
Il Piemonte, una delle regioni chiave per la produzione di vini di qualita’, ha registrato un pessimo andamento produttivo nel 2014 (2.4 milioni di ettolitri prodotti, l’11% sotto la media degli ultimi 5 anni e il 7% in meno rispetto a gia’ non eccellented 2013), tra l’altro concentrato nella sua categoria di vini piu’ importante, i vini rossi. In tale contesto sono state le province di Alessandria, Torino e Cuneo a subier I cali piu’ significativi. Invece, I problemi climatici hanno pesantemente ridotto la produzione nella parte nord della regione, su livelli di oltre il 20% inferiori alle medie storiche. Proseguiamo analizzando i dati in dettaglio.

- La produzione 2013 di 2.4 milioni di ettolitri rappresenta il 6% circa della produzione italiana. Negli ultimi anni, il Piemonte ha avuto un andamento tendenzialmente peggiore della media nazionale e anche il 2014 non si smetisce. Il calo del 7% è inferiore al -12% nazionale, ma se guardiamo i dati in prospettiva storica la vendemmia 2014 è ben più povera di quella italiana – -11% contro -6%.
- Il 2014 è anche un anno strano dal punto di vista della qualità dei vini prodotti. I vini DOC calano del 9% a 2.15 milioni di ettolitri, mentre i vini da tavola sono in crescita del 22%. A guardar un po’ lontano si capisce di che dati stiamo parlando: è un’annata particolarmente strana, una specie di temporanea interruzione di un percorso graduale verso la qualità.
- I vini rossi sono scesi leggermente più dei bianchi, -6% contro -7%, ma la loro produzione contro la media 2008-2013 è del 14% inferiore, a differenza dei vini bianchi che con 1 milione di ettolitri prodotti è sotto soltanto del 7%.
- I dati provinciali sono piuttosto variegati. La vendemmia è stata largamente sotto le medie storiche (20% o più) a Torino, Vercelli, Novara e Alessandria, mentre i dati sono meno negativi a Cuneo (-6%) e Asti (-6%), che poi sono i grandi produttori della regione con 800 e 884mila ettolitri rispettivamente.
- Il valore della produzione vinicola, aggiornato al 2013, evidenzia l’importanza della regione nel contesto italiano, dato che a fronte di una quota del vino a volume del 6%, quando si passa agli euro il peso specifico del Piemonte raddoppia al 13%. Peraltro, nella tendenza degli ultimi 5 anni, +21% in cumulato, il Piemonte evidenza un dato inferiore al 40% del Nord Italia e al +43% italiano, segno che la rivalutazione del patrimonio viticolo nazionaleè stata superiore nelle aree meno riconosciute.





