
Fonte: OIV
Dopo lungo tempo, OIV ha deciso di aggiornare il suo report globale sul mondo del vino. Ne traiamo oggi il post classico sui consumi di vino pro-capite nel mondo, che arriva al 2006. Passando subito all’azione vi mostro un quadro del 2006, dove risulta che i consumi francesi sono i piu’ elevati del mondo (forse escluso il Lussemburgo che non abbiamo incluso), ma soprattutto sono da guardare con attenzione gli altri grafici, che mostrano invece l’evoluzione dei consumi nel tempo nei principali mercati del vino. Proprio su questo punto attirerei l’attenzione. I tre mercati importanti per l’Italia (a parte l’Italia…) sono USA, Germania e Regno Unito. Anche questi dati mostrano che sono mercati sani: in USA i consumi stanno piano piano crescendo, e sono nel 2006 arrivati a 8.6 litri pro-capite. Il vicino Canada sta a 12 litri (e continua a crescere). Vero e’ che in Canada c’e’ una regione “francese” (Quebec), ma se dovessi rispondere a una domanda sull’evoluzione dei consumi di vino in USA rispondere che seguiranno con qualche anno di distanza il Canada. Se vogliamo andare nel particolare, il Canada stava sui livelli americani del 2006 esattamente 8 anni prima, tra il 1998 e il 1999.

Il secondo mercato che per noi va bene e’ la Germania, unico tra i grandi paesi europei con i consumi in tenuta. Anzi, i dati 2006 mostrerebbero un piccolo progresso da 24 a 24.5 litri pro capite. Il terzo mercato, e qui veniamo a note meno positive, e’ il Regno Unito. In UK, il mercato sembra essersi fermato nel 2006 nella sua crescita di consumi pro-capite, con una discesa da 21.7 a 20.9 litri procapite. Ricordatevi sono dati pre-crisi, quindi le motivazioni non possono essere ricercate li’.

Secondo me, pero’, la tendenza piu’ significativa e’ che in quasi nessuno dei grandi mercati di produzione del vino il prodotto sta crescendo, ad eccezione degli USA. In Francia nel 2006 i consumi sembrerebbero scesi di 1.2 litri a 53.8, in Italia siamo stabili a 46.5 ma abbiamo fatto due mega gradini all’ingiu’ nel 2004-05, in Spagna sono scesi da 31.5 a 30.8, in Argertina sono stabili (ma vale lo stesso discorso italiano, guardare un po’ indietro per credere), in Cile sembra essersi verificata una rottura del trend ascendente. In Australia e Nuova Zelanda i dati non mostrano piu’ crescite significative. Stessa cosa in Sud Africa

Questo significa che il commercio estero del vino sara’ in costante crescita, perche’ il prodotto dovra’ sempre piu’ andare verso nuove mete per essere venduto. E’ anche pero’ vero che ci si picchiera’ la testa insieme, perche’ questo scenario ci mette di fronte a uno scenario di sovrapproduzione. In Cina i consumi non si schiodano da 1 litro pro-capite per esempio, ma anche il Brasile non si sta verificando quel movimento all’insu che sarebbe auspicabile per paesi con grandi popolazioni, tale da poter creare dei mercati significativi.

Un’ultima nota per i paesi nordici: il trend di convergenza sembra continuare, con la Svezia e la Danimarca stabili o leggermente calanti e Finlandia e Norvegia in crescita.


