I risultati CA.VI.RO. al 30/6/2005

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Una delle maggiori curiosita’ personali e’ quella relativa ai dati finanziari dei principali produttori di vino, forse a causa della mia professione. Comincio con CAVIRO per due motivi: primo, per la rilevanza di questa azienda nel panorama vinicolo. Secondo, perche’ hanno dimostrato trasparenza, gentilezza e solerzia nell’invio dei documenti relativi all’ultimo bilancio disponibile. Pregi che altri operatori (per dovere di cronaca, non cooperativi ma privati) non hanno dimostrato.

I numeri del bilancio CAVIRO mostrano margini apparentente bassi a beneficio dei soci, dai quali la cooperativa acquista vino e uve.
Nel 2005, CAVIRO ha realizzato una crescita del fatturato del 10%. Le vendite sono prevalentemente realizzate in Italia (89%). La societa’ ha anche una divisione di distilleria. Il margine operativo lordo e’ pressoche’ stabile al 6% del fatturato. I costi sono principalmente relativi alle materie prime (uve e vino apportato dai soci, che rappresenta l’80% del totale), circa il 51% del fatturato (in crescita in linea con il fatturato a +12%). La pubblicita’ ha rappresentato il 10% del fatturato, in crescita del  14% durante il 2005: una percentuale molto rilevante rispetto a quello che si potrebbe immaginare per un prodotto come il vino in brik. I costi del personale sono molto poco rilevanti (7%), con 464 dipendenti e un costo medio di 39k euro ciascuno.
Scendendo lungo le linee del profitti e perdite, gli ammortamenti sono pari al 4% del fatturato (indice di un’attivita’ con una media intensita’ di capitale) e stabili rispetto allo scorso anno.
L’utile operativo e’ stato di 6m di euro, pari al 2% del fatturato, mentre il bilancio chiude in pareggio con 3m di oneri finanziari.
Il bilancio mostra debiti bancari per 22-23m, un prestito sindacato di 28m e circa 18m di mutui. Il che porta a un indebitamento nell’intorno di 75-80m di euro. Un livello piuttosto rilevante (circa 5 volte il margine operativo lordo), ma presumibilmente non veramente problematico dato lo status di cooperativa e il fatto che molto di questo debito va a finanziare il capitale circolante.

Il magazzino di prodotti finiti e’ stato a giugno 2005 di 27m di euro (rispetto a 21m dell’anno prima): a fine anno e’ salito al 10% del fatturato rispetto al 9% dell’anno prima (indice che i prodotti ancora da vendere in magazzino sono cresciuti di piu’ del ritmo di crescita dell’attivita’). I giorni medi di pagamento dei clienti sono 111 giorni nel 2005 rispetto a 104 del 2004, il che significa che CAVIRO ha concesso maggiori dilazioni di pagamento ai propri clienti. Sommando i crediti verso clienti, il magazzino e i debiti vs. fornitori, se ne deduce che CAVIRO ha immobilizzato nel ciclo operativo 60milioni, cioe’ circa il 23% del fatturato, una percentuale che a prima vista sembra piuttosto elevata.

Il ritorno sul capitale investito viaggia nell’intorno del 5%, un livello senz’altro non soddisfacente per un investitore finanziario, ma sicuramente giustificabile per una societa’ cooperativa.

Il bilancio 2005 denota un certo deterioramento dell’attivita’, che la societa’ nella relazione al bilancio attribuisce al peggioramento delle condizioni di pagamento e in generale dei termini degli accordi che intercorrono con i grandi distributori

Dati di mercato pubblicati all’interno del bilancio CAVIRO, dati a giugno 2005:
– crescita volumi vino confezionato nella GDO (>200mq): 3.3%, principalmente nel centro e sud Italia;
– vendite nella GDO, suddivisione per tipo di imballaggio: 35% bottiglie 0.75lt, in crescita del 7.7%, brik secondo per importanza in crescita del 3.3%,;
– vendite nella GDO, suddivisione per fascia di prezzo: sotto 1E/lt +11%, tra 1E e 2E/lt +1.9%, tra 2E e 3E/lt -2%, tra 3E e 5E +3.8%, oltre 5E/lt +4.2%.

 

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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

1 Commento su “I risultati CA.VI.RO. al 30/6/2005”

  • Giovanni

    Salve Bacca,
    sarei interessato, per motivi professionali a dei dati riguardanti la situazione attuale relativa ai sistemi di smaltimento dei reflui vitivinicoli (acque di lavaggio di produzione) di viticoltori italiani. Dove è possibile reperire informazioni a proposito?? Se le interessa da un punto di vista professionale, si potrebbe creare una opportunità di tipo consulenziale e di marketing. Mi chiami al 3400970370. G. D’Angelo AD FAIsrl

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