03.4 Resto del Mondo


Argentina – superfici e produzione di vino – aggiornamento 2007

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Fonte: Ist. Nac. de Vitivinicultura
Nel corso di una serie di post negli ultimi mesi abbiamo visto che l’Argentina e’ un mercato che sta emergendo nel panorama del commercio mondiale di vino, guadagnando posizioni a discapito dell’Australia e degli USA. Abbiamo poi visto che e’ un nazione dove il peso dei vigini internazionali e’ relativamente limitato (21%) a confronto con altri paesi del “nuovo mondo” vinicolo. Abbiamo infine apprezzato come l’Argentina sia considerata da Viniflhor uno dei paesi competitivi per la produzione di vino, grazie a un forte potenziale produttivo e a un ottimo posizionamento dei suoi prodotti sui mercati mondiali. E tutte queste considerazioni si possono riprendere quando si guardano i numeri del settore in Argentina, che sono molto ben messi in luce dall’Istituto Nazionale di Viticoltura. Questi dati ci portono a una ulteriore serie di considerazioni: (1) il potenziale produttivo e’ ben visibile osservando la grande quantita’ di prodotto ancora venduto come mosto; (2) il potenziale qualitativo sta venendo fuori, con oltre il 60% del vigneto dedicato a produzioni di alta qualita’; (3) uno dei punti deboli, la poca forza di mercato degli operatori, potrebbe essere parzialmente risolto dalla maggiore dimensione media delle cantine; (4) gli argentini hanno le idee chiare su quali vitigni vogliono coltivare: Malbec, Cabernet Sauvignon e Bonarda.


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Produzione e consumi mondiali di vino nel 2007 – fonte: OIV

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[English translation at the end of the document]

Fonte: OIV
Facendo leva sulle ultime pubblicazioni di OIV riguardiamo all’equilibrio del mercato del vino a livello mondiale e di macroregioni. Conclusione: il forte decremento di produzione degli ultimi 12 mesi, sia in Australia (-4m/hl nel 2007) che nei maggiori paesi Europei (circa -18m/hl tra Italia, Francia e Spagna) ha portato a un repentino riequilibrio del mercato mondiale, stimato da OIV a 267m/hl (rispetto ai 300m/hl di picco del 2004) contro un consumo “umano” di circa 240m/hl (che ha pero’ intrapreso un timido percorso di crescita) e circa 30m/hl che OIV stima come consumo “industriale” per i prodotti derivati del vino. Come vedete dal primo grafico, quindi, secondo OIV nel 2007 il settore mondiale del vino ha incominciato a intaccare le riserve di alcol per soddisfare le richieste di produzione di prodotti derivati, dato che nel 2007 mancherebbero all’appello circa 10m/hl. Il tutto avviene in uno scenario di graduale riduzione del vigneto europeo (che ha perso circa 300k/ha dal 2000 al 2007), compensato dalla forte crescita nel resto del mondo: secondo OIV il vigneto mondiale (sia per il vino che per l’uva sultanina e da tavola) si e’ attestato a 7900 ettari.

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Australia – produzione di vino e previsioni di produzione al 2009

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L’Australia (www.abareconomics.com) e’ uno dei principali produttori di vino del mondo ed e’ anche un produttore che ha molta cura della programmazione futura delle vendemmie e di capire quale e quanta uva sara’ prodotta. Esiste percio’ una vasta disponibilita’ di numeri che oggi commentiamo. Le principali conclusioni sono le seguenti: (1) dopo la siccita’ che ha colpito la vendemmia 2007, l’Australia prevede di ritornare sugli standard produttivi del 2006 soltanto nel 2009; (2) la superficie vitata non e’ destinata a modificarsi in modo sostanziale nei prossimi anni; (3) del leggero incremento di produzione atteso nel 2009 rispetto al 2006 (parliamo di 800k/q di uva), ci si attende una maggiore domanda di uve bianche (Chardonnay in particolare) e un leggero calo per i rossi (guidato dal Cabernet Sauvignon e dalle varieta’ minori a vantaggio del Merlot e dello Shiraz).

