Mercato e produzione di vino in Canada

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Fonte: Canadian Vintners Association
Guardiamo oggi al mercato del vino in Canada. E’ un mercato particolarmente interessante per l’Italia, in quanto rappresenta il nostro quarto mercato di esportazione dei vini imbottigliati (0.5m/hl per 184m EUR nei 12 mesi a Novembre) ma soprattutto uno dei mercati dove il nostro mix di esportazioni e’ particolarmente favorevole (EUR3.6 al litro contro una media di 2.4). Inquadriamo il mercato: il Canada e’ un paese dove vengono consumati circa 3.1m/hl di vino all’anno, di cui 1.1m/hl prodotti in loco e i restanti 2m/hl importati. Di questi 3.16m/hl, circa 1.6m/hl sono di vino rosso, 1.1m/hl sono di vino bianco, mentre il restante si divide tra vini rosati, spumanti e vini dolci (non ultimi gli ice wines). Come vedremo molto chiaramente nel post, la caratteristica principale di questo mercato non grandissimo e’ che sia i consumi che la qualita’ del vino consumato sono in crescita. Con qualche sopresa…

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We analyse today the Canadian wine market. This is a very interesting market for Italy, as it represents our n.4 market by exports for bottled wine (0.5m/hl for 184mEUR in the 12 months to November) but also a very important one for price mix (EUR3.6 per liter for Italian wines vs. average of 2.4). Canada is a country of 3.1m/hl consumption, of which 1.1m/hl produced locally and the remaining portion being imported. Of these, 1.6m/hl are red wines, 1.1m/hl is white wine while the remaining is represented by rose’, sparkling and sweet wines (don’t forget ice wines). As we will see, the key feature of Canadian market is that it shows healthy growth. With a few surprises…


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Ecco la progressione dei consumi totali di vino in Canada negli ultimi anni (5.3% annuo): una crescita del 4% annuo tra il 1995 e il 2000, che e’ accelerata raggiungendo il 6.6% annuo dopo il 2000. Ci sono pero’ delle differenze piuttosto significative in questi due periodi. Mentre i consumi totali crescono nei 9 anni in modo simile tra vini locali e vini importati, a partire dal 2000 e’ cambiata la musica: i vini locali fanno +8% annuo, (mentre facevano +3% prima del 2000) contro il +6% dei vini importati (che hanno pur accelerato rispetto al +5% del 1995-2000). Ma non finisce qui: i vini rossi crescono di oltre il 10% annuo, contro la stabilita’ dei vini bianchi (con qualche segno di recupero dopo il 2000, con un +3.4% annuo).
This is the total progression of wine consumption in Canada in the last 9 years, showing an average 5.3% CAGR. 4% between 95 and 2000, with an acceleration after 2000, with a 6.6% CAGR to 2004. There are some striking differences: starting from 2000, local wines are growing by 8% (while it was 3% before 2000), while imported wines are growing by 6% (still a bit better than the +5% of the previous period). But it’s not finished: red wines are growing by more than 10% yearly, vs. the flattish trend of white wines (with a few signs of recovery after 2000 with a +3.4%).

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Questa grande crescita dei vini rossi si puo’ anche evincere dall’andamento delle importazioni di vino in Canada. Nel 2004 si importavano 1.2m/hl di vino rosso, circa 2.5 volte quanto veniva importato nel 1995. Invece, i vini bianchi hanno avuto una stasi tra 0.5 e 0.6m/hl. Come vedete, le importazioni di vini spumanti e di vini dolci in Canada sono irrilevanti.
This significant jump of red wines is well visible when you look at wine imports in Canada. In 2004 red wine imports were 1.2m/hl 2.5 times the level of 1995. On the other hand, white wines were stable between 0.5 and 0.6m/hl. As you can see, sparkling and sweet wines are not really relevant import categories in Canada.

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Passiamo piu’ in dettaglio ai numeri del mercato. Quello che e’ importante e’ che i canadesi spendono sempre di piu’, con una crescita media annua tra il 1997 e il 2003 del 6.5% per la spesa procapite che ha raggiunto i 145 dollari canadesi. Quelli che spendono di piu’ sono gli abitanti del Quebec (lingua francese) con 215 dollari annui, seguiti dallo Yukon (178 dollari) e dalla British Columbia con 156 dollari e dall’Ontario con 130 dollari.
Let’s look in more detail to market numbers. What is important to note is that expenditure in wine is growing constantly: between 1997 and 2003 it moved up by 6.5% on a yearly basis reaching 145 Canadian dollars. Region with high spending were: Quebec (215 CDN $), Yukon (178 CDN $), British Columbia (156 CDN $) and Ontario (130 CDN $).

