OCM Vino, avvio della riforma. Di Angelo Gaja

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Pubblichiamo un secondo contributo di Angelo Gaja (che spezzo in due per motivi di spazio), molto pregnante, relativo alla riforma del vino. Commento, come per il caso precedente, da esterno in calce.

L’accordo raggiunto a Bruxelles il 19.12.2007, tra la Commissione agricola del Parlamento europeo ed i rappresentanti dei ministeri dell’agricoltura dei Paesi membri, definisce le nuove regole che governeranno il mercato del vino europeo.
Il negoziato si è chiuso in modo più che onorevole per l’Italia nonostante i commenti rilasciati dai rappresentanti delle varie organizzazioni di categoria evidenziassero una certa insoddisfazione per il mancato accoglimento di parte delle loro richieste.
Non ho invece letto commenti di incondizionato apprezzamento per lo spirito fortemente moralizzatore che ha ispirato la riforma: cercare di mettere fine allo sperpero di denaro pubblico che si era perpetuato nel tempo nell’indifferenza generale. Si era giunti a bruciare un miliardo di euro l’anno per distruggere la sovrapproduzione di vino europeo. Un collaudato sistema delle sovvenzioni aveva congegnato un meccanismo che consentiva ai Paesi membri di ottenere sovvenzioni comunitarie via via crescenti in funzione della crescita della sovrapproduzione di vino da destinare alla distillazione obbligatoria, da distruggere.

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Le Opinioni del vino: l'enoteca del futuro – quarto sondaggio

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Siamo al quarto appuntamento con i sondaggi de Le Opinioni del vino, questa volta dedicato ad analizzare la vostra opinione relativamente alle enoteche e ai modi in cui pensate a questo tipo di punto vendita.

Caratteristiche del sondaggio:
– 4 domande, tempo di compilazione stimato in 3 minuti;
– aperto da ora sino al 31 gennaio;
– risultati e tabellone dei risultati pubblicati sul blog nei primi 15 giorni di febbraio (saro’ piu’ preciso in seguito);
– in ogni caso, il sondaggio e’ aperto a tutti, anche se vi iscrivete al panel e vi scegliete una password valida anche per le prossime volte… ci fate un piacere…

I link: il sondaggio e il panel.

Produzione vino 2007 Italia – dati preliminari ISTAT

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Attenzione: trovate i dati definitivi pubblicati in questo post aggiornato!
Please find here the final figures.

Fonte: ISTAT
Dati: prima stima di produzione su base provinciale, Settembre 2007 (pubblicata in Dicembre 2007)

ISTAT ha pubblicato la prima stima relativa alla vendemmia 2007, pari a una produzione di vino di 47m/hl. Tale stima porta la data di Settembre 2007. Nello stesso periodo (13 Ottobre) Assoenologi ha pubblicato la sua stima di 40.5m/hl. Ora, le differenze tra le due stime mi sembrano veramente troppo significative: possiamo pero’ precisare che nel 2006 ISTAT ha sovrastimato la produzione italiana del 5%, mentre invece Assoenologi ha beccato quasi perfettamente la produzione (49.2m/hl contro i 49.6m/hl effettivi) nella sua stima definitiva di ottobre. Se cio’ si confermasse anche per il 2007 (e dobbiamo aspettare ancora qualche mese), bisognerebbe domandarsi come sia possibile che l’Istituto Nazionale di Statistica possa pubblicare un report cosi’ sballato all’alba del 15 dicembre (pari a una sovrastima del 15%).

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ISTAT published the first forecast for wine production in Italy in 2007 at 47m/hl. This is an estimate of September; quite surprisingly the local association Assoenologi, issued a very bearish forecast of 40.5m/hl. This is a big gap: what we can say is that last year ISTAT overestimate the production by 5% and that Assoenologi got it right in October (49.2m/hl vs. 49.6m/hl actual production). If this happens also this year, we would be in front of an overestimation of 15% by ISTAT, dated September and published in December.

