03.3 Prod/Sup – USA


Elasticita' della domanda di vino: dati per nazione ed evoluzione nel tempo – studio AAWE

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Torniamo sull’argomento dell’elasticita’ della domanda del vino con uno studio di James Fogarty che e’ stato pubblicato su AAWE e che fa una specie di riassunto degli studi condotti sino ad oggi e li rielabora cercando di mettere a confronto il vino, la birra e gli spirits sia rispetto ai diversi paesi che nel tempo. In altre parole, lo studio cerca di comprendere come il comportamento dei consumatori nei confronti delle bevande alcoliche e’ cambiato nel tempo. Quali sono le conclusioni? (1) che la birra mostra una elasticita’ minore del vino e degli spirits sia a variazioni del reddito che al suo stesso prezzo; (2) riguardo al vino, che la domanda non sembra essere particolarmente influenzata dal prezzo in Francia, Giappone e Germania, mentre lo e’ molto di piu’ in Italia e Spagna; (3) che la domanda di vino e’ molto influenzata dall’andamento dell’economia nei paesi anglosassoni, relativamente di meno in Europa e quasi per niente in Spagna; (4) lo studio rispetto al tempo mostra che la domanda di vino e’ diventata sempre piu’ sensibile al reddito fino agli anni 60 per poi cominciare a scendere. Si stima che nei prossimi anni il vino possa diventare un prodotto sempre piu’ “anticiclico”; (5) al contrario, si stima che la domanda di vino diventi piu’ elastica al prezzo, seguendo la tendenza iniziata negli anni 50, questo perche’ (secondo lo studio) il vino tende ad avere sempre piu’ alternative di consumo.


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Produzione mondiale di vino 2008 – stima OIV

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Fonte: OIV
OIV ha pubblicato il suo aggiornamento di ottobre, che come ogni anno fornisce una prima indicazione della produzione mondiale di vino nel 2008 (+0.3% sulla previsione mediana) e dell’evoluzione dei consumi globali (+0.6% nel 2008). Ebbene, per il secondo anno consecutivo, sembra che il mercato del vino sia in leggero deficit (di circa 6-7m/hl), una volta che nei consumi sono inclusi i 25-30m/hl che vengono impiegati per usi industriali e per la distillazione. L’aggiornamento va pero’ in profondita’ essenzialmente nel settore della produzione, dove possiamo notare il calo della produzione europea (-1%), compensato da un incremento del 4% nella produzione del nuovo mondo (USA-Australia, Africa e Cile). Il paese con la vendemmia peggiore dal punto di vista quantitativo nel 2008 sembra essere stato la Francia, con un calo del 6% rispetto al 2008 ma ben del 14% rispetto alla media del quinquennio 2004-2008. Dall’altro lato, appare evidente il recupero dell’Australia (+22% a 11.8m/hl), anche se largamente sotto il suo livello standard del 2004-2006 (oltre 14m/hl).


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Produzioni di vino di alta qualita' in calo in California nei prossimi anni?

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Ian Malone di Vineyard Investment & Finance ha recentemente scritto un paio di pagine molto interessanti relativamente alla produzione di vino di alta qualita’ in California. Secondo i suoi calcoli, la produzione di vino di alta qualita’ in California non riuscira’ a sopperire all’atteso incremento della domanda nel mercato. Come mai? Perche’ non si pianta piu’ nuova vigna (la vigna “in preparazione” e’ circa il 3% del piantato totale, nel segmento alta qualita’) e, considerando una vita media del vigneto di 50 anni, nei prossimi 3-4 anni diventeranno “obsoleti” (puo’ essere) una quantita’ di vigneti leggermente superiori a quelli che entrano in produzione. Se cosi’ sara’, l’offerta di vini ultrapremium californiani (oltre $25 di retail price) non crescera almeno fino al 2011-2012 aprendo il campo ai seguenti scenari: (1) un aumento delle importazioni di vino non americano di qualita’ in USA; (2) un aumento del prezzo delle uve californiane di alta qualita’ e, di conseguenza, del valore delle vigne californiane che forniscono questi prodotti. Dopodiche’ se i nuovi impianti riprendessero al vecchio ritmo, il vino californiano potrebbe tenere un 3-3.5% di aumento annuo della domanda… oltre questo (io ho forti dubbi che sia uno scenario realistico), il vino americano lascerebbe spazio ai concorrenti esteri…


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Produzione di vino in California – dati vendemmia 2007

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Fonte: US wine institute (www.wineinstitute.org)
[English translation at the end of the post]

La produzione di uva da vino in California e’ cresciuta di circa il 3% nel 2007 a 3.23m/t. Il progresso e’ del 28% se guardiamo ai dati di lungo termine, il che comporta un tasso di crescita medio a lungo termine leggermente superiore al 3%: possiamo dire che i dati della vendemmia 2007 si pongono quindi esattamente in linea con la tendenza di crescita della produzione nella regione degli ultimi anni.

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Come vedete dal grafico, nel 2007 la produzione di uve da vini bianchi e’ andata meglio (+8.6%) rispetto a quella per vini rossi (stabile). E’ questo un trend piuttosto strano, dato che nel corso degli ultimi anni erano state le uve per i vini rossi a guidare la crescita (+4% contro +1.7% per le altre). Ad ogni modo, il peso dei vini bianchi nella produzione californiana sale al 42% del totale, dopo aver raggiunto il minimo del 40% nel 2006 (e rispetto a un livello del 47% nel 1998).