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Infine, suddividiamo questa crescita tra consumi e prezzo mix, per mostrare come quella crescita del 6% annuo e’ alimentata in modo piuttosto omogeneo (e quindi “sano”) sia dalle quantita’ che dal mix. In particolare, tra il 1998 e il 2003 i consumi pro-capite sono saliti da 11 litri a 13 litri (+3.4% annuo), mentre il prezzo medio di acquisto e’ cresciuto dell’1.5% annuo da 10 dollari canadesi al litro a 11. Chi beve meglio in Canada? Gli abitanti del Quebec, con un prezzo medio al litro di 12 dollari canadesi. Chi beve di piu’? Gli abitanti dello Yukon con 18 litri pro-capite.
Finally, we break down this growth between consumption and price, to show that the 6% growth is quite equally broken down between the two components. More precisely, between 1998 and 2003 per capita consumption moved from 11 to 13 liters (+3.4% on a yearly basis), while the average price moved up by 1.5% on a yearly basis from 10 to 11 Canadian $. Who is drinking the better in Canada? People of Quebec, with an average price of 12 Canadian dollar. Who is drinking more? People of Yukon, with 18 liters per capita per year.

Produzione vino 2007 Italia – ISTAT Novembre 2007

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Attenzione: trovate i dati definitivi pubblicati in questo post aggiornato!
Please find here the final figures.

ISTAT ha inserito una nuova stima sulla produzione italiana di vino (che non e’ ancora il numero definitivo) con una pesante correzione rispetto alla prima indicazione, che avevamo sottolineato essere molto incoerente rispetto a quanto riportato da ISMEA e da Assoenologi. Dunque, ISTAT pone ora la sua stima a 43.9m/hl, sempre largamente superiore ai 40.5m/hl di Assoenologi ma oggi di un bel 3.1m/hl piu’ bassa della prima stima. Anche secondo ISTAT, quindi, ci troviamo di fronte alla peggiore vendemmia degli ultimi anni, sicuramente al di sotto anche del 2002 (44.6m/hl) e 2003 (44.1m/hl). La differenza rispetto alla precedente stima di 47m/hl e’ obiettivamente troppo rilevante e, nel corso del post, sottolineeremo quali sono le regioni e le province che hanno fornito dati completamente sballati. Vi ricordo anche che questa resta una stima, quindi soggetta a ulteriori variazioni…

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ISTAT published a new forecast on Italian wine production for 2007, still not a final number, with a heavy correction of the first indication which was very different from local associations of enologysts. ISTAT now puts is forecast at 43.9m/hl, which is still above the other forecasts of 40m/hl but 3.1m/hl lower than the first figure. Now ISTAT agrees that 2007 has been a very bad year, lower than 2002-2003 level of 44-44.5m/hl. The gap between the first forecast and the second one is too significant not to point out the regions and the provinces where it comes from. As a disclaimer, please consider that these numbers will require further correction before they become final.

Partiamo dal Nord Italia, che conferma una vendemmia a 20m/hl, un buon 10% sopra le vendemmie del 2002 e 2003 e non molto lontana dalle vendemmie del 2005 e 2006. La stima non e’ stata corretta di molto (0.6m/hl, cioe’ circa il 3% in meno). In particolare, il Piemonte e il Friuli confermano per ora i loro 2.7 e 1m/hl rispettivamente, mentre la Lombardia ha alzato i suoi numeri di quasi il 10% a 1.05m/hl e il Veneto da 7.5m a 7.8m/hl (+4%). Il Trentino ha ridotto del 9% la sua stima a 1.1m/hl. Anche a occhio, il grafico mostra una variazione abbastanza limitata, parliamo di circa 2m/hl rispetto a una produzione annua media di 20m: cioe’il 10%, e la vendemmia 2007 sembra essere stata abbastanza allineata alla media storica.
Northern Italy should enjoy a decent production at 20m/hl, 10% above the bad 2002/2003 years and not very far from 2005-2006 level. The forecast has not changed a lot (0.6m/hl or 3% lower). In particular, both Piedmont and Friuli confirmed for the time being their forecast of 2.7m and 1m/hl respectively of production, while both Lombardy and Veneto raised their numbers (by 10% and 4% respectively). The graph shows a 10% volatility of production in the last 7 years and that 2007 production is probably around 3% below the average level of the past years.

