaia al n.39 (era n.14) e poi la new entry di Bruno Giacosa, al n.40. Gli altri 3 vini italiani sono Tignanello al n.53 (invariato), Giacomo Conterno al n.76 (sotto di 30 posizioni) e infine le Macchiole al n.90.
  • Masseto resta anche il vino italiano con il valore medio per cassa sul mercato secondario più elevato, a 3800 sterline, mentre secondo Robert Parker e soci, il vino più buono è di gran lunga Giacomo Conterno con un punteggio medio di 97.
  • Il resto del mondo vede ridursi la truppa a 4 produttori, con uscite eccellenti tipo Opus One e Vega Sicilia.
  • Vi lascio alla classifica che di spunti ne può fornire veramente tanti…

 

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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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