Fare sistema. Di Angelo Gaja

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In riferimento all’articolo pubblicato sulla rivista tedesca DER FEINSCHMECKER, dei primi dieci vini classificati sui 93 SUPERTUSCAN degustati, otto provengono dalla MAREMMA di cui cinque dall’area di BOLGHERI. Il riconoscimento si estende così automaticamente anche alla Denominazione ed al Territorio. In nessun altro comparto come in quello del vino il patrimonio comune delle Denominazioni cammina a fianco dei marchi individuali.
I produttori di vino che con la propria azione ed a proprio rischio contribuiscono quotidianamente ad attivare la domanda dei vini aziendali nelle diverse fasce di prezzo e sui diversi mercati non ne traggono vantaggio esclusivo ma creano le premesse affinché altri produttori della medesima Denominazione, che lo vogliano e lo sappiano fare, possano ottenerne beneficio. Ai fini della costruzione della domanda svolgono la stessa funzione sia i vini di una Denominazione venduti al supermercato a prezzo conveniente che quelli rari capaci di spuntare prezzi elevati alle aste. E’ il fare sistema che esiste da sempre nel mondo del vino, il più efficace, il motore di costruzione della domanda a costo zero, senza esborso di denaro pubblico. Da quando vengono stanziati copiosi contributi di denaro pubblico per la promozione del vino italiano sui mercati esteri il mantra del FARE SISTEMA, FARE SQUADRA, CABINA DI REGIA è diventato più insistente: serve ad avvalorare il messaggio che il denaro pubblico, speso per finanziare azioni saltuarie di promozione attraverso la partecipazione congiunta dei produttori, vada a vantaggio del Territorio e della Denominazione.

Angelo Gaja
4 marzo 2013

in allegato, estratto dell’articolo.

DER FEINSCHMECKER_4.3.13

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