
Il 2016 sarà senza dubbio ricordato come l’anno della definitiva consacrazione internazionale dei vini spumanti italiani. Le esportazioni a consuntivo dell’anno parlano di un incremento del 22% a 1.2 miliardi di euro e di un corrispondente aumento del volume esportato a 3.4 milioni di ettolitri. Come sappiamo si tratta di una esplosione principalmente legata ai paesi anglosassoni, Regno Unito e USA su tutti, ma ci sono altri segnali positivi nei mercati minori, quando invece l’anno è stato positivo ma meno esplosivo in altri mercati consolidati come la Germania. I segnali del mese di dicembre, comunque poco interessante dal punto di vista stagionale, sono meno positivi dei mesi precedenti, con un leggero calo del valore esportato, essenzialmente legato al -20% realizzato nel mercato inglese, che ha spinto la categoria degli spumanti DOP giù del 5%, a fronte di un saldo annuo in crescita del 32%. Passiamo all’analisi dei dati.

- Dei 3.37 milioni di ettolitri esportati, ben 2.3 milioni di ettolitri sono di spumanti DOP, in crescita del 24%, mentre l’Asti è stabile a 360mila ettolitri e gli altri spumanti non DOP crescono del 24% a 705mila ettolitri. Guardando ai volumi per mercato, circa 1.1 milioni di ettolitri sono finiti nel Regno Unito (+22%), 637mila in USA (+24%) e 250mila ettolitri in Germania (+7%). Una vera e propria esplosione si è verificata in Francia, dove le esportazioni sono passate da 90mila a 200mila ettolitri.
- Passando ai valori, sia il mercato inglese che quello americano crescono di oltre il 30%, a 366 milioni e 255 milioni rispettivamente, mentre la Germania, che resta il terzo mercato è in crescita del 6% a 91 milioni di euro, meno degli altri ma con un andamento in progressivo miglioramento. Il raddoppio dei volumi in Francia si traduce in un incremento delle esportazioni del 54% a 39 milioni, preceduta dalla Svizzera, che si conferma quarto mercato per i nostri spumanti, +3.5% a 54 milioni di euro. Dopo un paio di anni di chiara difficoltà ha ricominciato a crescere il mercato russo (+11%), anche grazie alla rivalutazione del rublo.
- L’Asti spumante si è stabilizzato intorno a 120 milioni di esportazioni, decisamente sotto il range del passato di 150-180 milioni di euro. La Russia continua a essere in calo del 12%, anche se qualche dato meno negativo sembra materalizzarsi. Sono invece in leggera crescita le esportazioni in Germania, +4.6% a 22 milioni di euro, primo mercato, e in decisa ripresa quelle americane, +14% a 19 milioni.
- Nel segmento degli spumanti DOP i segni sono tutti positivi, alcuni eccezionali, come il +36% del Regno Unito, o il +41% degli USA, partendo da dati già in forte crescita nello scorso anno. Come anticipavamo sopra, forse la novità è la Francia, +91% a 29 milioni di euro e oggi il quinto mercato per gli spumanti DOP. Tirando le somme, le esportazioni hanno raggiunto quota 885 milioni di euro, +32% e +30% annuo nel corso degli ultimi 5 anni.
- Proprio su questa categoria si gioca la partita del 2017, e soprattutto sulla conferma dei valor raggiunti nei principali mercati, dove penso sia immaginabile una stabilizzazione, dopo 2-3 anni di forte crescita, probabilmente legata alla graduale introduzione dei nostri prodotti nelle grandi catene di vendita al dettaglio.






Mi sarei aspettato di vedere i dati del Prosecco DOP distinti dagli altri spumanti, come per l’ASTI DOP.
Sa… è un argomento battutissimo…
La seguo sempre con interesse.
Buonasera Francesco, purtroppo i codici delle esportazioni sono una convenzione mondiale e quando sono stati fatti sono stati distinti, nel segmento degli spumanti, lo Champagne e l’Asti. Nient’altro, anche perchè 15 o 20 anni fa il Prosecco era poco rilevante. Lei ha perfettamente ragione, bisognerebbe oggi avere un dettaglio sul Prosecco e non sull’Asti, ma il problema è che i dati non ci sono…
Marco