Laurent-Perrier – bilancio 2006

2 commenti

Guardare il bilancio 2006 di Laurent Perrier sarebbe un utile esercizio per tutti coloro i quali volessero sapere cosa significa la parola trasparenza. Essere trasparenti, alla fine, rappresenta un ulteriore mattoncino nella costruzione del valore di una azienda, soprattutto se ha velleita’ di crescere e di confrontarsi con il mercato (non ultimo quello azionario).
The company report of Laurent Perrier for 2006 would be an interesting reading for any wine firm looking for an example of trasparency in doing it. To be transparent, eventually, is a further brick in the wall of the value of a company, particularly if it has an interest to become a public company.

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Detto questo, passiamo a guardare i numeri di Laurent-Perrier.
Analisi del fatturato:
crescita media 2006-07 11.5%, di cui 4.2% grazie ai volumi e 7.2% grazie al prezzo-mix;
– dal punto di vista geografico, nel 2006 +6% in Francia, quasi +10% in Europa e +15% nel resto del mondo.
Let’s look at sales. Average growth in 2006-07 is 11.5%, of which 4.2% from volumes and 7.2% thanks to price-mix. From a geographical point of view, France is +6%, Europe nearly +10% and the rest of the world is at +15%.

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Analisi dei margini: il costo industriale e’ pari al 52-54% del fatturato, i costi commerciali (inclusa la pubblicita’) fanno il 20% del fatturato, le spese generali circa il 9%. Di conseguenza si arriva a un margine operativo del 18-20%, un livello di sicura eccellenza nell’ambito dei produttori di vino, che nella nostra visione di bilanci abbiamo visto raggiunto (e a dir la verita’ superato) solo da operatori italiani quali Antinori e Ferrari.
Margins. Industiral costs are 52-54% of sales, commercial expenses (including advertising) stand at 20% of sales, 9% of revenues are represented by G&A. As a result, the operating margin is 18-20%, a very high level even among wine producers which in our current experience we just saw (it was actually exceeded) in some Italian producers like Antinori and Ferrari, which however are much smaller.

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Un concetto nuovo: il valore del magazzino. Parole testuali del bilancio: la gestione del magazzino, dato il lungo processo di invecchiamento, richiede un capitale circolante rilevante. Un produttore di Champagne di livello elevato ha bisogno di avere un magazzino tale da coprire diversi anni di
fatturato. Cosi’ esiste una grande "disclosure" sul valore e composizione del magazzino. Ecco in numeri: 3.7 anni di vendite coperte a marzo 2006 con 49mil di bottiglie equivalenti di cui 36mil gia’ effettivamente imbottigliate… ma chi ha mai visto una trasparenza del genere?
A new concept: the value of inventories. Words directly taken from the company report: "Inventory management is essential in the industry, given the long process of ageing* which requires a large working capital. A first-rate Champagne House needs to have an inventory large enough to cover several years of sales." As a result there is a big disclosure about the value of inventories. Here you find the figures: 3.7 years of sales in the warehouse in March 2006, with 49m equivalent bottles of which 36m really bottled… I have never seen such a great transparency!

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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

2 Commenti su “Laurent-Perrier – bilancio 2006”

  • gianpaolo

    Fammi capire da comune mortale, che nei bilanci ci si impicca sempre: perché sei così sorpreso da questi dati e dici che sono trasparenti? Perché, negli altri bilanci cosa ci trovi a quelle voci?

  • Marco Baccaglio

    Ciao Gianpaolo,
    forte della mia decennale esperienza di bilanci, ti posso dire che esistono 3-4 cagegorie di bilanci:
    – quelli della maggior parte delle societa’ non quotate in borsa, dove esistono i dati necessari (codice civile). Ne deriva che la relazione degli amministratori (dove si parla del perche’ e percome si sono raggiunti i risultati e dove si vuole andare) e’ lunga come una barzelletta di Pierino, e la nota integrativa (che dovrebbe spiegare le voci del bilancio e’…. la semplice ripetizione delle voci del bilancio cambiando il formato della tabella. Se vuoi esempi te ne mando un po’;
    – quelli delle societa’ non quotate che vogliono dare informazioni al pubblico (vedi bilancio CAVIT che trovi online) dove si comincia a vedere qualcosa di leggibile;
    – quelli delle societa’ quotate che non vogliono dire molto, che e’ comunque superiore ai primi due, in quanto si possono trovare alcune utili indicazioni.
    – quelli che vogliono far capire a chi legge che cosa fanno e come lo fanno. E allora come Laurent-Perrier parlano dei marchi, di quante bottiglie fanno, di dove comperano l’uva, di dove vinificano, di dove vendono, quanto e in che modo. Poi sanno che ci sono quelli che si occupano di SRI (sustainable and responsible investment) e allora parlano dei loro consumi di acqua (sarebbe un post interessante stabilire quanta acqua si getta via per produrre un litro di vino), di energia, di riciclo del vetro, di trattamento dei loro dipendenti. Non contenti, vogliono farti capire come funziona il mondo dello champagne, le regole del mercato e la sua struttura.
    E a me, la storia del magazzino mi ha aperto la mente rispetto a qualcosa che prima tendevo a non considerare.
    Dagli un’occhiata, poi leggi quello di CAVIT (uno dei migliori tra le non quotate) e sappimi dire!

    bacca

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