La strategia europea di Changyu Pioneer Wine

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Oggi il blog non vi propone un’analisi numerica ma la traduzione e qualche spunto di riflessione su un articolo apparso dieci giorni fa sul Financial Times, dove viene delineata la strategia del più grande produttore di vino cinese, Yantai Changyu Pioneer Wine, che oltretutto vede come tra gli azionisti di riferimento con una quota del 33% la ILLVA Saronno, interamente controllata dalla famiglia Reina. Se vi interessa, potete proseguire la lettura nel post!

Bene, la notizia è apparsa in Italia soprattutto sottoforma di sponsorizzazione della Liga spagnola. In realtà l’articolo parla di altre cose, alcune che sappiamo bene sull’evoluzione attesa dei consumi nel mercato cinese, altre meno.

Primo, l’azienda cinese continuerà a comperare capacità produttiva europea. Per ora importa 4 milioni di bottiglie in Cina dalle tre tenute acquistate in Spagna e Francia. L’espansione organica dovrebbe portare la capacità a 7 milioni, ma l’obiettivo a medio termine è 20 milioni di bottiglie. Come? Continuerà a comperare, due altre tenute in Francia (Bordeaux) sono già nel mirino, ma altre arriveranno, forse anche in Italia. Una frase mi ha molto colpito nell’articolo: la regolamentazione cinese  cambierà e favorirà i prodotti importati da tenute di proprietà di aziende cinesi: un’evoluzione che se confermata configura certamente un comportamento scorretto da parte del regolatore cinese, da valutare  con molta attenzione.

Secondo, cominceranno ad arrivare prodotti cinesi in Europa. Poca roba, per ora. Si parla di un paio di milioni di bottiglie, ma anche questo è un aspetto da considerare. Questa potenziale minaccia non è  quasi certamente tale nel nostro mercato, da sempre molto concentrato sul prodotto italiano, ma piuttosto all’estero dove il prodotto cinese potrebbe prendere qualche spazio a discapito dei nostri vini.

La sponsorizzazione alla Liga spagnola invece non mi suscita alcuna riflessione…

L’articolo completo è qui allegato. Buona lettura.

 

Changyu Pioneer spinge sulle importazioni di vino in Cina
Il maggior produttore cines di vino quotato in borsa stima che i cinesi diventeranno i principali consumatori di vion del mondo

Articolo pubblicato da FT il 30 Ottobre 2016, da Tobias Buck e tradotto da Marco Baccaglio

Il principale produttore di vino in Cina si sta preparando a far crescere le importazioni di vino in bottiglia dalla Spagna, Francia e da altre nazioni europee, per sfruttare il positivo andamento dei consumi di vino in Cina, la seconda economia mondiale.
Changyu Pioneer possiede vigneti in Cina che si estendono quanto l’intera Borgogna e possiede gia’ due cantine in Francia e una in Spagna. Spedisce circa 3 milioni di bottiglie di vino dalla tenuta spagnola e 1 milione da quelle francesi, ma punta a incrementare le importazioni in Cina dall’Europa a 20 milioni di bottiglie in 3-5 anni.
Il piano d’azione prevede l’acquisizione di due nuove proprieta’ nella regione di Bordeaux, una sulla riva sinistra e una sulla riva destra della Gironda. Questo piano di espansione si basa anche sul fatto che il governo di Pechino probabilmente cambiera’ la regolamentazione relativa all’etichettatura, incentivando le importazioni dalle tenute di proprieta’ di cinesi situate fuori dai confini.
“In questo momento la Cina e’ il quinto consumatore di vino al mondo” dice Sun Juan, il vice direttore generale di Changyu durante una visita in Spagna, “ma crediamo diventi nel prossimo future il primo. Ci sono 38 milioni di consumatori di vino: pensiamo che possano almeno decuplicare.”
Sun Prevede che la produzione di Marqués del Atrio, la tenuta acquistata da Changyu lo scorso anno, potrebbe raddoppiare nei prossimi cinque anni, con la maggior parte dell’incremento produttivo destinato alla cina. “I vini spagnoli hanno una buona reputazione in Cina: sono considerati buoni e con un prezzo ragionevole”.
La Cina e’ diventata un mercato sempre piu’ importante per i produttori di vino europei, tanto da essere una delle principali fonti di crescita delle vendite. Le esportazioni di vino spagnolo in Cina, per esempio, sono cresciute del 57% in media all’anno dal 2000 a questa parte, raggiungendo 78 milioni di litri lo scorso anno.
“La Cina e’ oggi il settimo mercato per Il vino spagnolo. La crescita e’ stata straordinaria, piu’ forte che in qualunque altro mercato negli ultimi 15 anni” dice Rafael del Rey, direttore del centro di ricerca Spagnolo dedicato al vino OEMV. La Francia e’ il principale esportatore di vion in Cina, seguita dal Cile. Poi viene la Spagna, subito prima dell’Australia. [NDR: secondo i dati de inumeridelvino.it, considerando i valori la classifica corretta e’ Francia, Australia, Cile, Spagna, Italia]
Changyu dice di essere anche intenzionata a far crescere le vendite di vino nella direzione contraria e prevede di cominciare a vendere vino cinese in Europa, con un obiettivo di raggiuntere 2 milioni di bottiglie il prossimo anno. Nel tentativo di far crescere la sua posizione in Europa, e quella di Marqués del Atrio nei mercati esteri, Changyu ha stretto un accordo di sponsorizzazione con la Liga spagnola, il cui ammontare non e’ pero’ stato ufficializzato.
Secondo Sun, gli investimenti del gruppo in Europa sono per il momento rimasti sottotraccia, evitando il clamore suscitato dalle acquisizioni cinesi in Europa in altri settori, come quello tecnologico. “I nostril investimenti portano soltanto a vantaggi, sia in termini di posti di lavoro che di maggiori imposte. I governi dovrebbero essere contenti di questo titpo di investimenti” ha dichiarato.
Chi e’ Changyu
Changyu e’ di gran lunga il maggiore produttore di vino in Cina: le sue vendite superano quelle di tutte le altre aziende vinicole quotate nel paese messe insieme. E’ conosciuto per aver create una serie di marchi piuttosto stravaganti che richiamano le tenute europee ma anche per una serie di villaggi dedicati al vino dove vengono fusi turismo e commercio di vino. Il gruppo e’ stato fondato nel 1892 e quotato alla borsa di Shangai nel 1997. I principali azionisti sono i dirigenti, un investitore italiano, il Governo Cinese e una serie di investitori internazionali qualificati.

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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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