Attenzione: questo post e’ stato aggiornato all’anno successivo in questo post!
E’ appena stato pubblicato un libro di Mediobanca con le principali societa’ italiane e i loro dati di bilancio validi per il periodo 2005. Dunque, quello che ho fatto e’ copiare (a mano, sigh) questi numeri dal PDF a un foglio excel, cercando di isolare le aziende del mondo vinicolo. Ho quindi escluso una serie di operatori (a partire da Campari) che lavorano nell’industria delle bevande ma con una focalizzazione o sui superalcolici oppure sui cosiddetti soft drinks e acque minerali.
Ne escono delle classifiche che reputo interessanti in quanto non soltanto riferite al fatturato, come quella che vedete qui sotto, ma che si riferiscono anche al valore aggiunto, ai margini e agli utili, al capitale investito e ai debiti finanziari. Partiamo con quella del fatturato…
The new book with the key figures for the main Italian companies has been published by Mediobanca. The data refers to 2005 (so it’s old), but it has to be noted that this is a very complete set of data. I have selected the data for the wine industry, excluding the operators (Campari is one of them), which is not totally focused on the wine business, although they have an interest into it.
We drive a number of rankings, which are in my view very interesting. Not just about sales, to which the data of this post is referred, but also on value added, margins and profits.
Dunque, quali sono le principali considerazioni che si possono fare?
- i primi tre nella classifica sono 3 cooperative, CAVIRO, GIV e CAVIT, di cui trovate ampi commenti su questi risultati nei post dei mesi scorsi.
- Volendo essere precisi, il fatturato di CAVIRO e’ "pompato" da 100m nella distillazione… senza quelli sarebbe al n.3.
- Le prime due cantine private italiane sono Antinori e Giordano. Commenti anche qui
- Le prime otto posizioni sono rimaste invariate nel 2005 rispetto al 2004. Invece, dal nono posto in avanti va notato il balzo di Frescobaldi, ottenuto grazie all’acquisizione di Tenute di Toscana. In salita pure Santa Margherita e Ruffino
- Perdono posizioni invece Zonin e Botter.
- Abbiamo escluso Campari da questa classifica, volendolo inserire, si piazzarebbe al 4 posto, come prima cantina privata. Volendo pero’ essere "cattivelli" potremmo togliergli il fatturato del Vermouth e farla scalare, con 80m di fatturato, intorno al n.8.
So, what are the main comments we could make:
- the first 3 in the rankings are cooperatives, CAVIRO, GIV and CAVIT
- to be precise, CAVIRO has 100m sales in the distillation business, therefore based on a pure wine ranking it would be n.3
- the first 2 private operators are Antinori and Giordano
- the first 8 places in this ranking are unchanged in 2005 vs. 2004. Instead, from the n.9 onwards, it is worth underlying the jump of Frescobaldi, thanks to the acquisiton of Tenute di Toscana. Santa Margherita and Ruffino also gained some positions.
- the key losers have been Zonin and Botter.
- we excluded Campari from this ranking. However, should we include it, it would rank n 4, being the main private operator in Italy. Should we be very precise, we could exclude Campari revenues in the Vermouth business (which is wine+alcohol) and would in this case move it to n.8.

Guardiamo invece la classifica ordinata per la variazione percentuale del fatturato: come abbiamo detto in grande crescita Frescobaldi (+42%), Giordano (+13%) e Ruffino (+11%). In calo Botter (-11%), Cavit (-7%) e Zonin (-6%).
The ranking ordered by percentage change of sales is here below. As we said, Frescobaldi (+42%), Giordano (+13%) and Ruffino (+11%) are the top performers, while Botter (-11%), Cavit (-7%) e Zonin (-6%) have been in 2005 the worst ones.



Mi sembra una buffonata che Sartori non compare nella classifica, e’ sicuramente una delle migliori aziende vinicole italiane…
Egregio sig. Daffi,
la casa vinicola Sartori non compare in questa classifica per un motivo estremamente semplice: nel 2005 secondo l’autore dello studio da cui i dati sono ricavati (Mediobanca) non ha realizzato un fatturato sufficiente per essere una delle prime… 16 in questa lista di aziende vinicole italiane ordinate per fatturato.
Vedendola cosi’ convinto della sua critica tanto da definire l’analisi una buffonata, le confido che potrei anche essere d’accordo con lei che sia una delle migliori aziende vinicole italiane, pero’ semplicemente il suo fatturato probabilmente e’ piu’ limitato di quanto lei possa immaginare o, forse, esistono altre aziende piu’ grandi di cui lei non conosceva l’esistenza.
Ho controllato sulle fonti pubbliche (Sensonline in questo caso) e ho trovato che Sartori produce 15 milioni di bottiglie, un quantitativo molto significativo, ancorche’ presumiblmente non sufficiente: se dovessi ipotizzare in base a questo dato il fatturato di Sartori le direi qualcosa tra 35 e 45 milioni di euro. Se ho ragione, non e’ Mediobanca che si e’ dimenticata di Sartori quanto Sartori che e’ (per quanto grande) troppo piccolo per figurare tra le prime 15-16 case vinicole italiane per fatturato.
Se lei mi procura il bilancio della societa’, saro’ ben felice di includerne un’analisi nel blog.
Per quanto riguarda i buffoni e le buffonate e per quanto le critiche (e le segnalazioni di errori che ci possono sempre essere) siano sempre bene accette, la invito a usare dei toni piu’ rispettosi. Non conoscendoci, penso che non si sia ancora potuto fare un’immagine cosi’ ben definita della mia persona e della mia affidabilita’ come maneggiatore di numeri.
A presto
Marco Baccaglio
Ho trovato: nel 2005 Sartori ha fatturato 35 milioni di euro e il suo fatturato e’ cresciuto del 4% nel 2006 a 36 milioni. Ben lontano dai 53-54 dell’ultima riga di questa classifica.
Marco Baccaglio