
Dopo aver avuto una anticipazione nefasta con la pubblicazione OIV di qualche settimana fa, aggiorniamo oggi i dati sulla produzione vinicola argentina, che è letteralmente crollata nel 2016 (-35%), scendendo per la prima volta da quando guardiamo questi dati (e, secondo Decanter, dal 1957 a questa parte) sotto i 10 milioni di euro. La causa? El Nino, che ha causato un aumento delle pioggie proprio nel mese critico della vendemmia, Aprile, creando numerosi problemi di muffa e facendo crescere pesantemente il costo delle uve, soggetti a più trattamenti. Tornando ai nostri numeri, nonostante il calo produttivo non è detto che l’Argentina subirà un grosso colpo nel mercato internazionale, in quanto i volumi esportati sono molto limitati (2.5 milioni di ettolitri rispetto a produzione medie di 14-15 degli ultimi anni), essendo focalizzati su una fascia di prodotti di qualità elevata. Ma passiamo ai numeri.

- I dati finali del 2015 hanno confermato quanto pubblicato lo scorso dicembre, con una produzione di vino di 13.4 milioni di ettolitri, in calo del 12% sul 2014 e circa 1 milione di ettolitri sotto la media storica. Il peso dei mosti nel 2015 si è mantenuto intorno al 25% della produzione totale, circa 4.35 milioni di ettolitri, con un calo del 6%, anch’esso circa 1 milione di ettolitri sotto la media.
- Dal punto di vista geografico, il 2015 ha visto il calo concentrato nella fascia dei vini bianchi, -30% a 4.5 milioni di ettolitri, mentre per i vini rossi si è confermata la produzione del 2014 di circa 8.4 milioni di ettolitri, perfettamente allineata alla media storica.
- Mendoza è chiaramente l’area più importante. Nel 2015 la sua produzione è stata di 10.3 milioni di ettolitri, -11%, quindi leggermente meno peggio del resto della vendemmia, mentre nel 2016 sembra proprio essere l’area più colpita dal maltempo.
- Nel 2016 è previsto quindi un tracollo della produzione, con una riduzione del 35% a 8.8 milioni di ettolitri di vino e del 25% dei mosti (3.2milioni). Come anticipavamo sopra, per Mendoza siamo a -41% per una produzione di poco superiore a 6 milioni di ettolitri.


