bilancio 2025


Naked Wines – risultati 2025/26

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Secondo anno della cura dimagrante di Naked Wines e, per la prima volta, i risultati sono quelli promessi: l’EBITDA rettificato sale a 7.6 milioni (sopra il tetto della guidance, +35% a cambi costanti), la cassa netta cresce a 33 milioni dopo aver restituito 6 milioni agli azionisti con il riacquisto di azioni proprie, il margine lordo guadagna 150 punti base. Il prezzo pagato è però un altro -20% delle vendite, a 199 milioni di sterline, e una base clienti scesa da 581mila a 486mila. Il conto economico riportato peggiora ancora (perdita netta di 6.6 milioni contro 4.9), per via di 6 milioni di oneri non ricorrenti legati a ristrutturazione e svalutazione del software. Per il 2026 l’azienda prevede vendite fra 158 e 175 milioni di sterline: il ridimensionamento non è dunque ancora finito.

Il post prosegue con un commento dettagliato, grafici e tabella riassuntiva.

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Andrew Peller – risultati 2025 (marzo 2026)

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Andrew Peller, il principale produttore quotato di vino canadese, ha chiuso l’esercizio al 31 marzo 2026 con risultati eccellenti, soprattutto dal punto di vista dei margini e della riduzione dell’indebitamento, nonostante un fatturato praticamente stabile. La vera notizia è però che Andrew Peller verrà delistata. Il 15 giugno 2026, il consiglio di amministrazione ha accettato l’offerta di Fairfax (una holding canadese) ad un prezzo largamente superiore alle quotazioni di borsa. L’operazione fa seguito alla fine dei patti parasociali in febbraio all’interno della famiglia Peller, tra la Peller Family Enterprises (49.2% delle azioni) e John E. Peller (24.8%). Come vedrete all’interno del post, Andrew Peller è stata la migliore azienda vinicola in termini di performance in borsa dell’ultimo anno, anche prima di questo evento.

Passiamo a un commento in dettaglio dei dati nel resto del post.

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Argea – risultati e analisi di bilancio 2025

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Il bilancio 2025 di Argea va letto con qualche cautela in più del solito per via dei cambi di perimetro: da fine febbraio 2025 è consolidata Wines Unlimited Inc., l’importatore americano acquisito per circa 41 milioni di euro, mentre dal 30 giugno 2025 è uscita dal perimetro la società distributiva russa MGM Russia, la cui cessione era stata annunciata l’anno scorso. Il bilancio non fornisce dati pro-forma né quantifica il contributo delle due società, per cui l’andamento organico non è determinabile con precisione.

Detto questo, i numeri restano molto positivi: le vendite sono stabili a 453 milioni di euro (-0.2%), i margini migliorano, con un EBITDA di 71.5 milioni (+4%) e un margine che sale al 16%, e soprattutto il debito scende a 88 milioni di euro nonostante l’esborso per l’acquisizione americana, grazie a una generazione di cassa operativa molto forte sostenuta anche dal miglioramento del capitale circolante  (aiutato da costose cessioni di crediti pro-soluto). L’utile netto resta negativo per 7 milioni, ma, come ogni anno, la lettura è distorta dagli ammortamenti di avviamento e marchi, pari a circa 37 milioni: al netto di questi, l’utile operativo “aggiustato” sale da 57 a 60 milioni di euro, pari al 13% delle vendite.

Le prospettive per il 2026 sono descritte con prudenza: il budget menziona la diversificazione del portafoglio (No Alcohol, Ready-To-Drink, nuovi formati), i mercati Latam e Asia e la premiumizzazione di Poderi dal Nespoli, in un contesto reso incerto.

Passiamo a un’analisi più dettagliata dei dati con grafici e tabelle.

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Tannico – risultati 2025

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Il bilancio 2025 di Tannico segna il ritorno a un perimetro puramente italiano: Dioniso ha ceduto la partecipazione a Castel-Vins (Gruppo Castel) e, contestualmente, Tannico ha venduto al socio uscente la controllata francese Valap per 26 milioni, al valore di carico. I ricavi calano del 22% a 21 milioni, con una perdita netta di 5 milioni, in miglioramento sia per l’assenza delle svalutazioni 2024 sia per la riduzione della perdita operativa da 7 a 5 milioni. La posizione finanziaria netta sale a 29 milioni, ma riflette un finanziamento di 24.6 milioni alla nuova controllante.

Tutti i dettagli con grafici e tabella nel resto del post.

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Signorvino: bilancio 2025 e confronto con Nicolas e Tannico

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Signorvino ha chiuso il 2025 con ricavi pari a 77,1 milioni di euro, in crescita di circa il 6% rispetto ai 72,7 milioni del consuntivo scisso del 2024, cioè il ramo “enoteca con cucina” trasferito da Calzedonia con effetto dal 1° gennaio 2025. Il modello commerciale si basa su 42 punti di vendita e di ristorazione in tre paesi, oltre 2.000 etichette di vini italiani, un canale e-commerce proprietario e una proposta che unisce vendita assistita, ristorazione e cultura del vino. La società sottolinea anche l’utilizzo del “Sommelier Digitale”, basato sull’intelligenza artificiale generativa, oltre alla figura dei buyer e dei wine hunter, per intercettare cantine emergenti e percorsi produttivi ad alto contenuto identitario.

L’espansione della società proseguirà con nuove risto-enoteche in location centrali e di prestigio. È una strategia coerente con il posizionamento del marchio, ma aumenta il rischio di execution: ogni nuova apertura migliora il potenziale di fatturato, ma aggiunge costi fissi prima ancora di generare una piena produttività.

Passiamo a una analisi dettagliata nel resto del post.

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