Fonte: OEMV
Le importazioni di vino in USA hanno ripreso la crescita dopo la crisi. Nel 2010, gli Stati Uniti hanno importato vino per 4.2 miliardi di dollari, con un rimbalzo del 6.5%. In verita’ questo valore e’ ancora inferiore al picco degli scorsi anni, cioe’ 4.6 miliardi di dollari del 2007-08. Il valore delle importazioni cresce decisamente di piu’ dei volumi, che invece restano bloccati intorno a 9.4 milioni di ettolitri (+1%). Le principali osservazioni che svilupperemo sono queste: (1) l’Italia e’ andata molto bene, grazie anche al cambio che ha spinto i volumi a discapito del prezzo; (2) Australia e Cile hanno subito un forte calo di volumi a causa del cambio. Tale calo appare in riassorbimento per l’Australia e in aggravemento per il Cile; (3) l’unico grande esportatore verso gli USA che riesce a crescere in modo deciso sia nei volumi che nel prezzo mix e’ l’Argentina; (4) nel segmento degli spumanti la Francia si e’ ripresa in modo molto deciso riprendendosi la quota di mercato perduta nel 2009.
Veniamo ai dati. L’Italia e’ il leader tra gli esportatori sia per volumi (26.4%, in crescita di 1.5 punti percentuali, scalzando l’Australia) che per valore (29.7%, questa volta stabile). I volumi esportati salgono a 2.5 milioni di ettolitri (+8% contro +1% del totale), mentre il prezzo mix come abbiamo detto cala leggermente (-1%). In totale l’Italia esporta vino in USA per 1.26 miliardi di dollari, di cui circa 130 milioni sono spumanti. La Francia resta il n.2 del mercato con 1 miliardo di dollari di export e una quota del 24%, in calo (il totale cresce del 3% contro il 6% del mercato). I francesi sono guidati dal forte rimbalzo degli spumanti (+30%), che rappresentano oltre il 40% delle loro esportazioni contro il 10% o poco piu’ dell’Italia. Anche per questo motivo (gli spumanti francesi sono esportati a oltre 20 dollari al litro), in termini di volumi sono soltanto il quarto con meno di 1 milione di ettolitri.

I vini del nuovo mondo sono fortemente influenzati dai cambi, salvo l’Argentina. Gli australiani scendono dell’1.5% sulla quota di mercato al 14.4%. I volumi crollano (-12%), lasciando la leadership all’Italia. Gli australiani hanno pero’ alzato i prezzi e limitato cosi’ il calo a valore al 5%, restando sopra i 600 milioni di dollari. I Cileni fanno un po’ meglio: le esportazioni sono stabili a 278 milioni di dollari, con un calo dei volumi del 12% a 1.2 milioni di ettolitri e un corrispondente rimbalzo dei volumi. Gli unici a crescere (e che crescita) in tutti e due i segmenti sono gli argentini che sono la quinta forza tra gli esportatori (superando la Spagna): i volumi crescono del 13%, i prezzi dell’11% per un totale di un +25%. E’ molto facile che nel 2011 possano superare i vicini di casa cileni.

Infine, vi lascio il quadro degli spumanti (quello dei vini sfusi non lo faccio perche’ e’ irrilevante). Il mercato rimbalza pesantemente, +25% a valore a 625 milioni di dollari e +19% a volume a 569mila ettolitri. La Francia ha il 67% del mercato e fa +31%, l’Italia il 21% e fa +12%, la Spagna il 10% del mercato e fa +14%.