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Al Sud le cose sono andate in modo diverso. Innanzitutto cominciamo a individuare la peggiore vendemmia del decennio, a 16.8m/hl, la prima vendemmia “fuori” dalla forchetta 19-23m/hl degli ultimi anni. Mentre la variazione standard anche in questo caso sta sui 2m/hl (10%), questa vendemmia e’ un bel 20% sotto la media, secondo questa stima ISTAT che presumiamo cominci ad avvicinarsi alla verita’. Invece le differenze sulla prima stima sono molto evidenti: siamo passati da 18.7m a 16.8m/hl, cioe’ l’11%. Ma scavando si notano differenze anche piu’ significative: la Puglia ha sbagliato del 20% passando da 7.1m a 5.6m/hl, l’Abruzzo del 15% passando da 2.6m a 2.2m/hl… Invece la Sicilia conferma il suo anno difficile con una stima invariata a 5.4m/hl, ben al di sotto del range storico di 6-7m/hl.
South Italy. Here the story is very different. First, at 16.8m/hl estimated production we are in front of the worst vintage of the last years, out of the range of 19-23m/hl experienced since 2000. While standard deviation of production is the same of Northern Italy (2m/hl or roughly 10% vs. the average), this year is 20% below the historical average. The gap vs. the first forecast is very large: 16.8 vs. 18.7m/hl before, or 11%. Looking at the detailed figures you will notice that Aplia missed the forecast by 20% (5.6 vs. 71m/hl) and Abruzzo by 15% (2.2m vs 2.6m/hl). On the other hand, Sicily confirmed its very difficult year with a forecasted 5.4m/hl production, well below the historical range of 6-7m/hl.

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Da ultimo, il centro Italia, dove vale la pena soffermarsi sulla Toscana. A dispetto del grande orientamento verso la qualita’, i numeri di ottobre erano del 15% piu’ alti di quelli attuali. Siamo ora a 2.8m/hl rispetto alla precedente stima di 3.2m/hl, differenze quasi completamente attribuibile alla “svista” di Firenze, che e’ passata da 1m/hl a 0.7m/hl. Per il resto, in centro Italia si delinea una vendemmia del 5% sotto la media storica, ossia una via di mezzo tra il -3% del Nord Italia e il -10% del Sud Italia.
Last, Central Italy, where we should focus on Tuscany first. Despite the quality orientation, Tuscany provided a very bad forecast to ISTAT in October, about 15% gap vs. the current 2.8m/hl estimated production. This gap is almost exclusively attributable to the wrong figure for Firenze province, which reported 0.7m/hl in this second forecast vs. 1m/hl of the initial one. All Central Italy showed a negative gap of 5% vs. the average production of the past years, in between the -3% of Northern Italy and -10% for Southern Italy.

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Valore, prezzi e tendenze negli Stati Uniti per vitigno – dati 2004

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Questo post e’ costruito su una serie di dati per vitigno del mercato americano (ricavati da un articolo di Haeger/Storchmann) che ho trovato interessanti per una serie di motivi. Innanzitutto sono riferiti ai vitigni, e ci consentono di capire quali sono i rendimenti in dollari per ettaro dei diversi vitigni. Secondariamente, ci mostrano come la moda del Pinot Nero abbia portato i prezzi di questa uva alle stelle rispetto agli altri vitigni, nonostante, come e’ chiaro dallo studio, le temperature delle aree in cui e’ piantato sono ben lontane dal livello considerato ottimale per il vitigno (cioe’ quelle della Borgogna).

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This post is built on some data offered by a study of Haeger/Storchmann which I found interesting for a number of reasons. First, it shows the trend of different grapes in US and it shows what is the dollar revenues for each of them. Second, it shows how the Pinot Noir is highly valued vs. other grapes, although as the study underlines the temperatures of the area are clearly far from the optimal level for the grape (ie Burgundy).

Questa torta vi indica la suddivisione del vitigno americano, dominato dallo Chardonnay (38k/ha nel 2004) e dal Cabernet Sauvignon (19% del totale). Come vedete il Pinot nero rappresenta soltanto il 6% del totale, ma dovete considerare che nel 1995 il vitigno era quasi non presente (3400ha contro i 9200ha del 2004). Quali sono i vitigni che crescono? Come vedremo, sono quelli che garantiscono degli introiti superiori: Cabernet Sauvignon, Merlot, Pinot Nero prendono il posto del Rubired, dello Chenin e del Colombard e soffocano lo Zinfandel e lo Chardonnay (stabili).

