Presentazione/Varie


I numeri del vino va avanti: oltre 4400 euro devoluti in beneficenza

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In queste settimane il piu’ famoso blog italiano dedicato al vino ha deciso di terminare la sua attivita’. Mentre leggevo il post di addio, non ho potuto fare a meno di pensare a quante volte anche io ho pensato di smettere. E a quante volte ho deciso di continuare.

Nelle ultime uscite pubbliche ho avuto numerose manifestazioni di gratitudine e apprezzamento. Mi sono pero’ anche accorto che pochi hanno ben chiaro la principale esternalita’ di questo blog: quella di inviare un aiuto tangibile a un asilo e a un centro di riabilitazione in Peru gestito da Divina Provvidenza ONLUS. Nei prossimi mesi spero di pubblicare un resoconto dell’attività della missione e del piccolo contributo devoluto.

Oggi non parlo di numeri del vino ma della beneficenza: il blog va avanti anche e soprattutto perche’ cominciano a fluire soldi veri verso l’iniziativa di beneficenza. Il contratto con Vinoclic e’ intestato a Divina Provvidenza ONLUS, cosi’ come quello con Google Adsense. Merum, attraverso Andreas Marz, e il Corriere Vinicolo versano il corrispettivo derivante dalla mia collaborazione direttamente a Divina Provvidenza ONLUS. I soldi non filtrano attraverso il sottoscritto (sarebbero tassati!) ma vanno direttamente alla fonte.

Facciamo due conti: dall’inizio dell’avventura sono stati versati oltre 4400 euro, come vedete dal grafico per la maggior parte rivenienti dalle collaborazioni, quando invece la pubblicita’ si attesta a circa 500 euro annui.

Ecco, questo e’ uno dei motivi per cui vado avanti anche quando mi viene in mente di smettere. Voi che leggete, sappiate che quella piccola pubblicita’ che vedete sul blog ha un fine di bene e quindi come diceva un grande della televisione commerciale, “seguite i consigli per gli acquisti”.

Se ritenete che questo blog sia utile al vostro lavoro e volete che vada avanti, perchè non aiutare qualcuno in nome de “I numeri del vino”?

Buone vacanze

Marco Baccaglio

PS Trovate un piccolo tasto qui di fianco, sotto la mia brutta faccia che si chiama “Aggiornamento” per seguire in tempo reale l’andamento degli introiti.

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I numeri de "I numeri del vino" – aggiornamento aprile 2010

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Sottotitolo: come si fa a non crollare nonostante un calo del 30% delle page views del 2010? Semplice, aumentano il numero delle pagine e cresce lo zoccolo duro delle pagine lette degli anni scorsi. Oggi ho deciso di non parlare di vino ma del blog in se stesso, perche’ penso sia interessante (e magari utile a qualche lettore che si trova nella stessa situazione) guardare a cosa succede in un blog a quasi 4 anni dal suo inizio. Le conclusioni sono le seguenti: (1) il blog raggiunge uno stadio di maturita’ quando “finisce” la diversificazione di argomenti e quindi smette di guadagnare posizioni sui motori di ricerca; (2) quando il blog matura, il mix di traffico cambia da visitatori occasionali a visitatori che accedono direttamente al blog. In altre parole aumenta la qualita’ dell’audience, sempre meno visitatori che capitano per sbaglio, sempre piu’ visitatori che volontariamente si connettono. (3) Nonostante la maturita’, lo zoccolo duro dei post degli anni precedenti si fa sentire. Nonostante un calo del 30% delle pagine lette pubblicate nel 2010 (rispetto a quelle del 2009) e addirittura del 40% sui primi 4 mesi dell’anno, il calo delle post letti (e sto parlando dei post, non delle pagine introduttive o delle liste di post) cala soltanto del 9-10%.



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Buon Natale a tutti i lettori e grazie per il sostegno!

