
Il viaggio nei vitigni italiani continua con il focus sull’Emilia Romagna, che ha 55mila ettari piantati secondo ISTAT, con una leggera prevalenza delle superfici DOC, 30mila, rispetto a quelle non DOC, circa 25mila. Le caratteristiche peculiari della regione è che la viticoltura è diffusa in tutte le provincie, salvo Parma e Ferrara e che ci sono due tiplogie di province: quelle focalizzate sui lambruschi, quelle sull’accoppiata sangiovese/trebbiano. Accanto a queste ci sono poi Piacenza, diversa da tutte le altre e Bologna, dove la base ampelografica è particolarmente variegata. La superficie vitata è fortemente orientata alle varietà autoctone.

- In termini di superficie totale, quindi incluse DOC e non DOC, il trebbiano bianco “romagnolo” è il principale vitigno con 15mila ettari vitati, a rappresentare il 28% del totale. Segue il Sangiovese che rappresenta circa il 15% della superficie totale.
- Per quanto riguarda i Lambruschi, troviamo 5 qualità recensite con oltre 500 ettari vitati, per un totale di 9900 ettari. Il Lambrusco Salamino, con 4635 ettari vitati principalmente DOC (78%), il Lambrusco Grasparossa, 2200 ettari anche in questo caso quasi tutti DOC (86%), il Lambrusco di Sorbara, 1400 ettari quasi tutti DOC sono i tre principali. Ci sono poi il Lambrusco Marani e il Lambrusco Maestri con 950 e 650 ettari circa, entrambi concentrati a Reggio Emilia e entrambi poco più di metà rappresentati dalla categoria DOC.
- Pochi vitigni internazionali. Non abbiamo citato tra gli importanti vitigni autoctoni la ancellotta che copre bene 4000 ettari, l’accoppiata Barbera e Croatina con 2200 e 1500 ettari principalmente a Piacenza, il Pignoletto e l’Albana con oltre 1400 ettari. Il primo vitigno internazionale è il Merlot con 1000 ettari soltanto, seguito a poca distanza dal Cabernet Sauvignon.
- Passando alle province, come anticipavo sopra ci sono le province del Lambrusco, Reggio Emilia e Modena. A Modena 5400 ettari dei 5900 ettari totali DOC sono Lambrusco, principalmente Salamino e Grasparossa. A Reggio Emilia il Lambrusco è circa la metà dei 4800 ettari DOC, dato che il vitigno principale è l’Ancellotta, praticamente coltivato soltanto in questa provincia (sempre parlando di DOC). A Piacenza la situazione è completamente diversa da tutte le altre province, con una base ampelografica discretamente diversificata ma comunque concentrata sui vini rossi e sull’accoppiata Croatina e Barbera, seguite da Malvasia e Ortrugo. Vengono poi le provincie della Romagna, Forli, Cesena, Ravenna e Rimini dove il Sangiovese e il Trebbiano sono le nettamente predominanti, con un po’ di Albana. Infine Bologna, dove invece si mischiano Sangiovese e Trebbiano con il locale Pignoletto ma anche con un peso piuttosto rilevante delle varietà internazionali, sicuramente non presenti nelle altre province.



