Esportazioni italiane di spumante – aggiornamento dicembre 2011

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Oggi ci focalizziamo sull’export di spumanti 2011, con la usuale suddivisione tra Asti, altri spumanti DOP e tutto il resto. Le conclusioni non sono dissimili da quelle fatte per i vini fermi: l’anno è stato eccellente ma si è concluso con un pò di rallentamento, soprattutto per l’Asti. Tale rallentamento va anche considerato guardando a quanto era successo lo scorso anno, quando il mese di dicembre ebbe un eccezionale +36%, contornato da un +17% di novembre e un +8% di gennaio, unio mese di crescita a singola cifra in mezzo a tanti mesi eccellenti. Analizzando i dati è piuttosto evidente che il mercato russo è diventato ormai l’unico vero driver di crescita del prodotto, quando invece per il resto degli spumanti DOP il mercato anglosassone (quindi USA e Regno Unito) continua a riservare delle buone sorprese. Ma passiamo ai numeri, che ci dicono quanto segue: 548 milioni di export, +23.3%, con un prezzo medio di 2.48 euro al litro, in crescita del 3.3%, essenzialmente grazie alla più rapida crescita degli spumanti DOP (ex Asti) e del recupero di prezzo dell’Asti.


  • Proprio dall’Asti partiamo, per dire che l’export è ormai sostenuto soltanto dal mercato russo. Non è un bel segno. Le esportazioni hanno raggiunto 172 milioni, in crescita del 10%, con un incremento del 4% dei volumi e del 5.5% del prezzo medio. La Russia fa +45% a 39 milioni, la Germania resta il primo mercato con 43 milioni (+6%). Però sembra aver toccato una specie di “tetto” a 45 milioni. Lo stesso vale per il mercato americano, il terzo per importanza, dove invece il rallentamento degli ultimi mesi ha portato il dato annuale a un -2% a 24 milioni. Questi tre fanno 106 milioni sui 172 totali, il resto come vedete dal grafico fa 66 milioni, quasi uguale al 2010 e 2009.

 


  • Gli spumanti DOP continuano a spingere in modo significativo, presumibilmente grazie al Prosecco. Qui abbiamo meno storia (non andiamo indietro oltre il 2010). Il 2011 è andato a gonfie vele con un incremento del 39% a 236 milioni. Tutti i primi 10 mercati sono positivi nel 2011, tra cui vale la pena di menzionare gli USA, +63% e il Regno Unito, +51%. La Germania è andata bene fino a settembre/ottobre, mentre ora sembra essersi stabilizzata. Come abbiamo già avuto modo di sottolineare, gli spumanti DOP hanno anche il vantaggio di essere un pò  meno focalizzati geograficamente sui primi 2-3 mercati dell’Asti (mentre invece sui primi 10 mercati l’Asti appare più frammentato).

 


Tutti gli altri spumanti, quindi i non DOP rappresentano circa 139 milioni dei 548 dell’export totale. Come è successo per gli spumanti DOP, sono cresciuti più dell’Asti (19% contro +10%). Sono però anche quelli che hanno dimostrato una maggiore diluizione del prezzo medio di esportazioni: sono partiti da 2.17 al litro a inizio anno per finire a 2.08, quando l’Asti ha fatto il percorso contrario e gli spumanti DOP hanno chiuso in parità

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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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