Zonin – risultati e analisi di bilancio 2012

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La performance ecoomico-finanziaria di Zonin nel 2012 è andata ben oltre le aspettative che avevamo condiviso con il management dell’azienda  a gennaio di quest’anno. Non solo. Zonin, con un recupero di margini prodigioso va chiaramente controcorrente all’interno del settore e lo fa nonostante sia strutturata come un’azienda di sola produzione e trasformazione (e quindi teoricamente esposta all’incremento dei prezzi delle materie prime, che tanto hanno danneggiato i bilanci delle aziende vinicole, come ci capita di commentare di questi tempi). Invece, con vendite in crescita ininterrotta dal 2006 a questa parte (lo scorso anno raggiunta grazie all’estero), finalmente nel 2012 i margini si riportano su livelli consoni (8-9% MOL/vendite) e l’azienda torna a remunerare in modo consono il capitale (13% sul capitale investito, 7% post tasse per gli azionisti). Il 2013, a leggere la relazione sembra essere un anno più riflessivo, a leggere la relazione, dove l’obiettivo è mantenere un buon livello di vendite grazie all’estero e ripetere i risultati di quest’anno.


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  • Le vendite sono cresciute del 13% a 140 milioni di euro, con un progresso del 20% le vendite estere, che superano i 100 milioni per la prima volta e con un fatturato italiano in leggero calo (-3% incluso le altre vendite). Analizzando la performance in valuta locale, la controllata commerciale in UK cresce del 27% a 12 milioni di sterline, la Zonin USA del 13% a 55 milioni di dollari e JV Barbousville in Virginia progredisce del 6% in dollari a 6.7 milioni. Va poi considerato l’effetto cambio, che sia rispetto al dollaro che rispetto alla sterlina ha consentito di amplificare le crescite (con un impatto negativo negli oneri finanziari per le coperture).
  • Il MOL più che raddoppia a 12 milioni, con un margine dell’8.5%. Volendo essere dei puristi e includere gli utili e perdite su cambi (che fanno riferimento all’attività operativa), il margine sarebbe passato dal 5.5% al 7.5% circa, da 7 a 11 milioni. Restando sui numeri dichiarati, passa da 5.5 a 12 milioni, con un contributo di tutte le voci di costo, che crescono meno delle vendite.
  • Gli oneri finanziari includono le perdite su cambi e raggiungono 3 milioni di euro, mentre le tasse al 40% sono presumibilmente il risultato delle minori perdite di alcune controllate. Alla fine l’utile raggiunge 2.8 milioni di euro, un livello (2% delle vendite) che comincia a essere consono con il volume di attività aziendale.
  • A livello finanziario, il debito è stabile intorno a 34 milioni di euro, dato che la generazione di cassa dell’attività è stato “mangiato” dal capitale circolante in crescita di 6 milioni di euro e da circa 2 milioni di euro di investimenti materiali. Ciò ha determinato un leggero incremento del capitale investito a 74 milioni di euro circa.
  • I ratio patrimoniali sono fortemente migliorati, con un debito su MOL che scende da 6 volte a 2.8 e un debito su patrimonio che resta poco sotto a 1x.
  • Infine, il ritorno sul capitale balza dal 5% al 12% e quello per l’azionista (post tasse) raggiunge il 7%. Guardando i numeri dal 2004 a questa parte, possiamo dire che il rilancio di Casa Vinicola Zonin è finalmente giunto al traguardo di remunerare in modo consono il capitale investito.

 

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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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