La classifica dei marchi industriali del vino – The Power 100 drink brands 2013

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Siamo al secondo aggiornamento di questa classifica redatta da Intangible Business, pubblicata ogni anno, e relative ai maggiori marchi mondiali del settore delle bevande alcoliche. Principalmente super-alcolici, chiaramente. Primo il  Johnnie Walker, poi la Vodka Smirnoff, poi il Martini e via con il Cognac e il resto. Il primo brand del vino, che lo scorso anno era Gallo, diventa Moet et Chandon, che occupa la sedia numero 16, mentre Gallo appunto scende dal 14esimo al 18esimo posto. Prima di guardare la classifica e cercare di capire come si è formata, forse vale la pena di fare una considerazione, che già avrete letto qui: non ci sono brand italiani nel mondo del vino in questa classifica. Ci sono quelli francesi, americani, australiani, cileni, persino spagnoli, ma non italiani. Attenti, qui non stiamo parlando di Ornellaia, Bruno Giacosa o Gaja. Qui stiamo parlando di marchi di livello mondiale con volumi significativi che assumono una rilevanza industriale. Passiamo ai dettagli.

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  • Perché Moet et Chandon è primo? Cominciamo da qui. In una scala da 1 a 10, con 10 massimo, si classifica tra i migliori come quote di mercato nel segmento di riferimento (8.4 punti, solo Gallo ha 9), è il numero 3 come aspettative di crescita future, dopo il Veuve Clicquot e Robert Mondavi, ma è il chiaro numero 1 quando si comincia a parlare del valore e della conoscenza del marchio.
  • Questo discorso del marchio è quello che sta portando in alto gli Champagne in questa classifica. Moet et Chandon e Veuve Clicquot  sono tra i primi 30 brand del mondo. Ma tra i primi 100 quest’anno figurano anche Dom Perignon, Mumm, Laurent Perrier, Nicolas Feuillatte (la cooperativa) e Piper Heidsieck. Veramente non male.
  • Nel segmento degli “still wines”, cioè dei vini fermi, arretrano le posizioni di Gallo di 4 posizioni al 18esimo posto, sale Hardy’s, l’americana di Accolade Wines al 26esimo posto, perde molte posizioni (13) Concha y Toro che risulta 29esima, e scende dal 30 al 32 anche Mondavi. Diciamo che in linea di massima il quadro degli still wines è più negativo che positivo. Oltre a Hardy’s, soltanto Sutter Home e Lindemans hanno migliorato le loro posizioni in classifica.
  • Se invece restringiamo la classifica al valore come “rating” del marchio, Moet et Chandon mantiene la posizione di leadership, seguita da Veuve Clicquot e Dom Perignon, mentre il marchio con il marchio più famoso e di valore nel mondo del vino è Robert Mondavi. Tra l’altro, questo è un marchio in crescita, secondo Intangible business, con un “rating” pari al 63%, contro il 55-60% di qualche anno fa, mentre Moet et Chandon è invece considerato, a guardare il ranking del marchio degli anni scorsi in leggero deterioramento.
  • Chiudo con la speranza di vedere un’azienda italiana, un giorno, inclusa in questa classifica anche nel segmento vino. Esulando dai vini, i marchi qui inclusi sono Martini, Fernet-Branca, Aperol, Cinzano, Campari, Disaronno e Ramazzotti. Consoliamoci dicendo che molti di questi sono ancora in mani italiane.

 

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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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