Il profilo dei wine blog internazionali – fonte AAWE

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AAWE ha pubblicato uno studio piuttosto curioso che analizza attraverso un sondaggio i blog internazionali dedicati al vino. Ne risulta un quadro dove quasi nessuno riesce a vivere con questa attivita’, dove la nicchia e’ troppo piccola per attirare masse significative di traffico. Alla fine, si raggiunge il punto vero: l’attivita’ di wine blogging ha come scopo la promozione personale, cioe’ i wine bloggers sono alla ricerca di notorieta’ e di “status”. Vediamo i principali risultati dell’indagine su 92 blog:
• Soltanto 2 blog su 92 danno da vivere ai suoi redattori, mentre altri 12 sperano che possano arrivare al punto di farla diventare la loro attivita’ primaria. Il 62% del totale scrive il blog per promuovere se stessi nel settore del vino;
• Il 58% non ha ancora pubblicita’, mentre il 32% non accetta ancora i campioni di vino e ben il 61% non ha un sistema codificato per giudicare i vini;
• Il 51% lavora sulla piattaforma WordPress (34% Blogspot), il 38% usa Google Analytics, l’82% e’ scritto in inglese e il 59% non ha inserito nessuna protezione al copyright (Creative Commons la piu’ usata tra chi si protegge).
• Infine, l’eta’ dei blog e la frequenza di posting: quasi la meta’ e’ su internet da piu’ di 3 anni, mentre soltanto il 5% posta piu’ di 7 volte al mese.
E “I numeri del vino”? Sembra messo abbastanza bene su alcune di queste categorie. La peggiore mancanza e’, evidentemente, la mancata traduzione in inglese. Vedremo di superare questo scoglio nel 2012.

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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

9 Commenti su “Il profilo dei wine blog internazionali – fonte AAWE”

  • Beppe Giuliano

    E quindi la domanda è: serve (e non soltanto al mondo del vino) un sistema-blog pensato più per promuovere i blogger stessi che non per informare il pubblico? questo studio offre molti spunti di riflessione. grazie per averlo postato.

  • Marco Baccaglio

    Caro Beppe,
    “serve” e’ una parola grossa. Servono tutti questi blog? No. Pero’ il mondo del vino paga qualcosa in modo non volontario per questo. Presumibilmente no. Servono tutti questi quotidiani in Italia? No. Paghiamo qualcosa per mantenerli? Si. Ecco secondo me questo e’ molto peggio…

    Bacca

  • Giorgio Cestari - Primo Oratore

    La ringrazio moltissimo per questo -come per tutti gli altri del resto- suo articolo.
    Ho iniziato a scrivere il mio blog -in italiano, senza copyright, su wordpress ecc. ecc. ecc. – come dilettante visto che faccio un altro lavoro e non intendo cambiarlo.
    Però in qualche angolo recondito c’è sempre la speranza che prima o poi succeda qualcosa: oggi scopro che le probabilità sono uguali a quelle di vincere alla lotteria, cioè niente. Tutto sommato ciò mi consola. Sto più tranquillo.
    Grazie e continuerò a seguirLa su questo interessantissimo spazio.
    Giorgio Cestari – Primo Oratore

  • bacca

    Grazie dell’apprezzamento.

    Il copyright e’ secondo me un aspetto importante. Per quanto il blog sia un contenuto pubblico, l’originalita’ del contributo deve essere rispettata. Se ha seguito questo blog nel passato (o puo’ controllarlo nei post passati) trovera’ casi di plagio piuttosto imbarazzanti (per chi li ha perpetrati). Ecco, io questo non lo ammetto.

    Invece, la questione “vivere di blog” io l’ho risolta molto semplicemente relegando questa attivita’ a hobby principale, decidendo che il blog avrebbe fatto vivere non me ma qualcos’altro: la missione di Quillabamba di Marisa in Peru.
    Nessuno vive di questo blog, ma per lo meno si aiuta qualcuno che ha bisogno!

    Buone feste

    bacca

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