Il consumo di bevande alcoliche in Italia – aggiornamento ISTAT 2015

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Non so se è “positivo” per la società italiana, ma i dati dell’ISTAT sul consumo di alcolici ci presentano un quadro decisamente diverso da quello degli anni passati. Si tratta di un sondaggio completato con delle interviste nel secondo trimestre 2015, che indica un incremento della penetrazione del consumo di vino, birra e anche degli altri alcolici dopo anni di cali costanti. Vi ricordo che tutti questi numeri applicano alla popolazione di età superiore a 11 anni, quindi se volete avere un’idea dei numeri in valore assoluto le percentuali applicano su un numero totale di 54.3 milioni di abitanti. Una delle “preoccupazioni” degli anni scorsi era che il vino, pur dominante, stava perdendo più consumatori della birra (anche a causa della crisi, essendo generamente più conveniente): bene, i dati 2015  segnalano che la penetrazione del consumo di vino (52.2% rispetto a 50.6% del 2014) è risalita di più di quella della birra (46.4% rispetto a 45.1%), detto che naturalmente nel passato il calo del consumo di vino è stato più marcato. Il secondo spunto interessante è che all’interno del trend secolare del ribilanciamento verso un consumo sporadico del vino, i dati 2015 mostrano una stabilizzazione del consumo abituale moderato (quello abituale di oltre ½ litro al giorno continua a calare). Buone notizie quindi, andiamo a leggere qualche numero.

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  • La penetrazione del consumo di bevande alcoliche in Italia cresce nel 2015 al 64.5% dal 63% dle 2014, punto più basso osservato dal sondaggio e chiaramente frutto della crisi che ci ha colpito negli ultimi anni. All’interno dei questo numero il consumo di vino è al 52.2%, quello della birra al 46.6% e quelle delle altre bevande alcoliche al 42%. Non mi dilungo sull’ampiezza del recupero che abbiamo analizzato nell’introduzione.
  • Dopo anni in cui il consumo era in calo maggiore tra le donne (soprattutto per quanto riguarda il vino), nel 2015 proprio le donne mostrano un incremento più significativo. La penetrazione degli alcolici risale al 52% e quella del vino sfiora il 40%, contro un livello del 78% e 66% rispettivamente riscontrato negli uomini. La predita di consumatori di vino tra il 1998 e il 2015, quindi nell’arco di 17 anni è del 4.5% della popolazione di uomini e del 5% della popolazione femminile.
  • Il consumo abituale abbastanza sorprendentemente si stabilizza. Parliamo del 20% della popolazione. Siccome la penetrazione totale recupera leggermente, la quota dei consumatori che sono “abituali” è un filo più bassa (dal 39% al 38.5%) ma la velocità del calo è decisamente più moderata degli anni scorsi e soprattutto, per una ragione positiva (incremento dei consumatori sporadici) invece che negativa (calo dei consumatori abituali). Anche in questo caso, le donne meglio degli uomini.
  • Approfondendo l’argomento dell’intensità del consumo, nel 2015 in Italia il 27% della popolazione ha un consumo sporadico di vino. Si tratta del livello più elevato degli ultimi anni, cui si contrappone il minimo storico di chi beve oltre ½ litro di vino al giorno, solo il 2.3% della popolazione, principalmente maschi. Come dicevamo ci sono dati incoraggianti sul consumo abituale ma moderato, che sembra essere leggermente superiore al 2014 (17.7% contro 17.3%).
  • Tra qualche settimana parleremo del consumo per fasce di età e per area geografica.

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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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