Australia (www.abareconomics.com) is one of the major wine producers and is also very keen on providing data about historic (at a price!) and future (for free!) production. The main conclusion of this post are: (1) after the drought of 2007, Australia plans to be back to 2006 production by 2009; (2) areas are expected to remain broadly flattish in 2008-09 after a 8000ha addition in 2007; (3) the slightly higher production in 2009 vs. 2006 should be concentrated in white grapes (Chardonnay in particular), with a worse performance for major red grapes.

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Nota: tutti i numeri sono definitivi per il 2006 e provvisori per il 2007, le quantita’ si riferiscono a tonnellate di uva e i valori a dollari australiani (cambio circa 1.70 con l’Euro).
Partiamo con l’andamento delle vendemmie. Dopo un 2006 chiuso stabile a 1.84m/tons (cioe’ circa 12m/hl di vino), il 2007 ha visto un calo molto sensibile dei volumi a circa 1.26m/tons (circa 8.2m/hl). Il calo e’ stato molto piu’ sensibile per i vini rossi (-40%) rispetto ai vini bianchi (-25%), con delle variazioni attese per vitigno abbastanza omogenee. Nel 2006, nonostante la vendemmia stabile si era pero’ notato un sensibile calo del valore per tonnellata delle uve, passato da AU$712 a AU$604 (-15%). Non abbiamo ancora i dati relativi al 2007, ma sara’ interessante vedere come si e’ mosso questo indicatore con un calo della produzione del 30%.

All figures are final for 2006 and provisional for 2007, quantities are in tons of grapes and values in Australian dollars (1.7 for 1 Euro).
After a 2006 of 1.84m/tons grape crush (12m/hl of wine), 2007 saw a significant decline at 1.26m/tons (8.2m/hl of production), with a 40% decline for red grapes and 25% for white grapes. In 2006, despite a stable grape crush, value per ton declined by 15% from AU$712 to AU$604. We still do not have data for 2007, but it will be interesting to see how value per grape moved with a 30% decline in production.

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Cosa si aspettano per il futuro. Dal grafico vedete che per la vendemmia 2007-08 si prevede un rimbalzo del 19% circa della produzione a 1.5m/tons (a ridosso di 10m/hl), con un incremento del 23% per i rossi e del 15% per i bianchi. Nel 2009 ci si aspetta un recupero piu’ sostanzioso (quando non si riesce ad essere ottimisti sul domani lo si e’ sul dopodomani…), con un incremento del 28% della produzione (26% per i bianchi e 31% per i rossi). Se hanno ragione, la produzione tornerebbe a 1.9m/tons (12.5m/hl), un valore del 4% superiore alla vendemmia del 2006. Il tutto dovrebbe realizzarsi con una base produttiva in ettari abbastanza stabile intorno ai 160-162000ha, con un balzo tra il 2006 e il 2007 di circa 9000ha.
What are the expectations for the future. First, as you can see in 2008 Australia expects a 19% rebound of total production to 1.5m/tons (just less than 10m/hl), with a +23% for reds and a +15% for whites. In 2009 the recovery should be more evident, with a 28% rebound for production (+26% for whites and +31% for reds). If they are right, in 2009 production would be back to 1.9m/tons (12.5m/hl), roughly 4% above 2006 grape crush. All this improvement should be generated with a very small increase of the areas (all occurring in 2007) of 160-162000ha in 2009 vs. 152480ha in 2006.

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Andando nel dettaglio per vitigno, la loro previsione sulle superfici vitate per vitigno indica chiaramente che dei 9200 ettari di incremento delle superfici, circa 2600 saranno adibite a Chardonnay, che e’ il vero vitigno in crescita. Invece, tutte i vitigni rossi famosi sono previsti tra lo stabile e il +3/4% nell’arco del triennio 2006-09 (peggio Cabernet Sauvignon, meglio Merlot e Shiraz), con una strana tendenza a diversificare in nuovi vitigni minori. Da ultimo, vale la pena di sottolineare che gli australiani stanno chiaramente puntando sul Pinot Grigio (avviso per i nostri produttori), la cui superficie e’ prevista crescere del 50% nel corso del periodo da 1080ha a 1650ha, soprattutto a cavallo tra il 2008 e 2009.
Looking at the data by grape going forward, areas are expected to increase overall by 9200ha, with 2600ha being covered by new Chardonnay plants. All major red grapes are expected to remain flat (Cabernet Sauvignon) or to grow slightly (3-4% for Merlot and Shiraz), while there is a strange tendency to diversify into new grapes. Finally, it is worth mentioning the plans to produce more Pinot Gris (warning for Italian producers), with 1650ha expected in 2009 vs. 1080ha in 2006, most of which to be implemented in 2009.

