
Mentre le esportazioni di Asti continuano a scendere (probabilmente al livello più basso da 10 anni a questa parte), gli spumanti DOP hanno messo a segno negli ultimi due mesi dell’anno, i più importanti, un “uno-due” da +60%, che ha riportato la lancetta dell’acceleratore per la sottocategoria al di sopra della soglia del 30%. In totale, sono 668 milioni di euro esportati di spumanti DOP su un totale di 985 milioni di euro, il 68% dal 38% del 2010 quando la rilevazione ISTAT è iniziata. Quindi l’export che cresce in modo sano, +17% nel 2015 ma +17% anche mediamente negli ultimi 5 anni, combinando due trend piuttosto estremi: -21% per l’Asti (-5% annuo dal 2010 a questa parte), +32% per gli spumanti DOP (+31% annuo dal 2010). Per questo motivo, l’analisi del totale è piuttosto anomala, dato che mette insieme un bianco e un nero per ricavare un grigio.
Cosa succederà nel 2016? I volumi esportati hanno raggiunto la ragguardevole soglia di 2.8 milioni di ettolitri, +14%, essenzialmente calcando gli stessi andamenti del valore su Asti (-21%) e spumanti DOP (+30%) e un andamento meno marcato per gli altri spumanti (+3%). Con 1.85 milioni di spumanti DOP esportati la sfida del 2016 sarà quella che si sta già vincendo nei vini imbottigliati: crescere di valore senza crescere più di volume. Ma per ora analizziamo i dati 2015.

- L’Asti continua a mostrare andamenti molto anomali. A novembre c’è stata una esplosione di esportazioni verso la Lettonia (8 milioni di euro in un solo mese) che ha causato un “sussulto” in un trend strutturalmente negativo. A fine 2015 le esportazioni sono state 124 milioni di euro (-21%) e 369mila ettolitri (-21%) per un valore al litro stabile a 3.36 euro. Russia e Lettonia insieme spiegano i due terzi del calo, essendo passate da 48 a 25 milioni di euro, quindi -23 milioni su un export in calo di 33 milioni in tutto. L’Asti è stabile in USA (ma vi ricordo che c’e’ stata una rivalutazione del dollaro del 20%!!!), cala del 10% in Germania. L’unico mercato di dimensione significativa che cresce è il Regno Unito a +12% (ma anche qui il cambio ha aiutato), oggi il quinto mercato per il prodotto piemontese.
- Gli spumanti DOP continuano a cavalcare l’onda del Prosecco e con lo sprint cui accennavo sopra chiudono l’anno a 668 milioni di euro, +32%, per 1.85 milioni di ettolitri, +30%, anche in questo caso con prezzo stabile a 3.60 euro al litro. Qui invece di cercare dove va bene bisogna cercare dove va male… soltanto in Austria, dove le esportazioni sono calate del 12% nel 2015 ma dove viene esportato soltanto il 2% del prodotto. In Dicembre nel Regno Unito le esportazioni sono più che raddoppiate, portanto il saldo 2015 a +54%, 245 milioni du euro. In USA la crescita è stata del 62%, consentendo di chiudere l’anno a poco meno di 150 milioni di euro, +32%. Germania e Svizzera che però insieme contano meno di 90 milioni crescono dell’8-10%, mentre è interessante notare il boom del prodotto italiano in Francia, +80% a 15 miloni, ora diventato l’ottavo mercato nella classifica.








