Baron de Ley – dati descrittivi e risultati 2007

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[English translation at the end of the post]
Baron de Ley e’ una societa’ spagnola che opera sotto la denominazione Rioja, quotata presso la borsa di Madrid, con un valore di mercato di circa EUR350m. L’azienda e’ principalmente focalizzata sul mercato spagnolo, che rappresenta il 68% del fatturato e come tutte le aziende vinicole focalizzate sul vino di qualita’ mostra margini molto significativi (42% MOL, 33% EBIT). E’ anche un’azienda inserita in un contesto di crescita: la denominazione Rioja nel 2006 e’ cresciuta del 4.3%, forte di un +11% fuori dalla Spagna, con le vendite di “reserva” (cioe’ invecchiata oltre 2 anni) in crescita del 17%. Nel 2007, Baron de Ley ha performato molto bene, con una crescita del fatturato del 10%, soprattutto grazie ai mercati europei, che sono cresciuti del 21% (dopo un +13% del 2005). Le vendite in Spagna sono comunque andate bene con un +9%, in recupero rispetto al +3% del 2005. Il fatturato totale ha cosi’ raggiunto EUR94m, di cui la stragrande maggioranza e’ di vino imbottigliato, e di questo il 36% e’ “reserva”.

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I margini sono molto alti, direi simili alle aziende toscane attive nello stesso segmento di mercato, tipo Antinori o Frescobaldi. Il MOL e’ cresciuto del 10% nel 2007 a EUR40m, con un margine stabile al 42.5%. BdL spende il 39% del fatturato in acquisti e circa il 9% in personale. Gli ammortamenti sono in lieve discesa da due anni e questo consente una dinamica piu’ forte dell’utile operativo, che ha raggiunto EUR31m nel 2007, con un balzo del 15% e un margin del 33.1%. Siccome la societa’ non ha debiti, non ci sono oneri finanziari significativi, mentre nel 2007 sono state contabilizzate delle rettifiche negative di valore per 3m. Poco male, con una tassazione estremamente favorevole (8% aliquota fiscale del 2007, rispetto al 18-19% del 2005-06), l’azienda ha generato un utile di EUR25m, +19% rispetto al 2006.

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Riportiamo un po’ di dettagli descrittivi di Baron de Ley (nel cui bilancio c’e’ scritto veramente poco): le vendite in Unione Europea sono circa il 21% del totale e come detto hanno trainato il fatturato negli ultimi due anni. La Spagna resta preponderante con il 68% del fatturato, mentre a differenza delle aziende italiane le vendite in Nord America e resto del mondo sono molto limitate, intorno all’11% del fatturato. Vedete poi come la parte imbottigliata sia il 97% del fatturato, e la parte “riserva” il 35%.

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Finiamo con due punti: la valutazione e il ritorno sul capitale. La valutazione e’ un aspetto interessante, perche’ si tratta di un’azienda europea, che fa solo vino, della taglia delle nostre aziende. Ai corsi di borsa attuali e usando i numeri del 2007, Baron de Ley (come azienda) vale un multiplo di 8.5x il margine operativo lordo e 11x l’utile operativo. Questo significherebbe valutare Antinori, come azienda (cioe’ prima di dedurre il valore dei debiti) tra 350m (su utile operativo) e 450m (su MOL). Ritorno sul capitale: sicuramente interessante, e come vedete in crescita. Il ritorno per l’azionista dopo le tasse e’ piu’ basso essenzialmente per l’assenza di leva finanziaria, rimandendo comunque su un livello del 12-13% che per un azienda vinicola con alta visibilita’ e ritorni di lungo termine, e’ sicuramente soddisfacente.

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Baron de Ley is a Spanish wine firm operating within Rioja area, listed on the Madrid Stock Exchange, with a market value of about EUR350m. The company is mainly focused on the Spanish market, which accounts for 68% of turnover and like all wineries focused on quality wines shows very high margin (42% EBITDA, EBIT 33%). Baron de Ley is also working with a good growth product: Rioja wines in 2006 rose by 4.3%, of which +11% outside Spain, with sales of “reserve” (ie ‘aged over 2 years) +17%. In 2007, Baron de Ley reported very good results, with an increase in sales of 10%, thanks mainly to European markets, which were up 21% (after a +13% of 2005). Sales in Spain are going well with a +9% in recovery compared to +3% of 2005. The total turnover reached EUR94m, of which the overwhelming majority of bottled wine, and out of that 36% is “reserve”.
The margins are very high, I would say similar to the Tuscan firms active in the same market segment, like Antinori and Frescobaldi. EBITDS rose by 10% in 2007 to EUR40m, with a margin stable at 42.5%. BdL spends 39% of sales in purchases and about 9% in personnel. Depreciation is slightly down from two years and this allows for faster growth of the operating profit, which reached EUR31m in 2007, with a leap of 15% and a margin of 33.1%. Since the company has no debt, there are no financial burdens, while in 2007 it accounted for negative value adjustments of 3m. Despite that, with a very favourable taxation (8% tax rate in 2007, compared to 18-19% in 2005-06), the company generated a profit of EUR25m, +19% compared to 2006.
Sales in the European Union are about 21% of the total and that have driven growth in the last two years. Spain remains dominant with 68% of turnover, while sales in North America and the rest of the world are very limited, around 11% of turnover. You see then that the bottled wines are 97% of turnover, and the “reserve” 35%.
Let’s finish with two points: valuation and return on capital. The valuation is an interesting aspect, because Baron de Ley is European, only does wine, and its size is similar to many Italian companies. At the current stock market price and using the numbers of 2007, Baron de Ley trades on a EV/EBITDA multiple of 8.5x and an EV/EBIT of 11x. These multiples would value Antinoribetween 350m (on operating profit) and 450m (on EBITDA), before debt. Return on capital: it is certainly interesting, and as you can it is growing. The return for shareholders after taxes is a bit lower mainly because of the lack of financial leverage. It is however 12-13% which is a good level for a winery with high visibility.


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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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