
Campari ha fornito una serie di numeri sul secondo trimestre piuttosto soddisfacenti, considerando lo scenario fortemente negativo nel quale ci ritroviamo. Il segmento vino ha ripreso a crescere (+0.9%) in un contesto di crescita organica ancora negativo per il gruppo a -2%. Si tratta di risultati molto interessanti, soprattutto se confrontati con quelli dei concorrenti esteri, che hanno fatto ben di peggio. Riguardo alla divisione vino, una considerazione e’ d’obbligo: la divisione vino di Campari sta gradualmente muovendo verso i mercati internazionali, non soltanto nelle vendite ma anche nella produzione. L’aggiunta del produttore ucraino di spumante e della distribuzione in Argentina sta avendo un impatto di circa il 3% sulle vendite del gruppo. Cosa sta facendo andare bene il vino di Campari? Due prodotti, entrambi spumanti, Cinzano e Riccadonna. Il primo nei mercati europei e il secondo in Australia. Una nota meno positiva viene invece dai margini, che sono in costante diminuzione da ormai 2-3 anni. Il margine industriale e’ sceso tra il 2005 e il 2009 (primi 6 mesi) dal 44% al 36%, mentre il margine di contribuzione sta gradualmente recuperando grazie al forte taglio delle spese pubblicitarie.


