
I dati rilasciati a fine agosto da ISTAT sulla spesa delle famiglie italiane dicono che la spesa per acquistare vino nel 2013 è tornata sotto il livello del 2009, con un calo del 5% circa rispetto al 2012. Il dato si confronta con una riduzione della spesa totale del 2.5%, di cui la parte alimentare (nel quale il vino è ricompreso) scende dell’1.6%. Sono dati un po’ contrastanti con quelli delle vendite al dettaglio di vino nella GDO, che ricordo essere cresciute del 3.6% nel 2013, lasciando immaginare che la quota di mercato delle grandi catene distributive sia cresciuta in un mercato in calo. Va detto che i dati non sono pienamente confrontabili (i dati di cui parliamo oggi sono frutto di indagini telefoniche, quelli della GDO sono la somma “vera” delle vendite di vino), ma comunque esiste storicamente una certa coerenza tra i due dati. La conclusione relativa a questi dati non è dunque buona, ma i numeri vanno inseriti in un contesto di consumi calanti, considerando la funzione sempre più “voluttuaria” e meno “nutrizionale” del vino: per esempio, gli acquisti mensili di birra sono scesi del 5.3% secondo ISTAT, pur a partire dal loro massimo storico toccato nel 2012. Infine, leggere per credere: tristemente l’Italia è un paese per vecchi. Passiamo ai numeri.
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