Fonte: SAWIS
I sudafricani hanno pubblicato uno studio molto interessante sull’impatto del settore del vino sul sistema economico locale. Il SAWIS ha cioe’ studiato quanto e’ la ricchezza generata dal settore vino con tutti gli annessi e connessi. Partendo dall’uva, passando per le cantine, la produzione e la vendita di vino, fino ad arrivare al catering e al turismo. Il quadro e’ piuttosto interessante: il settore ha prodotto una ricchezza di 26 miliardi di Rand, una cifra che detta cosi’ significa poco per noi, ma che per loro significa il 2.2% del loro PIL. E’ pero’ interessante guardare a come questa cifra si compone: di questi, il valore delle uve a livello agricolo e’ soltanto di 3.3 miliardi, quello del settore vino, senza considerare la parte indiretta (turismo) di 19 miliardi di Rand. Questo e’ secondo me il succo di questo studio: fatto 100 il valore industriale della produzione di vino, la creazione di ricchezza per l’economia e’ oltre il triplo, circa 312. Infine, come vedremo dai grafici, se confrontiamo questi dati nel tempo, ci accorgiamo che la parte cresciuta di piu’ tra il 2003 e il 2008 e’ quella commerciale.
Nello studio, il valore delle uve e delle operazioni basilari di cantina e’ di 3.3 miliardi di Rand, cioe’ il 14% del totale. La fase produttiva rappresenta il 24%, mentre quella prettamente commerciale (che include anche il catering) il 29%. Poi ci sono le tasse, che sono il 15% e infine il turismo indotto che e’ una fetta non piccola del totale, circa il 18%.

E’ anche interessante vedere come questi numeri si sono mossi nel tempo, perche’ SAWIS ha condotto questo studio anche nel 2003 (a proposito, noi in Italia abbiamo mai pensato di fare una cosa del genere? Domanda da rivolgere ai produttori di vino associati nell’UIV, dato che SAWIS e’ come la UIV…). Da questo potete vedere che il mondo e’ dei venditori: la parte commerciale, di vendita e catering e’ piu’ che raddoppiata tra il 2003 e il 2008, la parte di produzione e’ cresciuta del 70%, mentre quella agricola e’ salita soltanto del 40% (si fa per dire). Le tasse sono aumentate del 75%.
Lo studio e’ molto completo e si occupa anche di affrontare il tema dell’occupazione, dato che il settore vino consente di assorbire una certa quantita’ di manodopera non specializzata (il 58% del totale). Ma si occupa anche di mettere in luce che il settore del vino muove investimenti colossali, essendo un’attivita’ con un capitale investito rilevante: per generare quei 26 miliardi di ricchezza ci sono investimenti (che vanno rinnovati) di 50 miliardi di Rand, cioe’ quasi il doppio.
Morale della favola (cioe’ dello studio): il settore del vino sembra avere una serie di indubbi vantaggi per il sistema economico. (1) consente l’impiego di un numero significativo di lavoratori non specializzati; (2) ha un valore per l’economia che va ben oltre quello della produzione (oltre il triplo); (3) muove investimenti molto significativi. Un bellissimo spot per andare dal governo a chiedere un supporto per la promozione. Non sarebbe il caso di farlo anche noi in Italia?