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The first pie showed you the breakdown of US vineyard by grape, with Chardonnay dominating with 38k/ha in 2004, followed by Cabernet Sauvignon (19%). As you can see Pinot Noir was just 6% of the total, but you should consider that in 1995 it was nearly not present (3400ha vs. 9200ha in 2004). Which are growing grapes: Cabernet, Merlot, Pinot Noir are replacing Rubired, Chenin and Colombard, while Zinfandel and Chardonnay are just flat.

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Come mai tutto questo interesse per il Pinot Nero? Per il prezzo di mercato delle sue uve, che come vedete nel 2004 era di ben 1600USD/ton, contro i 1000USD del Cabernet Sauvignon e gli 800USD del Merlot. Non a caso, questi tre vitigni sono quelli che abbiamo appena menzionato come quelli che crescono di piu’. Invece i vitigni in regressione come lo Chenin o la Colombard vedete che rendono meno di 250USD per tonnellata. Lo Zinfandel a 500USD e lo Chardonnay a 700USD si salvano mantenendo superfici stabili, il primo probabilmente grazie al fatto che e’ in parte considerato una sorta di vitigno autoctono per la zona.
Why all this interest for Pinot Noir? Because its market price is high. In 2004, it touched USD1600/ton vs. 1000 for Cabernet and 800 for Merlot. These three grapes are the ones growing more. Chenin and Colombard are below 250USD/ton, Zinfandel is at 500 and Chardonnay at 700 are just surviving, the first also thanks to the fact that it is felt as the real home grape in US.

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Prezzi per tonnellata moltiplicato resa… uguale ricavo per ettaro coltivato. E qui il Pinot Nero perde la sua leadership, superato dal Merlot, che si in maniera indiscussa il vitigno che ha garantito il massimo ricavo per ettaro a oltre 15000USD/ton. Poco sopra 12000USD trovate Pinot Nero e Cabernet Sauvignon.
Price per ton times yield… makes the revenue per hectare. And here Pinot Noir is losing its leadership as Merlot is showing a 15000USD/ton revenue vs. 12000USD for Pinot Noir and Cabernet Sauvignon.

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Questi valori sono esattamente lo specchio del trend della produzione, come potete vedere dal prossimo grafico che va un po’ spiegato: in orizzontale trovate il prezzo rispetto al prezzo medio, quindi trovate all’estrema destra il Pinot Nero e all’estrema sinistra i vari Colombard/Chenin/Rubired. L’asse verticale invece vi dice quanto sono le aree vitate del 2004 rispetto a quelle del 2000, quindi un valore superiore a 1 indica crescita delle aree (Pinot Nero sta a 2.5, che significa che nel 2004 c’erano 2 volte e mezza gli ettari del 2000). Non serve una linea di regressione per capire che il mercato americano si muove essenzialmente in relazione al ritorno sul capitale che viene garantito dal piantare un certo vitigno piuttosto che un altro. E forse, nei prossimi anni, non avranno pieta’ nemmeno per lo Zinfandel, anche se i 4°C di temperatura media che separano la Napa Valley dalla Borgogna forse significanto qualche cosa…
These values are exactly the mirror of the trend of areas, as you can guess from the last graph, which needs a bit of explanation. Horizontal axis you get the price vs. the average price, what is above 1 is above the average. Pinot Noir is therefore at the extreme right of the graph and in the left angle you see Colombard/Rubired/Chenin. In the vertical axis you see the ratio between areas in 2004 and in 2000. What is above 1 is growth. Again, Pinot Noir point is at 2.5 meaning 2.5 times the area in 2004 vs. 2000. You don’t need a regression line to guess that the American wine market is clearly following the return offered by different grapes. Maybe, in the coming years, they will even cut Zinfandel, even if the 4°C higher temperature of Napa Valley vs. Burgundy is maybe suggesting something about what wine comes out of the Pinot Noir.

Vendite di vino per fascia di eta' in Francia: come sara' il mercato di domani?

