Sartori – risultati e analisi di bilancio 2008

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Nel 2008 Sartori ha continuato il suo percorso di crescita spinto dalle vendite fuori dall’Italia, che continuano a rappresentare oltre l’80% del fatturato e nonostante un lieve calo sul mercato domestico (-3%). I numeri del 2008 mettono pero’ in luce una riduzione piuttosto significativa dei margini che portano l’utile netto a dimezzarsi rispetto al 2007. La struttura finanziaria dell’azienda mostra qualche segnale di deterioramento a causa del capitale circolante, che sale di 3 milioni di euro principalmente a causa della riduzione dei debiti verso fornitori. La minore generazione di cassa ha poi determinato un incremento del debito da 5 milioni di euro a poco meno di 8 milioni, un livello ancora sotto controllo (2.5x debito/MOL) ma senz’altro molto diverso da quello del 2007 (1x). La combinazione di minori utili e maggiore capitale investito ha cosi’ determinato un calo del ritorno sul capitale, che resta peraltro nell’ordine del 15-16%, un livello di tutto rispetto.


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Cosa prevede Sartori per il futuro? L’azienda e’ cosciente del momento molto difficile ma ha deciso di non rivedere i suoi piani. Il piano di investimenti sulla nuova area logistica va avanti, nuovi prodotti verranno lanciati e non verranno effettuati particolari sconti sul listino per spingere le vendite. Inoltre, le previsioni di investimenti commerciali in pubblicità sono confermate. Non vengono date indicazioni specifiche sui risultati attesi.

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Il fatturato e’ cresciuto del 6% nel 2008 a EUR39m, con una leggera flessione delle vendite in Italia (EUR6.3m) e una crescita dell’8% sui mercati esteri. Da questo punto di vista, come potete vedere alla fine del post, Sartori e’ esattamente in linea con il campione di Mediobanca, con la piccola differenza che le aziende vinicole italiane erano andate meglio di Sartori nel 2006 e 2007 e l’azienda veneta ha recuperato il terreno perduto nel 2008.

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I margini sono scesi in modo significativo essenzialmente a causa del costo delle materie prime, dato che sia il costo del personale (circa il 6% delle vendite) che le altre spese (18.5%) sono rimasti stabili o leggermente migliorati. Le materie prime sono invece cresciute (da 23m a EUR26m, cioè dal 62.4% al 67.6% del fatturato), come conseguenza dei forti incrementi dei prezzi delle uve registrati lo scorso anno. Il MOL ne risente di conseguenza, scendendo a EUR3.2m (8% delle vendite rispetto al 13% del 2007). Con ammortamenti e oneri finanziari in crescita, l’utile netto si è dimezzato a EUR1.0m (EUR2.2m nel 2007) nonostante il calo delle tasse (che sono rimaste come incidenza percentuale al 42%).

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Passando alla parte finanziaria, va sottolineato il deterioramento del capitale circolante, dovuto essenzialmente alla riduzione dei debiti verso fornitori da 13m a 11m. Sommando questi EUR2m a un leggero aumento dei crediti e del magazzino (del tutto in linea con la progressione delle vendite), se ne deriva un assorbimento di cassa (cioè maggiore debito) per circa EUR3m. Quindi l’aumento del debito da 4.8m a EUR7.9m è essenzialmente dovuto a questo.


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Il capitale investito passa quindi da EUR12.8m a EUR15.4m, con un rapporto debito/patrimonio netto del 106% (60% nel 2007) e un rapporto debito/MOL di 2.5x (1x nel 2007). Questi indicatori mostrano quindi un sostanziale deterioramento della struttura finanziaria, su un livello che peraltro non e’ da considerare preoccupante (a meno di ulteriori peggioramenti nel 2009, del tutto possibili visto la recessione che stiamo vivendo). Infine il ritorno sul capitale, che rimane su ottimi livelli (16%), ma molto lontano dai livelli del 40% e piu’ che erano stati raggiunti nel corso del 2005-06.

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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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