Vranken Pommery – risultati 2007

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Vranken Pommery ha chiuso il bilancio 2007 con un incremento del 7% del fatturato e dell’11% dell’utile netto. E’ stato un anno buono, ma soprattutto la societa’ vede ulteriori miglioramenti all’orizzonte per il mercato dello Champagne. Per questo motivo ha deciso di segmentare la sua rete di vendita, creando una divisione dedicata a Vranken e una soltanto per Pommery nei suoi mercati chiave (Francia, Benelux, Germania e Svizzera).

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Per il secondo anno consecutivo la crescita del gruppo e’ trainata dall’estero, che ha raggiunto 126m con una crescita dell’8%, mentre la Francia ha ulteriormente rallentato con un +5.7% nel 2007 dopo il 6.4% del 2006. Le vendite all’estero del gruppo hanno cosi’ raggiunto il 44% del fatturato, un livello intermedio tra Boizelle (piu’ focalizzata sulla Francia) e Laurent Perrier (che opera principalmente all’estero, oltre il 60% delle vendite). Nel fatturato di Vranken, che cresce del 6.9%, la componente predominante dello Champagne fa un +7.3%.

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Il management si e’ detto particolarmente soddisfatto dei margini nel 2007. In effetti il margine operativo lordo e’ salito del 9% nel 2007 a 60m, con un miglioramento del margine dal 20.6% al 21%, un livello molto simile a Laurent Perrier (e sempre molto lontano dalla profittabilita’ record di LVMH nel segmento vino). Con ammortamenti in leggera riduzione, l’utile operativo cresce dell’11% abbondante. L’incremento degli oneri finanziari non ha consentito all’utile netto di crescere di piu’: Vranken ha raggiunto EUR27m, +11% rispetto al 2006.

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L’evoluzione del capitale investito e’ molto interessante e spiega pienamente l’aumento degli interessi passivi. Vranken ha visto il suo capitale investito crescere a quasi EUR700m da EUR637m del 2006, essenzialmente a causa dell’aumento del capitale circolante. Le dilazioni ai clienti sono cresciute da 173 a quasi 200 giorni (un livello molto elevato) e il magazzino e’ balzato da EUR470m a EUR510m. Come abbiamo gia’ detto, il magazzino delle aziende della Champagne non e’ un “costo” ma viene considerato un investimento. Vranken sta lentamente accumulando scorte, essendo passata da 638 giorni di vendite a 648 giorni nel 2007. E non si dice nemmeno preoccupata dall’aumento del debito, che passa da 433m a 476m nel 2007, in quanto questo debito e’ ampiamente coperto dal valore del magazzino. Come dargli torto: secondo le previsioni di incremento della domanda di Champagne nel mondo e’ lecito aspettarsi prezzi in crescita… e quindi le banche sono ben felici di essere garantite dallo Champagne in cantina… e forse per queste aziende spingere molto sulla leva del fatturato e’ controproducente… meglio tenere il prodotto in cantina, il prossimo anno si vendera’ meglio…

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Terminiamo con il ritorno sul capitale, che non e’ particolarmente alto, ma come vedete in costante miglioramento. Il ritorno sul capitale e’ passato dal 6.8% al 7.3% in 2 anni e similmente il ritorno per l’azionista e’ salito dall’8.1% all 8.7% netto tasse. Visto il basso livello di rischio dell’attivita’ e il valore molto rilevante dei marchi di Vranken Pommery, tale ritorno appare particolarmente interessante.

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In 2007 Vranken Pommery posted an increase of 7% of turnover and 11% of the net profit. 2007 has been a good year, but Vranken expects a further improvement on the horizon for the market of Champagne. For this reason it has decided to segment its sales network, creating a two separate networks dedicated to Vranken and only Pommery in its key markets (France, Benelux, Germany and Switzerland).

For the second consecutive year growth of the group was driven by international markets, which reached EUR126m with a growth of 8%, while France further slowed down with a +5.7% in 2007 after 6.4% in 2006. Sales abroad of the group reached 44% of turnover, an intermediate level between Boizelle (more focused on France) and Laurent Perrier (which operates mainly abroad, over 60% of sales). In terms of revenue breakdown, the predominant component was Champagne with a +7.3%.

The management was particularly pleased with margins. EBITDA rose by 9% in 2007 to 60m, with an improvement in the margin from 20.6% to 21%, a level very similar to Laurent Perrier (but still very far from profitability of LVMH in its wine business). With a slight reduction in depreciation, operating profit grew by 11%. The increase of financial charges did not allow the net income to grow more: Vranken reached EUR27m, +11% compared to 2006.

The increase of capital employed fully explains the increase in interest expense. Vranken capital invested grew to almost EUR700m from EUR637m in 2006, mainly because of increased working capital. The receivable days grew from 173 to almost 200 days (a very high level) and the warehouse jumped from EUR470m to EUR510m. As we have already clarified, the stock of Champagne is not considered a pure “cost” nowadays but more something like an investment. Vranken is slowly accumulating stocks, they rose from 638 days of sales to 648 days in 2007. It is not worried by debt, which rose from 433m to 476m in 2007, as this debt is more than covered by the value of the stock. Their reasoning is the following one: according to the forecast the increase in demand for Champagne in the world will boost prices… as a result, banks are very happy to be guaranteed by Champagne in the cellar… and perhaps for these companies to sell too much bottles today is somewhat wrong, as they could get more next year…

A final point with the return on capital, which is not particularly high, but constantly improving. The return on capital rose from 6.8% to 7.3% in 2 years and the same trend was followed by the return for shareholders (8 .1% to 8.7% after tax). Given the low level of risk of the activity and the substantial value of the trademarks of Vranken Pommery, this return is particularly interesting.

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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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