I vitigni – elaborazioni da ISTAT 2000

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Penso che tutti quanti ci siamo imbattuti nelle considerazioni lusinghiere riguardo al patrimonio ampelografico italiano. Una serie innumerevole d vitigni autoctoni che dimostrano la grande tradizione del nostro paese. Questo è vero, difatti nel censimento ISTAT del 2003 si contano ben 340 vitigni per il vigneto DOC-DOCG, pari a circa 233,000 ettari, che a loro volta sono circa il 35% del totale censito di 675k ettari. E’ forse anche vero che 340 vitigni rappresentano un’enormità che crea talvolta confusione e che e’ forse frutto del fatto che, dopotutto, in Italia non abbiamo ancora capito che cosa piantare in un certo posto, a parte le poche zone vocate di grande tradizione.

Allora. Cominciamo col dire che trattandosi di un Censimento, ognuno ha scritto il nome del vitigno che voleva. Quindi una settantina di questi sono coltivati in tutta Italia per meno di 10 ettari. Poi diciamo che soltanto 4 vitigni superano i 10000 ettari coltivati: il sangiovese (32k), il barbera (16k), il moscato bianco (quasi 11k) e il trebbiano toscano (10k). E i nostri amici francesi? Molto in voga, direi, visto che il Merlot è il sesto nella classifica generale (ma addirittura secondo nel nord est!) con 8k ettari, lo Chardonnay ottavo (anche lui vicino a 8k), il pinot grigio decimo, il cabernet sauvignon tredicesimo. Tutti davanti al nebbiolo, 15esimo con 4000 ettari.

Vi posto dunque 6 ciambelle dove attraverso i dati ISTAT 2000 si evidenziano i 6 principali vitigni in Italia e in ognuna delle sottozone. Se qualcuno volesse i dati puntuali che mi sono rielaborato dal volume, fatemi un fischio che vi mando il file excel completo.

Il quadro regionale che ne deriva forse supporta la tesi "piu’ vitigni = meno tradizione", nel senso che il Centro Italia e il Nordovest, sono i due posti dove i primi 6 vitigni rappresentano una quota maggiore del vigneto DOC-DOCG. Gli fa da contr’altare il Nord-Est, dove quasi due terzi del vigneto e’ piantato con altri… 224 vitigni!!!

 

 

 

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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

4 Commenti su “I vitigni – elaborazioni da ISTAT 2000”

  • alberto

    Complimenti sentiti per il servizio pubblico che sta rendendo con questo blog, molto dettagliato e ben curato in termini di aggiornamenti da lei fatti.
    Una domanda però mi sorge nel leggere alcuni dato (che stavo cercando per una mia ricerca, non certo per semplice pedanteria!). Lei scrive, riportando la statistica Instat 2000 che la superficie a Merlot in Italia é vicina a 8.000ha, mentre io leggo su VQ n°8 che, in un articolo del prof. Mario Fregoni, essa corrisponde a circa 26.000ha. Anche la seconda fosse più aggiornata é possibile che in cinque/sei anni sia più che triplicata? Alla faccia degli autoctoni!
    Scusi il lettore per la domanda personale ma sapete, la curiosità non ha limiti…
    Complimenti ancora e in bocca al lupo!

  • bacca

    Riguardo al Merlot, ho ricontrollato i dati e le confermo che si tratta del censimento 2000 di Istat ma le sottolineo anche che la rilevazione istat fa riferimento soltanto al vitigno DOC-DOCG, che era circa 233000 ettari, cioe’ meno di un terzo del vitigno totale italiano. Quindi ipotizzando la stessa “penetrazione” del merlot anche nei vini IGT e da tavola, arriviamo intorno ai 25-30000 ettari, quindi ben dentro il numero da lei citato!

    I numeri del Merlot nel 2000 indicano che 6000 degli 8000 ettari sono coltivati nel nord-est, mentre nelle altre macrozone era quasi sconosciuto: 470 ettari nel nordovest, 1400 nel centro, 74 nel sud e 104 nelle isole.

  • alberto

    Riconfermo ancora con più entusiasmo i complimenti per il sito e la sua professionalità, vista la velocità con cui mi ha risposto e l’ottima precisazione.
    Così imparo a leggere i dati troppo i fretta e senza porvi la giusta attenzione…
    Chapeau

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