
A guardare I dati pubblicati da Disar qualche settimana fa sembrerebbe proprio che sia la Francia a uscire meglio dalla crisi del Covid. Le sue esportazioni 2021 sono state il 13% sopra il 2019 toccando quota 11.06 miliardi di euro, un dato migliore del +10% circa registrato dalle esportazioni italiane (che nell’anno intermedio 2020 erano però calate di meno) e del 7% degli spagnoli. A guidare la crescita è come sempre il prezzo medio di esportazione, che in questo +13% conta per ben il 10% con un prezzo medio di export di 7.6 euro al litro, quindi oltre il doppio dell’Italia (3.2 euro).
A guidare fuori dalla crisi in modo così poderoso le esportazioni francesi sono chiaramente i vini di Borgogna, che già non erano calati nel 2020 restando a filo del miliardo di euro di esportazioni, ma che nel 2021 hanno messo a segno un balzo del 27% toccando quota 1.27 miliardi, in questo caso grazie a un deciso incremento dei volumi esportati a fronte di un prezzo medio di esportazione stellare di 17.8 euro al litro.
Sono molto incoraggianti anche i dati dello Champagne, che nei prossimi mesi analizzeremo in maggior dettaglio. Dopo il calo del 20% nel 2020 sono cresciuti del 40%, per chiudere a 3.5 miliardi di euro, quindi il 13% sopra il 2019, in questo caso grazie ai volumi (1.3 milioni di ettolitri), mentre il prezzo medio di esportazione è rimasto stabile (rispetto al 2019) a 27.5 euro al litro.
Come già succede da diversi anni i dati di Bordeaux sono un po’ meno positivi, anche se in questo caso parliamo di dettagli (+12% sul 2019).
Come invece ci è spesso capitato di commentare, il “resto della Francia” è come se fosse Italia. Esportazioni 2021 di 4 miliardi di euro, il 10% sopra il 2019, con un prezzo medio di esportazione di 3.7 euro al litro, in questo caso cresciuto del 10% e quindi interamente responsabile del progresso.
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