
Il 2012 si chiude con il primo dato mensile negativo per l’export di vino a valore da ormai due anni a questa parte. Le esportazioni sono infatti calate del 2% in dicembre, a fronte di una riduzione molto marcata dei volumi (-13%). Il post di questo inizio settimana vuole però essere una specie di interpretazione di quanto è successo e uno spunto di discussione per cercare di capire come mai (e questo è un fatto che magari metteremo in luce in una delle prossime settimane), l’Italia sia stato uno dei paesi in cui le esportazioni sono cresciute di meno nel 2012. Il dato finale del +6.6% per 4654 milioni di euro ci pone saldamente al secondo posto nel mondo dietro la Francia ma se guardiamo al trend delle esportazioni degli altri grandi paesi del mondo dobbiamo arrivare agli Australiani per trovare qualcuno che sia andato peggio di noi. Le ragioni sono certamente “cicliche” ma anche strutturali.

- La prima ragione è il calo dei volumi, che iniziato a fine 2011 si è protratto per tutto l’anno, addirittura acuendosi negli ultimi mesi. C’era naturalmente da aspettarselo vista la povera vendemmia (intorno a 40 milioni di ettolitri), parte dovuta al tempo ma parte dovuta a una esplicita, voluta e sovvenzionata riduzione del potenziale produttivo. Anzi, siccome l’export è comunque sui 21.2 milioni di ettolitri e il consumi interni sono probabilmente ancora nell’intorno di 20 milioni, pur considerando un po’ di import, dobbiamo aspettarci un ulteriore peggioramento dei volumi anche nel 2013, quando non ci sarebbe da stupirsi se si rientrasse nell’alveo dei 20 milioni di ettolitri.
- Una seconda ragione è la mancanza di adeguata esposizione ad alcuni mercati emergenti molto importanti come la Cina e Hong Kong, dove per una serie di ragioni culturali e logistiche (Australia) ma anche di valore dei marchi e dimensioni delle imprese (Francia) ci facciamo bagnare il naso dagli altri. Le esportazioni francesi non sono il doppio delle nostre, ma sono 10 volte le nostre quando guardiamo alla Cina, per esempio. Noi magari saremmo messi molto meglio in America Latina, per assonanza culturale e presenza di prodotti italiani, ma come sapete i dazi doganali penalizzano i prodotti europei a vantaggio di quelli locali. Fatto sta che i nostri mercati chiave sono gli USA dove mandiamo 1 miliardo di euro di vino e la Germania, dove mandiamo ben 950 milioni di euro di vino. Il primo è in realtà un mercato “emergente” per il vino, il secondo purtroppo se le cose continuano così ci darà qualche grattacapo.
- Se andiamo nel dettaglio dei paesi considerati emergenti, ci accorgiamo poi che la Russia addirittura cala del 20% a 100 milioni, la Cina cresce di 10 milioni a 75 milioni (circa il 15%), mentre il Brasile veleggia (anch’esso in calo) intorno a 30 milioni di euro. Purtroppo siamo lontanissimi dai concorrenti.
Dopo questo quadro generale torniamo ai numeri. Nel 2012 dei 21.2 milioni di ettolitri esportati, di cui 12.8 milioni di vino imbottigliato, il 3.4% in meno del 2011, 6.5 milioni di vino sfuso, -20% e 1.9 milioni di vini spumanti, anch’essi -2%.
Come anticipavamo sopra, i valori sono in crescita, con un export trainato dal +14% dei vini spumanti a 624 milioni, un +11% dei vini sfusi (nonostante il crollo dei volumi!) a 434 milioni e i 3.6 miliardi di euro dei vini fermi imbottigliati, +5%. Questa categoria, come potete capire visti i numeri in gioco è e restera il “pivot” per capire cosa succederà il prossimo anno. A differenza delle altre due categorie, i vini imbottigliati stanno visibilmente rallentando: nella tabella potete apprezzare come a fronte di un +4.9% annuo, il secondo semestre è andato peggio, a -3.9% e il mese di dicembre ha segnato addirittura un calo del 5%.
Dopodomani si parla di spumanti.







Complimenti Marco, analisi sempre molto precisa e commenti interessanti ! Un caro saluto. Emilio Ridolfi
[…] Tento più in una situazione in cui, continuo ad attingere dal blog di Marco Baccaglio I numeri del vino, l’export italiano si concentra su pochi paesi, tra i più maturi del mercato mondiale https://www.inumeridelvino.it/2013/03/esportazioni-di-vino-italiano-dati-provvisori-annuali-2012.html […]