Esportazioni di vino italiano – aggiornamento luglio 2014

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Per quanto la graduale perdita di velocità delle esportazioni continui (stiamo ora viaggiando al ritmo di +3.5% rispetto al +6% annuo dei primi mesi dell’anno), il mese di luglio può essere considerato un ottimo mese. In primo luogo, le esportazioni sono cresciute del 4% rispetto al corrispondente mese del 2013. In secondo luogo, “quel” luglio 2013 era stato già un ottimo mese (+10% a sua volta). Infine, insieme a ottobre e novembre il mese di luglio è stagionalmente quello più importante per le esportazioni, quindi questo risultato “peserà” sui dati annuali. Passando alle note più “dubbie”, i dati sono sostenuti da una vistosa riaccelerazione delle esportazioni di spumante (anch’esse nonostante la base di confronto fosse sfidante), soprattutto guidata dagli spumanti DOP, quando invece l’andamento dell’Asti spumante resta particolarmente altalenante.

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  • A valore in luglio si sono esportati 491 milioni di euro di vino per 2.02 milioni di ettolitri. Il ritmo dei primi 7 mesi è +2%, quello dei 12 mesi come abbiamo detto +3.5%. Per quanto riguarda i volumi, da inizio anno abbiamo esportato 11.9 milioni di ettolitri, il 2.7% in più dell’anno scorso, mentre sui 12 mesi terminanti a luglio restiamo leggermente sopra i 20 milioni di ettolitri.
  • Visto i recenti dubbi circa le esportazioni in Russia, sia per il forte deprezzamento del Rublo che per le possibili ripercussioni delle tensioni politiche, vi metto un paio di grafici a indicare le esportazioni di vino in Russia. Per ora non sembrano esserci problemi. Il dato annuo a luglio è di 114 milioni di euro per 446mila ettolitri e proprio il mese di luglio ha visto un forte balzo contro il medesimo periodo dello scorso anno.
  • Diverso, anche se meno discusso è invece il caso della Cina, dove pur partendo da numeri molto bassi le esportazioni sono in calo del 10% a 70 milioni di euro con un peggioramento molto evidente in luglio. Elettroencefalogramma piatto invece a Hong Kong, dove l’Italia non ha visto aumentare o diminuire le esportazioni da ormai diversi mesi… Invece, volevo anche presentarvi il grafico del Brazile per sorprendervi con gli effetti speciali del mondiale… beh non ci sono stati…
  • Torniamo ai nostri soliti discorsi per commentare brevemente quello che succede nelle categorie. I vini imbottigliati sono fermi a volume nei mesi recenti e devono i piccoli incrementi al prezzo mix. Stanno rallentando recentemente gli USA, va un po’ meglio in Germania (a dispetto di quello che dicono i giornali sul mercato interno), sembra essersi fermato il Regno Unito dopo la forte crescita degli ultimi anni. Diciamo che nessuno dei 10 primi mercati del vino imbottigliato cresce o cala di più del 5%…
  • Per i vini spumanti il discorso è leggermente diverso. Anzitutto i volumi continuano a tirare (forse anche troppo, visto che i prezzi hanno cominciato a scendere). Come potete apprezzare dalla tabella, il +17% dei primi 7 mesi è un+24% di volume e un -6% di prezzo mix. Da inizio anno sono gli spumanti DOP gli unici a crescere anche se negli ultimi mesi anche l’Asti sta dando segni di stabilizzazione. Resta sconcertante per chi vi scrive che un mercato quasi inesistente per l’Asti come la Lettonia sia stato nel mese di luglio protagonista, essendo il primo mercato per export nel mese, 8 milioni sui 50 totali. Le crescite su basi solide sono altre…
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