Advini – risultati primo semestre 2019

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Advini finalmente comincia a raccogliere I frutti della strategia di crescita fatta di acquisizioni (l’ultima in Sud Africa) e diversificazione dell’attività con ecommerce e servizi legati al vino. Le vendite del semestre sono cresciute come non era mai capitato negli ultimi anni, +9%, di cui un sano +7% a parità di cambi e di perimetro. Non solo, la crescente focalizzazione sui marchi di proprietà (ora al 39% delle vendite contro al 26% di cinque anni fa) rispetto a quelli di terzi sta aiutando Advini a rendere più visibile e sostenibile il suo percorso di crescita, oltre che supportare gli utili (nel 2018 I marchi propri sono stati il 37% del fatturato ma l’84% del margine operativo lordo). Vi ricordo che l’azienda ha un ambizioso piano strategico al 2020, di cui però ha negli ultimi tempi fatto perdere le tracce in termini di obiettivi numerici. Passiamo all’analisi dei dati.

 

  • Le vendite crescono del 9% a 130 milioni di euro, con un contributo del 2% circa derivante da cambi e acquisizioni, mentre la crescita organica è stata del 7%. Come in passato, la spinta maggiore viene dalla parte internazionale, cresciuta del 15% a 67 milioni di euro, mentre le vendite francesi hanno recuperato il 4% grazie alla grande distribuzione, attestandosi a 63 milioni di euro. Anche se la stagionalità del primo semestre è fortemente a favore delle vendite estere, questa è la prima volta che Advini genera più del 50% del fatturato fuori dalla Francia.
  • I margini e la struttura finanziaria sono entrambi in miglioramento. Il margine operativo lordo balza da 6.8 a 8.4 milioni di euro, dal 5.7% al 6.4% delle vendite e si porta dietro l’utile operativo, che passa da 1.9 a 2.6 milioni e l’utile netto, in progresso da 1.8 a 2.2 milioni di euro. Un po’ del progresso si perde per strada per l’incremento degli ammortamenti (da 4.9 a 5.8 milioni), degli oneri finanziari e per I minori crediti di imposta.
  • Dal punto di vista finanziario l’indebitamento netto di 174 milioni è calato di 4 milioni rispetto a giugno 2018, mentre cresce di 3 milioni rispetto a fine anno. Nel semestre si sono investiti 5 milioni di euro, in linea con il dato del 2018 ma non sono state pagate acquisizioni (che torneranno nel secondo semestre per il riacquisto di alcune minoranze). Dato il progresso dell’EBITDA, il rapporto di indebitamento scende da 12x di giugno 2018 e 10x di dicembre 2018 al livello corrente di 9.3x.
  • Le prospettive per l’anno restano positive, secondo il management e quindi dovremmo finalmente assistere al “decollo” di Advini. In effetti il corso delle azioni sembra essere in leggera ripresa. La chiusura del 20 settembre di 28.4 euro è in progresso rispetto al minimo recente, pur restando sotto I livelli di un anno fa.
Se siete arrivati fin qui…
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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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