03.4 Resto del Mondo


Australia – produzione uva e vino 2009

nessun commento

Attraverso i dati della WFA, l’associazione dei produttori di vino australiana, siamo in grado di analizzare la produzione 2009, con i dati raccolti in quintali di uva. Dobbiamo quindi fare un piccolo calcolo per giungere alla produzione di vino che nel 2009 dovrebbe essere intorno a 11-11.2m/hl, rispetto ai 12m/hl del 2008. Si tratta di un valore comunque inferiore al picco della produzione australiana, quei famosi 12.5 milioni di ettolitri del 2006, e anche al valore previsto di 12.5m/hl che era stato formulato un paio di anni fa (come sapete gli australiani fanno le previsioni per qualche anno in avanti sulla produzione di vino e per vitigno). Siamo comunque bel al di sopra dei 9 milioni toccati nella grande crisi del 2007. Che cosa succede nella produzione australiana? Questi dati ci portano poche novita’. Forse la piu’ significativa e’ che i grandi vitigni internazionali non sembrano crescere piu’ come un tempo. In Australia si vive un fenomeno di ritorno sullo Shiraz (che considero in questo post come “autoctono” anche se in realta’ non lo e’), e tra i vini bianchi il boom del Pinot Bianco/Grigio che ormai rappresenta il 5% della produzione di vini bianchi.


australia 2009 1
Continua a leggere »

Nuova Zelanda – produzione, superfici e settore vino – aggiornamento 2008

nessun commento

Come mai la Nuova Zelanda ha esportazioni in crescita e produttori con ottimi profitti (vedere Delegat’s per credere)? Semplice, sono in pochi e molto grandi (50 ettari per azienda in media), hanno improntato la loro produzione vinicola all’alta qualita’ (vedi rese basse), si sono concentrati e continuano a farlo su quello che gli viene meglio (il sauvignon), hanno dei metodi di misura precisi (vedi questo file che annualmente viene emesso). Noi umilmente guardiamo ai grandi numeri, ma se volessimo potremmo tagliare la Nuova Zelanda per vitigno, per sottozona e conosceremmo il valore delle uve, chi ha comprato che cosa. Poi c’e’ l’altro studio che ci dice quanto guadagneremmo. Direi un’oasi, un’isola felice per chi deve prendere delle decisioni di investimento. Peccato che stia dall’altra parte del mondo, verrebbe da dire. Pero’ fa arrabbiare: con le risorse che puo’ muovere il mondo del vino italiano siamo arroccati su 400 denominazioni di origine, centinaia di vitigni autoctoni (tutti molto degni di esistere, ma quasi tutti senza massa critica per competere), superfici vitate medie ridicole che soltanto il mondo cooperativo riesce in qualche modo a convogliare (purtroppo generando leader di mercato sterili che competono su piani diversi rispetto alle altre aziende del settore). Resta un punto critico: la Nuova Zelanda comincia a essere un produttore “grandino”: 2 milioni di ettolitri, con i consumi domestici ormai stabilizzati e le esportazioni ancora in crescita. La crisi del mercato globale potrebbe quindi essere piu’ che una minaccia per questa esemplare storia di successo.


review-nz-2008-1.jpg
Continua a leggere »

Argentina – produzione di vino 2008

4 commenti

L’Argentina ha avuto nel 2008 una produzione di vino in calo del 9% a circa 21 milioni di ettolitri. In verita’, il calo e’ stato soprattutto relativo alla produzione di mosti, che ha segnato un -22% a 6.4 milioni di ettolitri, scendendo dal 35% al 30% della produzione totale. La produzione di vino vero e proprio e’ stata in diminuzione del 2.5% a 14.7 milioni di ettolitri, cioe’ circa 0.3 milioni di ettolitri in meno rispetto al 2007, la medesima riduzione registrata anche nel 2007.


argentina-2008-1.jpg
Continua a leggere »

Elasticita' della domanda di vino: dati per nazione ed evoluzione nel tempo – studio AAWE

6 commenti

Torniamo sull’argomento dell’elasticita’ della domanda del vino con uno studio di James Fogarty che e’ stato pubblicato su AAWE e che fa una specie di riassunto degli studi condotti sino ad oggi e li rielabora cercando di mettere a confronto il vino, la birra e gli spirits sia rispetto ai diversi paesi che nel tempo. In altre parole, lo studio cerca di comprendere come il comportamento dei consumatori nei confronti delle bevande alcoliche e’ cambiato nel tempo. Quali sono le conclusioni? (1) che la birra mostra una elasticita’ minore del vino e degli spirits sia a variazioni del reddito che al suo stesso prezzo; (2) riguardo al vino, che la domanda non sembra essere particolarmente influenzata dal prezzo in Francia, Giappone e Germania, mentre lo e’ molto di piu’ in Italia e Spagna; (3) che la domanda di vino e’ molto influenzata dall’andamento dell’economia nei paesi anglosassoni, relativamente di meno in Europa e quasi per niente in Spagna; (4) lo studio rispetto al tempo mostra che la domanda di vino e’ diventata sempre piu’ sensibile al reddito fino agli anni 60 per poi cominciare a scendere. Si stima che nei prossimi anni il vino possa diventare un prodotto sempre piu’ “anticiclico”; (5) al contrario, si stima che la domanda di vino diventi piu’ elastica al prezzo, seguendo la tendenza iniziata negli anni 50, questo perche’ (secondo lo studio) il vino tende ad avere sempre piu’ alternative di consumo.


elasticita2008-1.jpg
Continua a leggere »

Produzione mondiale di vino 2008 – stima OIV

1 commento

Fonte: OIV
OIV ha pubblicato il suo aggiornamento di ottobre, che come ogni anno fornisce una prima indicazione della produzione mondiale di vino nel 2008 (+0.3% sulla previsione mediana) e dell’evoluzione dei consumi globali (+0.6% nel 2008). Ebbene, per il secondo anno consecutivo, sembra che il mercato del vino sia in leggero deficit (di circa 6-7m/hl), una volta che nei consumi sono inclusi i 25-30m/hl che vengono impiegati per usi industriali e per la distillazione. L’aggiornamento va pero’ in profondita’ essenzialmente nel settore della produzione, dove possiamo notare il calo della produzione europea (-1%), compensato da un incremento del 4% nella produzione del nuovo mondo (USA-Australia, Africa e Cile). Il paese con la vendemmia peggiore dal punto di vista quantitativo nel 2008 sembra essere stato la Francia, con un calo del 6% rispetto al 2008 ma ben del 14% rispetto alla media del quinquennio 2004-2008. Dall’altro lato, appare evidente il recupero dell’Australia (+22% a 11.8m/hl), anche se largamente sotto il suo livello standard del 2004-2006 (oltre 14m/hl).


2008worldprod-1.jpg
Continua a leggere »