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Valore, prezzi e tendenze negli Stati Uniti per vitigno – dati 2004

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Questo post e’ costruito su una serie di dati per vitigno del mercato americano (ricavati da un articolo di Haeger/Storchmann) che ho trovato interessanti per una serie di motivi. Innanzitutto sono riferiti ai vitigni, e ci consentono di capire quali sono i rendimenti in dollari per ettaro dei diversi vitigni. Secondariamente, ci mostrano come la moda del Pinot Nero abbia portato i prezzi di questa uva alle stelle rispetto agli altri vitigni, nonostante, come e’ chiaro dallo studio, le temperature delle aree in cui e’ piantato sono ben lontane dal livello considerato ottimale per il vitigno (cioe’ quelle della Borgogna).

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This post is built on some data offered by a study of Haeger/Storchmann which I found interesting for a number of reasons. First, it shows the trend of different grapes in US and it shows what is the dollar revenues for each of them. Second, it shows how the Pinot Noir is highly valued vs. other grapes, although as the study underlines the temperatures of the area are clearly far from the optimal level for the grape (ie Burgundy).

Questa torta vi indica la suddivisione del vitigno americano, dominato dallo Chardonnay (38k/ha nel 2004) e dal Cabernet Sauvignon (19% del totale). Come vedete il Pinot nero rappresenta soltanto il 6% del totale, ma dovete considerare che nel 1995 il vitigno era quasi non presente (3400ha contro i 9200ha del 2004). Quali sono i vitigni che crescono? Come vedremo, sono quelli che garantiscono degli introiti superiori: Cabernet Sauvignon, Merlot, Pinot Nero prendono il posto del Rubired, dello Chenin e del Colombard e soffocano lo Zinfandel e lo Chardonnay (stabili).

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The first pie showed you the breakdown of US vineyard by grape, with Chardonnay dominating with 38k/ha in 2004, followed by Cabernet Sauvignon (19%). As you can see Pinot Noir was just 6% of the total, but you should consider that in 1995 it was nearly not present (3400ha vs. 9200ha in 2004). Which are growing grapes: Cabernet, Merlot, Pinot Noir are replacing Rubired, Chenin and Colombard, while Zinfandel and Chardonnay are just flat.

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Come mai tutto questo interesse per il Pinot Nero? Per il prezzo di mercato delle sue uve, che come vedete nel 2004 era di ben 1600USD/ton, contro i 1000USD del Cabernet Sauvignon e gli 800USD del Merlot. Non a caso, questi tre vitigni sono quelli che abbiamo appena menzionato come quelli che crescono di piu’. Invece i vitigni in regressione come lo Chenin o la Colombard vedete che rendono meno di 250USD per tonnellata. Lo Zinfandel a 500USD e lo Chardonnay a 700USD si salvano mantenendo superfici stabili, il primo probabilmente grazie al fatto che e’ in parte considerato una sorta di vitigno autoctono per la zona.
Why all this interest for Pinot Noir? Because its market price is high. In 2004, it touched USD1600/ton vs. 1000 for Cabernet and 800 for Merlot. These three grapes are the ones growing more. Chenin and Colombard are below 250USD/ton, Zinfandel is at 500 and Chardonnay at 700 are just surviving, the first also thanks to the fact that it is felt as the real home grape in US.

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Prezzi per tonnellata moltiplicato resa… uguale ricavo per ettaro coltivato. E qui il Pinot Nero perde la sua leadership, superato dal Merlot, che si in maniera indiscussa il vitigno che ha garantito il massimo ricavo per ettaro a oltre 15000USD/ton. Poco sopra 12000USD trovate Pinot Nero e Cabernet Sauvignon.
Price per ton times yield… makes the revenue per hectare. And here Pinot Noir is losing its leadership as Merlot is showing a 15000USD/ton revenue vs. 12000USD for Pinot Noir and Cabernet Sauvignon.

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Questi valori sono esattamente lo specchio del trend della produzione, come potete vedere dal prossimo grafico che va un po’ spiegato: in orizzontale trovate il prezzo rispetto al prezzo medio, quindi trovate all’estrema destra il Pinot Nero e all’estrema sinistra i vari Colombard/Chenin/Rubired. L’asse verticale invece vi dice quanto sono le aree vitate del 2004 rispetto a quelle del 2000, quindi un valore superiore a 1 indica crescita delle aree (Pinot Nero sta a 2.5, che significa che nel 2004 c’erano 2 volte e mezza gli ettari del 2000). Non serve una linea di regressione per capire che il mercato americano si muove essenzialmente in relazione al ritorno sul capitale che viene garantito dal piantare un certo vitigno piuttosto che un altro. E forse, nei prossimi anni, non avranno pieta’ nemmeno per lo Zinfandel, anche se i 4°C di temperatura media che separano la Napa Valley dalla Borgogna forse significanto qualche cosa…
These values are exactly the mirror of the trend of areas, as you can guess from the last graph, which needs a bit of explanation. Horizontal axis you get the price vs. the average price, what is above 1 is above the average. Pinot Noir is therefore at the extreme right of the graph and in the left angle you see Colombard/Rubired/Chenin. In the vertical axis you see the ratio between areas in 2004 and in 2000. What is above 1 is growth. Again, Pinot Noir point is at 2.5 meaning 2.5 times the area in 2004 vs. 2000. You don’t need a regression line to guess that the American wine market is clearly following the return offered by different grapes. Maybe, in the coming years, they will even cut Zinfandel, even if the 4°C higher temperature of Napa Valley vs. Burgundy is maybe suggesting something about what wine comes out of the Pinot Noir.