Laurent-Perrier – alcuni dati descrittivi

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Laurent-Perrier e’ una societa’ quotata a Parigi che si occupa di produrre e commercializzare Champagne, con una quota di mercato del 4.2% nella produzione e del 6% nell’esportazione. Cioe’ circa 13.1m di bottiglie vendute nei 12 mesi terminati a marzo 2006. Ci interessa molto perche’ essendo una societa’ quotata (valore di borsa di circa EUR600m) e’ molto prodiga di… numeri!
Laurent Perrier is a French company listed in Paris active in the production and sale of Champagne, with a market share estimated at 4.2% for production and 6% for distribution. It means 13.1m bottles sold in the 12 months to March 2006. It is very interesting since it is listed (market value of EUR600m) and therefore it has a great disclosure.

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I marchi sono Laurent Perrier, Salon, Delamotte e Champagne de Castellane.
Il gruppo e’ n.4 negli champagne dopo LVMH, Vranken (che analizzeremo) e Lanson Intl. Invece, il marchio Laurent Perrier e’ n.3 a livello mondiale.
The key brands are Laurent-Perrier, Salon, Delamotte and Champagne de Castellane. The group ranks n.4 in the Champagne industry after LVMH, Vranken (which we will analyse and Lanson Intl. More specifically, Laurent-Perrier ranks n. 3 as a single CHampagne brand.

Di chi e’? Della famiglia Nonacourt, che detiene il 56% del capitale.
It is owned by Nonacourt family, who owns 56% of the share capital.

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Dove vende? Il 60% e’ esportato in 120 paesi, con principali mercati UK, Belgio, Svizzera, Italia, USA, Giappone e Germania. I soliti. La  distribuzione in Francia il marchio Laurent-Perrier va per il 77% attraverso la propria rete distributiva, per il 23% attraverso la grande distribuzione.
Where it sells? 40% in France, 60% in 120 countries with the main markets being UK, Belgium. Switzerland, Italy, USA, Japan and Germany… the usual ones. The distribution in France for Laurent Perrier is for 77% direct and for 23% through super/hypermarkets.
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Altri dati chiave per capire la sua struttura operativa:
13m di bottiglie vendute, che implicano 160k/q di uva da 1400ha di terra, cioe’ una rese di 114q/ha… direi altina.
– 11% del fabbisogno di uva da proprie vigne, contro una media del 20% per il settore dello Champagne.
– i 4 brand chiave che abbiamo visto sopra fanno l’85% delle vendite, il resto va su 3 brand minori acquistati attraverso Chateau Malakoff.
– il 70% delle vendite totali sono realizzate attraverso la distribuzione diretta.
Other key data:
– 13m bottles sold, with 160k/q of grapes from 1400ha of vineyards, which makes a 114q/ha yield… I would say high.
– 11% of grapes need from own vineyards, lower than the average of 20% of the Champagne sector.
– the 4 key brands makes 85% of sales, the remaining portion is split in 3 small brands acquired with Chateau Malakoff.
– 70% of total sales are generated through direct distribution.

Prossima puntata sui risultati 2006. Next post on 2006 results.

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  • Da questi dati ho due cose che mi colpiscono:
    1) la produzione ad ha: 114 qli. Wow! E’ alta, e riescono a farci un prodotto con il fascino dello Champagne, mentre a noi ci verrebbe si e no un lambrusco sciapettino con quei volumi. Chapeu!
    2) Riescono a produrre tutto questo ben diddio con solo l’11% dell’apporto diretto della propria produzione. In pratica sono dei commercianti. E nonostante ciò hanno tutto il glamour che si può avere. Da noi invece uno come Zonin, nella famosa intervista a Report, deve definirsi “un contadino” per la paura di essere preso per un commerciante. Valli a capire sti’ francesi (oppure sti’ italiani).
    Insomma, lo Champagne è inossidabile ed indistruttibile. Che bravi che sono ad avere creato un mito così, gliene va dato atto.

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