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Per questa notte di Natale gli unici numeri che vi propino sono quelli della beneficenza che e’ giunta in Peru attraverso I Numeri del Vino. Non sono molti (sono io il primo a sottolinearlo) ma e’ pur sempre un piacevole effetto collaterale, che spero possa continuare e, perche’ no, crescere nel futuro.

Grazie ancora a tutti voi che leggete e sostenete questa iniziativa leggendo e talvolta cliccando la pubblicita’ del blog.

Buone feste

Marco Baccaglio

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IRex Iliad: tenere in mano il futuro

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Oggi devo “bucare” lo schermo dei lettori de “I numeri del vino” con un clamoroso off-topic.
Non si parla di beneficenza ma bensi di e-book readers. Si’, perche’ la Simplicissimus Book Farm guidata da Antonio Tombolini mi ha dato l’opportunita’ di provare IRex Iliad e mi sento di dover dire la mia sullo strumento.

Dunque, partirei dalle conclusioni: io trovo la tecnologia e-ink semplicemente straordinaria e penso (credo, anzi sono molto convinto) che guardare nello schermo di Iliad sia come guardare nel futuro. Andiamo proprio li’. Di questo avviso non sono soltanto io ma anche una buona schiera di amici e colleghi a cui ho sottoposto il lettore. La leggibilita’ e’ sorprendente e non paragonabile a nessuno schermo, anche se a chi non l’ha mai visto e’ necessario spiegare che cosa vuole dire che lo schermo e’ “scritto” ma “passivo”. Io non sono un collezionista di libri (a dire la verita’ e’ qualche anno che non ne leggo…) e quindi non sono preoccupato per la mancanza del profumo della carta o del contatto fisico o della libreria di noce massiccio che sia.

Detto questo, Iliad e’ studiato come un lettore di libri, per quanto ho potuto testare. Ho materialmente provato ad applicarlo al mio lavoro di analista finanziario e lo strumento non e’ in questo momento pienamente efficiente. Come mai? (1) la scrittura e’ intuitiva e adatta per brevi appunti. Quando devi scrivere velocemente e a lungo, la scrittura ha quella frazione di secondo di ritardo che non la rende fattibile. (2) la lettura di file PDF e’ talvolta difficile (io leggo bilanci), date le dimensioni dello schermo e non ho trovato (ma magari e’ colpa mia) una funzione di ricerca per carattere, per esempio.

Che cosa potrebbe fare scattare l’acquisto?
• Un miglioramento della velocita’ del processore, anche a dispetto del peso (forse DR1000 che ho provato recentemente va in quella direzione);
• Uno schermo un tantino piu’ grande per rendere i PDF veramente leggibili (DR1000 di nuovo)
• Un collegamento wireless con possibilita’ di sottoscrivere feed e quindi leggere qualcosa che originariamente sta su uno schermo, su un virtuale foglio di carta.

Ecco, sono arrivato al dunque: e-ink nella mia testa e’ una immensa opportunita’ per fare risparmiare qualche ora di monitor ai miei occhi (sulle 10-12 che spendo). Eliminare la carta per il formato elettronico ha un inconveniente: il monitor. Leggere i blog invece del giornale, o il giornale via internet ha l’inconveniente del monitor. Io sono un monitor-addicted e la mia vista ne risente, di anno in anno (come dice mio padre “passi i primi 40 anni a buttare via la salute e i secondi 40 a cercare di trattenerla”, e io ho da poco passato il confine). Per me un ebook reader su cui archiviare i bilanci e i miei appunti (rigorosamente presi su carta a matita e poi scannerizzati), con un accesso veloce ed efficiente sarebbe un sogno.

Quindi, caro Antonio, sono d’accordo con te e con il tuo entusiasmo. Questo E’ la tecnologia. Non e’ una questione di prezzo quanto, in questo momento, di performance. 600 euro per rimpiazzare le radiazioni del monitor per qualche ora al giorno sono uno scambio che gli inglesi chiamerebbero “no-brainer”, da fare senza pensarci. Pensa a quanti soldi buttiamo via dal dentista!

Grazie di nuovo per l’opportunita’ di provare Iliad.