
I dati che l’Australia fornisce sulle sue esportazioni sono sempre più rarefatti, anche se la storia a grandi linee non cambia. Il prodotto australiano è ancora in calo nei 12 mesi terminati a giugno, anche se non in modo così accentuato come fino a qualche tempo fa e soprattutto siamo a un livello più alto dei 12 mesi terminanti a dicembre 2013: il che significa che il primo semestre è sopra lo scorso anno.. Quindi, siamo alla fine della discesa. Una serie di ragioni ci aiutano a comprendere questo cambio di trend. Primo, il cambio del dollaro australiano si è riportato contro gli USA al livello di 5 anni fa, il che aiuta il prodotto australiano (vedere ultimo grafico, cortesia di Ozforex). Secondo, anche se non si da molta pubblicità nel comunicato, lo spostamento dai vini imbottigliati a quelli sfusi sembra essere in rallentamento (ma i dati precisi non sono stati forniti). Terzo, il prezzo di vendita dei vini imbottigliati continua a crescere. C’è una sola nuvola in questo panorama che punta al sereno: la Cina, dove come potete leggere nel proseguo del post, gli Australiani fanno molta fatica… Passiamo ai numeri.

Le esportazioni dei 12 mesi terminanti a giugno sono state di 1.78 miliardi di dollari australiani, in calo del 2% sull’anno scorso ma in ripresa dell’1% rispetto a fine 2013.
I volumi esportati sono anche loro in lieve ripresa sul fine anno (da 6.7 a 6.8 milioni di ettolitri), ma ancora in calo del 2% sul giugno 2013.
Il prezzo mix è stabile a 2.6 dollari australiani al litro, in realtà il risultato della media tra 1.02 dollari del vino sfuso e i 4.77 dollari del vino imbottigliato. Secondo le nostre stime, per far tornare i calcoli gli australiani devono aver esportato circa 2.96 milioni di ettolitri di vino imbottigliato (stabile su fine anno ma in calo significativo di 0.2 milioni di ettolitri da fine giugno 2013) e a occhio 3.8 milioni di ettolitri di vino sfuso. Se la nostra stima è corretta (non dovremmo essere troppo lontanti), il bilanciamento “sfusi/imbottigliati” sarebbe rimasto essenzialmente fermo rispetto a fine 2013 a 57/43.
Che cosa dicono gli australiani? In termini di product mix, loro continuano a mostrare numeri buoni sulla fascia medio alta. Dicono che i volumi dei prodotti oltre 7.5 dollari al litro fanno +4% a 0.3 milioni di ettolitri e 442 milioni di dollari, quindi sono solo il 5% dei volumi ma ben il 25% del valore. Anche l’ultra premium (oltre 50 dollari al litro) sale: +25% a 0.1 milioni di ettolitri per un valore 76 milioni di dollari australiani. Il secondo tema è che scendono i vini rossi (-6% a 383 milioni di litri) e salgono i vini bianchi (+3% a 287 milioni di litri).
Infine, i mercati. Vanno sempre male in UK, che restano il principale mercato per il loro prodotto, in modo non quantificato. Sono calati in volume anche in USA, 1.6 milioni di ettolitri contro 1.9 di un anno fa. Sono andati molto male in Cina, dove sono passati da 410mila a 360mila ettolitri di vino esportato.



