I risultati delle aziende e cooperative vinicole italiane 2016 – Rapporto Mediobanca

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Il rapporto Mediobanca appena pubblicato aggiorna al 2016 i dati aggregati delle aziende vinicole italiane. Partiamo oggi con il primo di 3-4 articoli che concentreranno la loro attenzione ai diversi segmenti del campione: le cooperative, le aziende private e poi quelle focalizzate sullo spumante. La considerazione generale che emerge dal rapporto è moderatamente positiva. Dico moderatamene perché a fronte di una serie di aspetti positivi, primo tra tutti l’incremento del campione da 140 a 155 aziende (con fatturato sopra 25 milioni), c’è anche altro. Primo tra tutti, il fatto che il forte incremento degli utili del settore nel 2016 (ma anche nei due-tre anni precedenti) viene più dai benefici di ordine finanziario (meno debiti e meno costo del debito), fiscali (meno tasse) e non operativi (guadagni straordinari), che non dalla parte operativa, quindi maggiori utili che derivano da più vendite, a loro volta legate agli investimenti. Dentro tutte queste considerazioni ci sono tanti “se” e tanti “ma”: oggi il settore paga il 26% di tasse che forse è un’imposizione “giusta” ed era sbagliata prima (oltre il 40%). Oppure, che il mancato miglioramento dei margini è dovuto alle cooperative e al segmento degli spumanti. Vedremo nel post più in dettaglio.

Comunque, tutte queste cose bollono in pentola. Per partire, diciamo che queste 155 aziende che rappresentano il 66% delle esportazioni circa il 70% delle vendite totali del settore e degli addetti. Hanno fatturato nel 2016 7.2 miliardi di euro, +5%, generando 464 milioni di utile operativo, con un margine stabile, e un utile netto di 336 milioni, in crescita del 24% sul 2015. Per il 2017, i dati preliminari di Mediobanca (che l’anno scorso avevano leggermente sovrastimato la performance effettiva) dicono +6.5%, quindi accelerazione, con l’Italia in crescita del 5% e le esportazioni dell’8%. Passiamo a commentare qualche altro dato di dettaglio.

  • Delle vendite totali abbiamo detto, +5.2%, la penetrazione dell’estero cresce ulteriormente al 51% per il nuovo campione (mi raccomando non confrontate con i dati pubblicati lo scorso anno, era un campione di 140 aziende, quindi leggermente diverso). Le vendite estere sono cresciute del 6.9%, quindi circa come nel 2015, mentre il mercato italiano è migliorato da +3% a +5%.
  • I margini di profitto dell’industria in generale si sono leggermente contratti nel 2016, essenzialmente dovuto all’aumento dei costi esterni che hanno determinato una riduzione del valore aggiunto dal 19.4% al 19.1%. Il calo è essenzialmente legato alle cooperative che hanno ridotto dal 15.1% al 14.3% e, come “taglio trasversale” alle aziende specializzate negli spumanti, che causa forte incremento dei costi delle materie prime hanno subito un calo del valore aggiunto sulle vendite (che peraltro crescono a doppia cifra) dal 16.9% al 15.8%.
  • Questo sacrificio di circa 0.3% viene recuperato gradualmente sul personale e sugli ammortamenti per arrivare a un utile operativo di 464 milioni, margine 6.4%, solo 0.1% sotto il 2015.
  • Le buone notizie come dicevamo vengono tutte “sotto la parte operativa”. Oneri finanziari netti più che dimezzati, 20 milioni di proventi straordinari, tasse che scendono dal 30% al 26%, il tutto per un utile netto di 336 milioni, +24%. Dato molto forte questo, ma come potete apprezzare dal grafico allegato sotto dove vi metto utile operativo e utile netto, l’andamento dei due numeri, entrambi positivi, è convergente. C’è sempre meno spazio tra i due numeri ma a un certo punto dovrà crescere la parte operativa.
  • E questo viene dagli investimenti, che effettivamente hanno dato segni di risveglio nel 2016, tornando sopra il 300 milioni e mostrando un recupero del “ciclo”.
  • La parte finanziaria vede un debito di 2.9 miliardi di euro a fronte di 4.5 miliardi di patrimonio netto e a un MOL di 721 milioni. Debito/MOL a 4 volte rispetto a 3.9 dello scorso anno, stabile dopo il costante miglioramento degli ultimi anni.

 

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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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