Valore dei vini e andamento durante la crisi – working paper AAWE

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Philippe Masset e Jean-Philippe Weisskopf hanno pubblicato un interessante working paper su AAWE che analizza il vino come investimento e come l’investimento in vino nell’ambito di un portafoglio consenta di ridurre la volatilita’ e aumentare il ritorno, soprattutto nei tempi di crisi: infatti, una delle principali risultanze di questo studio e’ che l’investimento nel vino (naturalmente vini top che siano trattati in adeguato volume nelle aste) e’ uno di quelli che si comporta meglio in tempi di crisi. Ovviamente il tutto funziona a patto di non berselo per consolarsi per i ribassi della borsa!



Noi non ci addentriamo nella parte piu’ tecnica e conclusiva dello studio (cioe’ calcolare come cambiano i portafogli quando viene inserito l’investimento vino), ma ci limitiamo ad analizzare i dati descrittivi, e’ cioe’ quanto ha reso secondo lo studio l’investimento nel settore del vino. Cominciamo subito col dire che analizzeremo i dati sia in valore assoluto (rendimento), che come rapporto tra rendimento e rischio, il che e’ piu’ interessante ancora: agli investitori non importa soltanto il rendimento ma anche quanto di rischia (nella finanza il rischio e’ definito come la volatilita’ dei rendimenti).

Chi vince e chi perde: (1) in termini di rendimento assoluto e di volatilita’ il vino vince contro la borsa; (2) in termini di rendimento assoluto tra il 1996 e il 2009, il meglio sono stati i vini della Valle del Reno che sono quadruplicati, seguiti da quelli di Bordeaux e di Borgogna (triplicati). Gli italiani si consolano con un +125% (raddoppio). (3) Quando si guardano i dati in relazione al rischio le cose di poco: i vini di Bordeaux guadagnano punti e si avvicinano (senza superarli) a quelli del Rodano, i vini di Borgogna perdono punti e posizione in favore dei vini italiani, che hanno mostrato un andamento piu’ costante nel tempo. (4) quando separiamo i “tempi buoni” (1996-2001 e 2003-2007) dai “tempi cattivi” (2001-2003 e 2007-2009) ritroviamo altre caratteristiche interessanti: i vini del Rodano e di Bordeaux sono praticamente equivalenti in termini di rischio/rendimento, in cima alla classifica nei tempi buoni. Nei tempi cattivi bisogna invece investire nei vini di Borgogna e in quelli italiani che mantengono un rendimento positivo, cosi’ come in misura minore accade per i vini del Rodano. Invece i vini di Bordeaux hanno dei rendimenti negativi. (5) Lo studio include anche i vini americani, che pero’ figurano male da qualunque lato si guardino, quindi non mi dilungherei troppo su questo punto.


Infine, un punto va fatto sulle fasce di prezzo. In termini di rendimento non c’e’ dubbio che il top nel periodo totale si sia raggiunto con la fascia oltre i 400 dollari e in quella dei “first growth”, che sono saliti del 284% e del 450% rispettivamente. E questi vini sono anche quelli che non si comportano cosi’ tanto peggio degli altri nei periodi di recessione… e quindi in questo caso vale il discorso che chi piu’ spende meglio spende.


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