dati finanziari


Argea – risultati e analisi di bilancio 2025

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Il bilancio 2025 di Argea va letto con qualche cautela in più del solito per via dei cambi di perimetro: da fine febbraio 2025 è consolidata Wines Unlimited Inc., l’importatore americano acquisito per circa 41 milioni di euro, mentre dal 30 giugno 2025 è uscita dal perimetro la società distributiva russa MGM Russia, la cui cessione era stata annunciata l’anno scorso. Il bilancio non fornisce dati pro-forma né quantifica il contributo delle due società, per cui l’andamento organico non è determinabile con precisione.

Detto questo, i numeri restano molto positivi: le vendite sono stabili a 453 milioni di euro (-0.2%), i margini migliorano, con un EBITDA di 71.5 milioni (+4%) e un margine che sale al 16%, e soprattutto il debito scende a 88 milioni di euro nonostante l’esborso per l’acquisizione americana, grazie a una generazione di cassa operativa molto forte sostenuta anche dal miglioramento del capitale circolante  (aiutato da costose cessioni di crediti pro-soluto). L’utile netto resta negativo per 7 milioni, ma, come ogni anno, la lettura è distorta dagli ammortamenti di avviamento e marchi, pari a circa 37 milioni: al netto di questi, l’utile operativo “aggiustato” sale da 57 a 60 milioni di euro, pari al 13% delle vendite.

Le prospettive per il 2026 sono descritte con prudenza: il budget menziona la diversificazione del portafoglio (No Alcohol, Ready-To-Drink, nuovi formati), i mercati Latam e Asia e la premiumizzazione di Poderi dal Nespoli, in un contesto reso incerto.

Passiamo a un’analisi più dettagliata dei dati con grafici e tabelle.

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Tannico – risultati 2025

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Il bilancio 2025 di Tannico segna il ritorno a un perimetro puramente italiano: Dioniso ha ceduto la partecipazione a Castel-Vins (Gruppo Castel) e, contestualmente, Tannico ha venduto al socio uscente la controllata francese Valap per 26 milioni, al valore di carico. I ricavi calano del 22% a 21 milioni, con una perdita netta di 5 milioni, in miglioramento sia per l’assenza delle svalutazioni 2024 sia per la riduzione della perdita operativa da 7 a 5 milioni. La posizione finanziaria netta sale a 29 milioni, ma riflette un finanziamento di 24.6 milioni alla nuova controllante.

Tutti i dettagli con grafici e tabella nel resto del post.

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Signorvino: bilancio 2025 e confronto con Nicolas e Tannico

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Signorvino ha chiuso il 2025 con ricavi pari a 77,1 milioni di euro, in crescita di circa il 6% rispetto ai 72,7 milioni del consuntivo scisso del 2024, cioè il ramo “enoteca con cucina” trasferito da Calzedonia con effetto dal 1° gennaio 2025. Il modello commerciale si basa su 42 punti di vendita e di ristorazione in tre paesi, oltre 2.000 etichette di vini italiani, un canale e-commerce proprietario e una proposta che unisce vendita assistita, ristorazione e cultura del vino. La società sottolinea anche l’utilizzo del “Sommelier Digitale”, basato sull’intelligenza artificiale generativa, oltre alla figura dei buyer e dei wine hunter, per intercettare cantine emergenti e percorsi produttivi ad alto contenuto identitario.

L’espansione della società proseguirà con nuove risto-enoteche in location centrali e di prestigio. È una strategia coerente con il posizionamento del marchio, ma aumenta il rischio di execution: ogni nuova apertura migliora il potenziale di fatturato, ma aggiunge costi fissi prima ancora di generare una piena produttività.

Passiamo a una analisi dettagliata nel resto del post.

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Constellation Brands – risultati primo trimestre 2026

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I conti di Constellation Brands sono migliorati nel primo trimestre 2026/27, al netto dei disinvestimenti nel segmento vino effettuati nel secondo trimestre 2025/26. Il bilancio chiude con n fatturato di 2.4 miliardi di dollari, -3% sul dato riportato ma +3% se riclassificato per la variazione di perimetro. I margini sono in forte miglioramento, con l’utile operativo a 845 milioni (+18%), con un margine del 34.7%, mentre l’utile netto si attesta a 654 milioni (contro 516 dell’anno scorso). Il gruppo continua a remunerare gli azionisti in modo cospicuo, con un dividendo trimestrale di 1.03 dollari per azione e oltre 400 milioni restituiti tra buyback e cedole da inizio esercizio, mantenendo l’indebitamento netto a 10.437 milioni contro un patrimonio netto di 8.550.

Nonostante i dati apparentemente incoraggianti (come lo sono anche i commenti del nuovo CEO), spinti soprattutto dal segmento birra (vendite +2%, margine del 39%), gli investitori non sono stati contenti, perché le vendite di birra al dettaglio sono ferme con Corona e Modelo Especial in calo. Il grafico dell’andamento del prezzo rispetto al nostro INDV Wine Index (sempre aggiornato a lato), lo dimostra!

Proseguiamo il commento con un focus sulla divisione vino del gruppo.

 

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