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Mercato e produzione di vino in Canada

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Fonte: Canadian Vintners Association
Guardiamo oggi al mercato del vino in Canada. E’ un mercato particolarmente interessante per l’Italia, in quanto rappresenta il nostro quarto mercato di esportazione dei vini imbottigliati (0.5m/hl per 184m EUR nei 12 mesi a Novembre) ma soprattutto uno dei mercati dove il nostro mix di esportazioni e’ particolarmente favorevole (EUR3.6 al litro contro una media di 2.4). Inquadriamo il mercato: il Canada e’ un paese dove vengono consumati circa 3.1m/hl di vino all’anno, di cui 1.1m/hl prodotti in loco e i restanti 2m/hl importati. Di questi 3.16m/hl, circa 1.6m/hl sono di vino rosso, 1.1m/hl sono di vino bianco, mentre il restante si divide tra vini rosati, spumanti e vini dolci (non ultimi gli ice wines). Come vedremo molto chiaramente nel post, la caratteristica principale di questo mercato non grandissimo e’ che sia i consumi che la qualita’ del vino consumato sono in crescita. Con qualche sopresa…

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We analyse today the Canadian wine market. This is a very interesting market for Italy, as it represents our n.4 market by exports for bottled wine (0.5m/hl for 184mEUR in the 12 months to November) but also a very important one for price mix (EUR3.6 per liter for Italian wines vs. average of 2.4). Canada is a country of 3.1m/hl consumption, of which 1.1m/hl produced locally and the remaining portion being imported. Of these, 1.6m/hl are red wines, 1.1m/hl is white wine while the remaining is represented by rose’, sparkling and sweet wines (don’t forget ice wines). As we will see, the key feature of Canadian market is that it shows healthy growth. With a few surprises…


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Ecco la progressione dei consumi totali di vino in Canada negli ultimi anni (5.3% annuo): una crescita del 4% annuo tra il 1995 e il 2000, che e’ accelerata raggiungendo il 6.6% annuo dopo il 2000. Ci sono pero’ delle differenze piuttosto significative in questi due periodi. Mentre i consumi totali crescono nei 9 anni in modo simile tra vini locali e vini importati, a partire dal 2000 e’ cambiata la musica: i vini locali fanno +8% annuo, (mentre facevano +3% prima del 2000) contro il +6% dei vini importati (che hanno pur accelerato rispetto al +5% del 1995-2000). Ma non finisce qui: i vini rossi crescono di oltre il 10% annuo, contro la stabilita’ dei vini bianchi (con qualche segno di recupero dopo il 2000, con un +3.4% annuo).
This is the total progression of wine consumption in Canada in the last 9 years, showing an average 5.3% CAGR. 4% between 95 and 2000, with an acceleration after 2000, with a 6.6% CAGR to 2004. There are some striking differences: starting from 2000, local wines are growing by 8% (while it was 3% before 2000), while imported wines are growing by 6% (still a bit better than the +5% of the previous period). But it’s not finished: red wines are growing by more than 10% yearly, vs. the flattish trend of white wines (with a few signs of recovery after 2000 with a +3.4%).

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Questa grande crescita dei vini rossi si puo’ anche evincere dall’andamento delle importazioni di vino in Canada. Nel 2004 si importavano 1.2m/hl di vino rosso, circa 2.5 volte quanto veniva importato nel 1995. Invece, i vini bianchi hanno avuto una stasi tra 0.5 e 0.6m/hl. Come vedete, le importazioni di vini spumanti e di vini dolci in Canada sono irrilevanti.
This significant jump of red wines is well visible when you look at wine imports in Canada. In 2004 red wine imports were 1.2m/hl 2.5 times the level of 1995. On the other hand, white wines were stable between 0.5 and 0.6m/hl. As you can see, sparkling and sweet wines are not really relevant import categories in Canada.