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Estrazione del premio Poggio Argentiera per il terzo sondaggio

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Anche il terzo sondaggio de “Le opinioni del vino” ha fruttato a uno dei partecipanti un cartone di vini di Poggio Argentiera gentilmente offerti da Gianpaolo Paglia, dopo che Amedeo e Giuliano hanno vinto le prime due edizioni. e’ ora la volta di Paolo che e’ stato contattato proprio oggi.
Nei prossimi giorni (giovedi’ 10 gennaio) partira’ il quarto sondaggio, intitolato “L’enoteca del futuro”.

Che il vincitore si manifesti pubblicamente quando ha ricevuto il malloppo!

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2008. Dieci desideri per il vino italiano. Di Angelo Gaja

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Ricevo e pubblico questo contributo di Angelo Gaja, che contiene una serie di auspici relativamente al mondo del vino italiano. Trovate le mie sensazioni su questi dieci desideri a commento del post.


1. Che il Ministro De Castro faccia il miracolo di darci il Catasto Viticolo Nazionale entro il 2008. Il primo a sollecitarlo fu Renato Ratti; il mondo del vino ne è rimasto in attesa per trent’anni.

2. Che ritorni con il 2008 una vendemmia abbondante, altrimenti i produttori italiani avrebbero ben ragione di sentirsi tristi.

3. Che i nostri sistemi di prevenzione stiano allertati. I soliti marpioni, vecchi e nuovi, sono pronti ad entrare in azione non appena la domanda interna insista a richiedere vini a prezzi più contenuti, che la scarsità dell’offerta non consentirà di praticare.

4. Che non si resti sgradevolmente sorpresi se tra i vini venduti nei supermercati italiani al di sotto di un euro e venti centesimi a bottiglia sempre di più saranno quelli in arrivo dai paesi dell’est. E’ l’Europa Unita bellezza, il vino italiano può ben procurarsi altri sbocchi.

5. Che il mercato USA continui a tirare. Altrimenti le cicale di casa nostra avrebbero ben modo di rimproverare i produttori italiani per avere troppo coltivato quel paese a scapito del mercato interno (?!).

6. Che le associazioni di categoria del comparto vinicolo sappiano PER UNA VOLTA mettersi attorno al tavolo per dare corpo entro il 31.12.2008 al progetto, da sottoporre agli assessori regionali all’agricoltura, che darà avvio al programma concordato con Bruxelles di estirpazione di 68.000 ettari di vigneti italiani, da completare entro il 2010. Risparmiandoci PER UNA VOLTA l’inettitudine e la furbizia italiana del rinvio.

7. Che si diventi tutti un po’ più smaliziati, un po’ più critici nel guardare ad enti ed associazioni varie che con la scusa di operare nell’interesse generale del TERRITORIO continuano invece a succhiare sovvenzioni da destinare al loro interesse particolare.

8. Che si restituisca dignità al vino. Troppi produttori si lasciano attirare a dare spettacolo con i loro vini, in ogni dove, in ogni luogo. A chi conviene lo spettacolo? Non certamente al vino, il cui consumo pro-capite continua inesorabilmente a calare.

9. Nella consapevolezza che quello del vino sia il comparto più fortunato dell’agricoltura, mostrare la capacità di assumere una regola che diventi d’esempio anche per gli altri. Che i presidenti delle associazioni no profit che svolgono attività in nome del vino e dei loro produttori, a condizione che queste abbiano beneficiato di sovvenzioni pubbliche con una certa regolarità, non possano ricoprire la carica per più di un mandato, non siano rieleggibili. E che i direttori delle stesse non possano ricoprire la carica per più di due lustri. Il mondo del vino ha bisogno di facce nuove; la non rieleggibilità aiuterebbe a rimuovere i fondi-schiena di pietra e darebbe ai giovani voglia di partecipare.

10. Nell’orgia di sondaggi che si fanno in Italia, ce ne sta un altro ancora. Individuare tra i quarantenni che fanno parte del mondo del vino italiano quelli che mostrano anche soltanto un pizzico della stoffa dei mai abbastanza rimpianti Giacomo Bologna, Paolo Desana, Renato Ratti, Gino Veronelli. Per aiutarli, tutti noi assieme, a crescere più rapidamente nell’interesse loro e nostro.

Angelo Gaja, Gennaio 2008