Esportazioni


Esportazioni di vino italiano – aggiornamento luglio 2008

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Fonte: ISTAT
Le esportazioni a luglio 2008 sono andate piuttosto bene, anche se la tendenza al rallentamento continua ad essere percepibile. Nel mese, il valore delle esportazioni e’ salito del 6% a EUR351m, nonostante un calo del 7% del volume a 1.67m/hl. A livello annuo continua quella fase di graduale deterioramento del saldo export: siamo ora a +6% sui valori (rispetto a +8% fino a Marzo) e a -8% sui volumi (contro il -5% di Marzo). Nota particolarmente positiva: in luglio tutte le categorie di export sono andate abbastanza bene, con un +6% dei vini imbottigliati (dopo due trimestri negativi), un +2% per i vini sfusi e un +9.8% per gli spumanti. Si apre ora un periodo di “calma” considerato che sia Agosto che settembre sono due mesi un po’ piu’ scarichi. Approfitterei pero’ oggi per dare una visione un po’ piu’ di lungo termine sul tema esportazioni. Invece di focalizzarci sui dati per categoria o per paese, penso sia interessante provare ad allargare un pochino il tiro e guardare ai numeri dal 2005 a questa parte. Vi propongo quindi 3 grafici, dove potete apprezzare come si sta muovendo il saldo annuo delle esportazioni e della bilancia commerciale. Il grafico esprime sempre la somma o la media (per il prezzo) dei 12 mesi precedenti, con una sorta di anno mobile.


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Esportazioni di vino dei paesi del nuovo mondo – aggiornamento primo semestre 2008

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Fonte: Concha y Toro
Guardiamo oggi alle esportazioni di vino dei paesi del nuovo mondo nel primo semestre 2008 grazie ai numeri che Concha y Toro ha fornito durante la sua presentazione dei risultati del primo semestre. I dati, che si riferiscono ai volumi esportati in ettolitri, divisi per vino sfuso e vino imbottigliato, mettono in luce che la grande crescita delle esportazioni del vino del nuovo mondo non continua in questi mesi, anzi ci sono segnali che incominci a diminuire: i volumi esportati sono stati sostanzialmente stabili nel cumulato di Australia, USA, Cile, Sud Africa e Argentina. Il calo si fa sentire per l’Australia, come abbiamo visto qualche giorno fa, ma anche in Cile le cose non vanno bene (soprattutto per colpa del vino sfuso) e in USA i volumi salgono soprattutto grazie al vino sfuso. Una seconda considerazione va fatta per il Sud Africa e l’Argentina, che invece stanno emergendo, prendendo il posto che l’Australia ha dovuto abbandonare nel mercato del vino sfuso, e che comunque guadagnano importanti posizioni anche nel vino imbottigliato.


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I mercati emergenti nel vino: una sfida per le piccole medie aziende italiane. Di Alessio Sian

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Ricevo e volentieri pubblico il sommario della tesi di Alessio Sian, che si e’ laureato in Scienze e tecnologie delle coltivazioni presso la facoltà di Agraria dell’Universita’ degli studi di Perugia, e che sta ora cercando di inserirsi nel settore del vino italiano.


Se il comparto vitivinicolo sta attraversando un momento di crisi, la causa non è da ricercare nell’aspetto quanti-qualitativo del vino, bensì nella crisi economica generalizzata che sta investendo i mercati mondiali.
Una prima valutazione del mercato enologico, può essere posta in funzione dei consumi di vino che stando alle statistiche dell’Oiv, risultano essere in leggero aumento a livello mondiale, mentre sembrano diminuire seppur di poco in Europa.
Gia da cio possiamo dedurre che occorre puntare sui mercati esteri.
E ciò non significa considerare solo quelli che ormai sono altamente profittabili per le aziende italiane: quindi Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Paesi Bassi, Belgio, ma soprattutto quelli che mostrano un potenziale interno.
Mi riferisco in particolar modo alla Russia, Cina, Giappone e India…

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Esportazioni di vino – confronto Italia, Francia, Spagna e Australia – dati primo semestre 2008

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Il commercio mondiale del vino e’ in costante crescita, ma non lo e’ per tutti nello stesso modo e, per qualcuno, le cose vanno piuttosto male. I dati dei primi 6 mesi dell’anno ci danno le seguenti indicazioni: (1) che il +6% delle esportazioni italiane non e’ un gran risultato, altri hanno fatto meglio; (2) che come ci si aspettava l’Australia non ha vino a sufficienza e le sue esportazioni stanno crollando; (3) che l’exploit dello spumante italiano non e’ isolato: una performance del tutto sovrapponibile e’ quella del Cava spagnolo. Entrambi, comunque, crescono quando il loro principale concorrente, lo Champagne, e’ fermo (a un livello di export 5 volte superiore, peraltro).


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Esportazioni di spumante italiano – aggiornamento primo semestre 2008

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Fonte: ISTAT
Ci sono due cose che caratterizzano in senso positivo le esportazioni di spumanti italiani nel mondo: il fatto che tutti i mesi siano cresciute nel corso dell’ultimo anno e il fatto che non c’e’ un singolo mercato che si possa dire in crisi. Un dubbio pero’ mi viene: i due paesi dove questo prodotto ha avuto piu’ successo recentemente sono stati la Spagna e il Regno Unito: entrambi sono sotto gli occhi del mondo come due tra i paesi che potrebbero essere maggiormente colpiti dalla congiuntura negativa internazionale, dopo aver mostrato anni di ottima crescita. Ma torniamo ai numeri, specificando che per gli spumanti i primi 6 mesi di un anno sono poco significativi. Le esportazioni di spumanti hanno raggiunto EUR181m in valore, con una crescita del 43% rispetto al primo semestre 2007, per un volume di 497k/hl, in crescita del 13% sullo scorso anno. Se invece ci spostiamo sui dati annuali (come usualmente facciamo, per avere un quadro di insieme piu’ completo), i dati mostrano delle crescite leggermente piu’ moderate: +36% per il valore delle esportazioni a EUR442m, +10.6% per i volumi a 1.26m/hl.


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