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Passiamo piu’ in dettaglio ai numeri del mercato. Quello che e’ importante e’ che i canadesi spendono sempre di piu’, con una crescita media annua tra il 1997 e il 2003 del 6.5% per la spesa procapite che ha raggiunto i 145 dollari canadesi. Quelli che spendono di piu’ sono gli abitanti del Quebec (lingua francese) con 215 dollari annui, seguiti dallo Yukon (178 dollari) e dalla British Columbia con 156 dollari e dall’Ontario con 130 dollari.
Let’s look in more detail to market numbers. What is important to note is that expenditure in wine is growing constantly: between 1997 and 2003 it moved up by 6.5% on a yearly basis reaching 145 Canadian dollars. Region with high spending were: Quebec (215 CDN $), Yukon (178 CDN $), British Columbia (156 CDN $) and Ontario (130 CDN $).

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Infine, suddividiamo questa crescita tra consumi e prezzo mix, per mostrare come quella crescita del 6% annuo e’ alimentata in modo piuttosto omogeneo (e quindi “sano”) sia dalle quantita’ che dal mix. In particolare, tra il 1998 e il 2003 i consumi pro-capite sono saliti da 11 litri a 13 litri (+3.4% annuo), mentre il prezzo medio di acquisto e’ cresciuto dell’1.5% annuo da 10 dollari canadesi al litro a 11. Chi beve meglio in Canada? Gli abitanti del Quebec, con un prezzo medio al litro di 12 dollari canadesi. Chi beve di piu’? Gli abitanti dello Yukon con 18 litri pro-capite.
Finally, we break down this growth between consumption and price, to show that the 6% growth is quite equally broken down between the two components. More precisely, between 1998 and 2003 per capita consumption moved from 11 to 13 liters (+3.4% on a yearly basis), while the average price moved up by 1.5% on a yearly basis from 10 to 11 Canadian $. Who is drinking the better in Canada? People of Quebec, with an average price of 12 Canadian dollar. Who is drinking more? People of Yukon, with 18 liters per capita per year.

Sud Africa: superfici e produzione di vino – aggiornamento 2006

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Il Sud Africa e’ una delle regioni vinicole del mondo che non abbiamo ancora analizzato. Ha un sito molto ricco di informazioni, che sono raccolte in un mega file excel. Fino ad ora si tratta della raccolta piu’ completa, aggiornata e “maneggiabile” trovata in rete sul mondo del vino. Complimenti. Partiamo con i grandi numeri per inquadrare questo paese. Il Sud Africa e’ un paese da 10m/hl di produzione derivante dalla vite, di cui 7m/hl sono vino, poco piu’ di un paio di milioni sono vini o uva destinata alla distillazione per preparare spirits e circa 700k/hl diventano succhi di frutta. La produzione di uva nel 2006 si e’ attestata a 13m/q uguale al 2004 e in salita rispetto agli 11.7 del 2005. Come vedete dal primo grafico, la vite e’ una coltivazione in crescita in Sud Africa: negli ultimi 10 anni la viticoltura e’ cresciuta di poco meno del 2% annuo e ha raggiunto 102k/ha, di cui circa 89k/ha in produzione con oltre 4 anni di vita.

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South Africa is one of the few important wine regions left to analyse. It has a beautiful internet site, with all the info you may imagine to ask collected in a rich Excel file. It is the most complete, updated and ready-to-manipulate set of data I have ever seen. Congratulations. Let’s start with the big numbers. South Africa is a country of 10m/hl of products coming from vineyards, of which just more than 7m/hl are wine, 2m are devoted to spirits and alcohol production and 0.7m/hl are used for fruit juices. 2006 production of grapes was 13m/q, the same level of 2004 and improving from the 11.7 of 2005. As you can see from the first graph, vineyards are growing in South Africa at a rate of just below 2% yearly, reaching 102k/ha, of which 89k/ha in production with more than 4 years of life.

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