Fonte: Concha y Toro
Guardiamo oggi alle esportazioni di vino dei paesi del nuovo mondo nel primo semestre 2008 grazie ai numeri che Concha y Toro ha fornito durante la sua presentazione dei risultati del primo semestre. I dati, che si riferiscono ai volumi esportati in ettolitri, divisi per vino sfuso e vino imbottigliato, mettono in luce che la grande crescita delle esportazioni del vino del nuovo mondo non continua in questi mesi, anzi ci sono segnali che incominci a diminuire: i volumi esportati sono stati sostanzialmente stabili nel cumulato di Australia, USA, Cile, Sud Africa e Argentina. Il calo si fa sentire per l’Australia, come abbiamo visto qualche giorno fa, ma anche in Cile le cose non vanno bene (soprattutto per colpa del vino sfuso) e in USA i volumi salgono soprattutto grazie al vino sfuso. Una seconda considerazione va fatta per il Sud Africa e l’Argentina, che invece stanno emergendo, prendendo il posto che l’Australia ha dovuto abbandonare nel mercato del vino sfuso, e che comunque guadagnano importanti posizioni anche nel vino imbottigliato.
Stati Uniti d’America
Constellation Brands – risultati primo semestre 2008
nessun commentoIl secondo trimestre di Constellation Brands e’ andato cosi’ cosi’. Da una parte, i margini nel segmento vino hanno continuato a crescere, dall’altra CB ha cominciato a spendere pesantemente per ristrutturare le sue attivita’ nel segmento vino in aree non piu’ considerate critiche, con un impatto di $128m sui conti del trimestre. In fondo al bilancio, nonostante una crescita organica positiva, trainata dal mercato americano e un livello di debito in decremento, CB ha chiuso il secondo trimestre con una perdita netta di 23m, che va a smezzare l’utile di 45m del primo trimestre. Invece, non ci sono ancora novita’ per i piani di dismissioni delle attivita’ in Australia (lo stesso dicasi per le decisioni strategiche attese da parte di Foster’s). Dall’altro lato, CB e’ pienamente impegnata a ridurre il livello del debito.
Il prezzo sorgente del vino – studio Morgan Stanley 1999
30 commentiGrazie a Francesco, il quale sta lavorando a un rapporto sul mondo del vino per il suo MBA, posso pubblicare qualche dato selezionato da uno studio di Harvard, che a sua volta sfrutta una ricerca del 1999 di Morgan Stanley. In questo studio c’e’ una tabella nella quale viene sostanzialmente evidenziato il cosiddetto prezzo sorgente, con riferimento a una bottiglia che vende al dettaglio a $12, prodotta in USA da Beringer (il famoso marchio di proprieta’, per ora, di Foster’s). Dunque, vi anticipo la conclusione: il prezzo sorgente di questa bottiglia campione e’ $6 cioe’ la meta’ del suo prezzo finale (che immagino non includa la tassazione indiretta tipo l’IVA). Il guadagno del produttore su questa bottiglia e’ di $0.47 (mezzo dollaro). Vediamo quindi come si arriva a questi numeri…
La valutazione di borsa delle aziende vinicole – aggiornamento agosto 2008
nessun commentoFonte: dati di consenso Reuters
Dopo aver parlato dell’ecatombe di Foster’s (che peraltro si e’ verificata dal punto di vista borsistico a giugno 2008), ho pensato di fare il punto sulla valutazione in borsa delle aziende vinicole, per aggiornare un vecchio post del Giugno 2007 e dare alcune indicazione di che aria tira (non buona, come del resto potete immaginare guardando gli indici di borsa…). Aggiorno poi una piccola tabellina che man mano porto avanti con l’indicazione delle operazioni di M&A nel settore, con il multiplo valore d’impresa su MOL. Conclusione? Comperare un’azienda vinicola a 15 volte il margine operativo lordo sembra molto pericoloso, chiedere a Foster’s o meglio ancora al suo ex (e sottolineo ex) amministratore delegato. Dunque vi mostro due grafici, con i multipli 2008 e 2009, una tabella con dentro tutti i numeri per societa’ e una ultima tabella che rappresenta una piccola storia delle maggiori operazioni degli ultimi anni (non esaustiva).
Il costo di produzione del vino di Constellation Brands in California
nessun commentoDurante il suo investor day, Constellation Brands ha proiettato una diapositiva che mostra il costo di produzione dei suoi vini in California, per far comprendere agli investitori come puo’ variare il costo di produzione a seconda del grado di qualita’ del prodotto. Ne esce un quadro dove tra il vino piu’ curato e quello meno curato c’e’ una differenza di circa 7 volte (tra USD9 e USD1.3 per bottiglia), con la maggior parte della differenza che viene dalla parte piu’ prettamente “industriale”, cioe’ di quanto costa produrre e mantenere la vigna: la variabilita’ e’ incredibile per certi versi, da USD1.1 a USD9.






