Esportazioni di vino italiano – aggiornamento luglio 2015

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Le dichiarazioni dei vertici dell’UIV circa la possibilità di raggiungere 5.5 miliardi di esportazioni a fine 2016 sembra supportato dai dati appena pubblicati da ISTAT, che indicano un dato sui primi 7 mesi dell’anno di 3 miliardi di euro (+6%). I restanti cinque mesi 2015 saranno caratterizzati da un decrescente impatto dei cambi (il dollaro cominciò la sua corsa proprio a fine estate dello scorso anno), il che non aiuterà, mentre vero è che la seconda parte dello scorso anno fu stabile (vedere grafico qui sopra). Insomma, se teniamo il ritmo di crescita dei primi 7 mesi arriviamo poco sotto i 5.4 miliardi di euro, e a quel punto per arrivare ai fatidici 5.5 miliardi servirebbe mantenere un ritmo di +4% nei 12 mesi del 2016. Vista la buona vendemmia 2015 l’obiettivo potrebbe essere proprio a portata di mano. Passiamo invece ad analizzare i dati relativi a luglio, in cui abbiamo registrato un incremento delle esportazioni del 4%, partendo da una base effettivamente non facile dello scorso anno.

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  • Le esportazioni di luglio sono state 510 milioni, +4%. Si tratta, insieme a ottobre, del mese più importante dell’anno perché probabilmente include anche parte delle spedizioni di agosto, in cui molti operatori sono in ferie.
  • Il saldo sui 12 mesi è di circa 5.25 miliardi di euro, +4%, con gli ultimi 5 mesi del 2014 intorno a +2% stabili e un incremento del 6% sui primi 7 mesi di quest’anno.
  • I vini spumanti sono ancora il principale fattore trainante, anche se in luglio il ritmo di crescita è stato più moderato del solito, +7%. Si riprendono invece i vini imbottigliati che con un +5% stanno mantenendo un ritmo decisamente superiore allo scorso anno, mentre invece i vini sfusi con un calo del 15% in luglio portano il dato generale al +4% di cui dicevamo prima.
  • Dal punto di vista geografico e guardando ai vini imbottigliati (tabella sotto), sono i mercati anglosassoni a guidare l’export italiano. Nei vini imbottigliati USA e Canada crescono rispettivamente del 17% e 10% circa, sia in luglio che nei primi 7 mesi dell’anno.
  • Nel segmento dei vini spumanti invece i dati sono molto più ballerini. Il dato di +7% è fatto dal Regno Unito che cresce del 50%. In altre parole, se non ci fosse stato questo boom, i vini spumanti italiani avrebbero registrato un calo del 3%, da 84 a 82 milioni invece che a 91 milioni come invece osserviamo. Il dato riflette ancora la forte crescita degli spumanti DOP, che proprio nel Regno Unito sono cresciuti del 57% a 24 milioni di euro (rispetto ai 26 milioni di euro esportati in totale nel segmento spumanti). Ancora negativi sono i dati di Asti DOC, che subisce l’azzeramento delle esportazioni verso la Lettonia (-81% nei primi 7 mesi, -95% in luglio), ma anche i dati negativi di Russia e Stati Uniti. Da inizio anno a luglio, l’export di Asti cala del 20%. Non un bel biglietto da visita in vista dell’importante stagione invernale.
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