Cavit – risultati 2019/20

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Proprio nell’anno in cui il settore del vino italiano vive un anno difficile, Cavit presenta un bilancio (a maggio 2020) che cresce sotto tutte le dimensioni, grazie a due acquisizioni messe a segno negli ultimi mesi e che contribuiranno anche per il prossimo esercizio fiscale, all’interno di un più ampio accordo con la Cantina di Lavis, entrata nel gruppo. I dettagli scarseggiano, comunque CAVIT ha investito 26.1 milioni di euro per compare Casa Girelli SpA (100% – imbottigliamento e commercializzazione in 50 paesi), Cesarini Sforza SpA (100% – produzione di spumanti ) e GLV srl (80%- azienda commerciale che distribuisce gli spumanti Cesarini Sforza e alcuni vini delle cooperativa Lavis e Valle di Cembra). I dati del 2020 vedono quindi un incremento del 10% del fatturato a 210 miloni. Il contributo delle acquisizioni non è specificato ma se prendiamo i dati della sola capogruppo, le vendite calano da 183 milioni a 181 milioni, il che lascerebbe intendere che tutto l’incremento viene dalla crescita esterna al gruppo. Di conseguenza, il contributo di queste acquisizioni e della società tedesca di spumanti Kessler è di circa 30 milioni, anche se il numero vero lo vedremo soltanto con il bilancio 2021. CAVIT resta una cooperativa con un bilancio forte, 15 milioni di cassa a fine maggio dopo le acquisizioni, frutto di un ciclo di capitale circolante che include un debito verso soci per le forniture di vino di oltre 50 milioni di vino (non più dettagliato nel bilancio). Passiamo a commentare qualche numero insieme.


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  • Le vendite 2020 (maggio) crescono del 10% a 210 miloni di euro, dei quali 46 in Italia (+17%) e 164 all’estero (+7%).
  • A livello consolidato, l’utile operativo scende da 3.2 milioni a 1.7 milioni, dei quali 4.7 milioni sono generati dalla capogruppo, mentre le controllate consolidate portano a un contributo negativo di 3 milioni di euro. Lo stesso vale per l’utile netto, che chiude a 3.4 milioni di euro, di cui 4.4 milioni derivanti dalla capogruppo, con una correzione negativa di 1 milione di euro quando si passa al consolidato, 3.4 milioni di euro.
  • Come dicevo sopra, la struttura finanziaria è molto solida con 15 milioni di cassa (37 nel 2019) contro 99 milioni di patrimonio netto (90 nel 2019). Nel 2020 in particolare, la generazione di cassa dall’attività è stata di 8.5 milioni di euro (contro 9 milioni del 2019), il capitale circolante ha assorbito 2 milioni (ne aveva generati 5 nel 2019), gli investimenti sono stati circa 2 milioni (come nel 2019) e ci sono stati poi i 26 milioni delle acquisizioni.
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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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