Sussidi all'espianto della vite – evoluzione e riduzione potenziale produttivo

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Fonte: EU
Completiamo la serie degli articoli sulla regolamentazione con questo post sugli espianti 2008/2009 che riassumono i risultati ottenuti con l’espianto dei vigneti. Il potenziale produttivo europeo dovrebbe essersi ridotto di circa 4 milioni di hl cosi’ suddivisi: il 46% in Spagna, per quasi 1.9m/hl, il 30% in Italia per 1.2m/hl, il 15% in Francia per 0.6m/hl e il resto (9%) in Europa. Questi numeri significano che nel 2008 sono stati espiantati vigneti che rappresentano il 3% del potenziale produttivo italiano (rispetto alla produzione media degli ultimi 5 anni) e il 5% quello spagnolo.



Andiamo piu’ in dettaglio con i dati: in Italia la riduzione di 1.2m/hl e’ originata soprattutto nel segmento delle alte rese: il 75% del calo potenziale della produzione e’ su rese superiori a 90hl/ha, cioe’ oltre 136q/ha. Il 30%, cioe’ 360mila ettolitri di riduzione della produzione e’ su vigneti che producevano 240 quintali per ettaro. Questo ci dice che la riduzione del potenziale produttivo italiano e’ stata massimizzata in relazione al numero di ettari espiantati.

La situazione al di fuori dell’Italia e’ diversa. Se guardiamo all’Europa il picco dei vigneti espiantati sta nella fascia tra 50 e 90 hl/ha. Si tratta di circa 1.7m/hl sul totale dei 4.1m/hl del calo totale. Lo sbilancio della situazione italiana rispetto all’europa e’ ben visibile dai due grafici che la mettono a confronto con l’Europa, dove si vede che le barre rosse italiane sono le piu’ elevate nel lato destro del grafico, cioe’ nelle fasce di rese per ettaro piu’ elevate, quando invece per esempio la Spagna (le barre verdi) ha lavorato su espianti di vigneti dalle rese inferiori.

Questa discrepanza si vede anche dal secondo grafico, quello che vi dice quanto conta l’Italia sugli espianti totali in Europa per fascia di resa. Praticamente, vigneti da espiantare che producono piu’ di 160 hl/ha erano soltanto in Italia (il 95% del totale). Ma anche nella fascia 130-160 l’Italia la fa da padrona con l’88% del totale ed e’ di nuovo la maggioranza nella fascia 90-130hl/ha. Se questo ci dice che l’Italia ha ottenuto il massimo risultato con il minimo sforzo, ci da anche l’idea di quanto la distillazione, la produzione di MCR e il sistema dei sussidi in generale abbiano nel tempo distorto il meccanismo produttivo del vino italiano. Speriamo che con queste azioni anche l’Italia possa avvicinare il suo potenziale produttivo a quello commerciale.

Quanto calera’ la produzione: il 5% in Spagna e il 3% in Italia, soltanto l’1% in Francia. Di fronte a questi dati e a questi soldi spesi (oltre 200milioni di euro soltanto in Italia), mi piacerebbe sapere come mai la Coldiretti continui ad alimentare un sentimento di competizione sulle quantita’ di vino italiano prodotto rispetto a quello francese…


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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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