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Fonte: Viniflhor
In questo post analizziamo gli acquisti di vino in Francia in base alle fascie di eta’ delle famiglie (cioe’ della moglie). E’ secondo me un’analisi molto interessante, perche’ ci consente di spaccare gli acquisti di vino a seconda delle generazioni e, per certi versi, a cercare di immaginare come sara’ il mercato di domani: i giovani di oggi sono i vecchi di domani, quindi, anche assumendo un moderato cambio di abitudini… dovremmo vedere un trascinamento. Quali sono i risultati, mi chiederete? Beh, come vedremo dai 6 grafici annessi, passando dai vecchi ai giovani si nota una leggera riduzione della penetrazione del vino (cioe’ il vino resta un prodotto acquistato dalla maggioranza delle famiglie), si nota una focalizzazione sui vini di qualita’, una maggiore presenza dei vini bianchi a discapito dei rossi e dei rosati. Ma soprattutto, i giovani comperano molto meno vino (a un prezzo piu’ alto) e, a quanto si vede, in Francia spendono la meta’ di quanto spendono le famiglie di oltre 50 anni di eta’. Se questi segnali sono confermati, anche considerando la dinamica demografica (non considerata nello studio) ci troveremmo ad affrontare un mercato del vino in significativa contrazione nel giro dei prossimi 20-25 anni…

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In this post we analyse the wine purchases in France broken down by age (of the wife in the family). This is in my view interesting because it provides a view on different purchasing trends by generation and, in a certain sense, on how the market will be tomorrow when old people will be the young of today. Key results: moving from older to younger family, you will notice a slight reduction of the penetration of wine purchases (not really dramatic), a focus on qualità wines, more white wines (still a minority) and more importantly much lower volumes purchased at a higher price, leading to an expenditure for young families which is less than half than the over 50 years sample. If these signals are confirmed, the French (and presumably Italian) wine markets might face a substantial deceleration over the next 20-25 years.

Partiamo con la penetrazione degli acquisti di vino (cioe’ quante delle famiglie di quella fascia di eta’ comperano vino) e degli acquisti di diversi tipi di vino. Come vedete dal primo grafico, la penetrazione massima e’ del 90% oltre i 50 anni, mentre scende di poco per i 35-49 anni e ancora un pochino per il giovani. Diciamo che da questo grafico, dove vedete anche cosa succede per i vini di qualita’ (che sembrano meno soggetti al “decadimento” procedendo verso i giovani), non si nota una tendenza cosi’ grave, posto che probabilmente con il passare degli anni gli acquisti di vino potrebbero anche crescere.
Penetration of wine purchases (how many families of that age buy wine) and of different types. As you can see the penetration is max over 50 years old with 90%, it goes down a bit for 35-49 years old and another bit for the younger cluster. Let’s say that at first sight there is not a dramatic trend down, also assumine that becoming older people might more keen to buy wine.

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Il secondo grafico e’ invece il peso dei diversi tipi di vino negli acquisti. Come vedete, il peso dei vini di qualita’ e’ molto piu’ significativo per i giovani, intorno al 68% che non per gli ultra cinquantenni (meta’). Dall’altro lato sia i Vin de Pays che i vini da tavola sono molto meno rappresentati nei giovani (27% in totale) che negli ultra cinquantenni (poco oltre il 40%). La somma dei 3 non fa 100% perche’ la parte rimanente e’ quella dei vini stranieri, dove non si notano delle tendenze di sorta (cioe’ sono simili ai vini da tavola).
Quality wines are much more significant for young people, at 68% of total purchases, while it covers half of purchases passing 50 years old. Both Vin de Pays and table wines are therefore much less represented with 27% weight on total volumes vs. over 40% for 50 years old and more. The sum of the three is not 100% because the bilance is foreign wines, which has a trend very similar to table wines.

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Guardando al vino per colore e’ invece interessante notare come il mercato francese tendera’ probabilmente a muoversi verso i vini bianchi, che sono il 24% degli acquisti dei giovani e solo il 15% degli ultra 50enni. Anche i vini rosati potrebbero essere una categoria in crescita relativa a guardare questi numeri. Dall’altro lato, il peso dei vini rossi sembra essere cosi’ tanto differente (52% contro oltre 65% per gli ultra 50enni) da lasciar presagire che non sia soltanto un cambio di abitudini legato all’eta’, ma bensi’ un comportamento di acquisto magari piu’ equilibrato, dove il vino non e’ soltanto rosso.
Moving to wine by color it is interesting to note how the French market could likely move towards white wines, which are 24% of purchases of young people and just 15% for over 50yearsold ones. Also rose’ wines might be a growing category looking at these numbers. On the other hand, the weight of red wines seems so different (52% vs. 65%) which we would argue that it is a category going to be penalised by the demographic trend.

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Mercato in crescita? Probabilmente no. I tre grafici che seguono vi mostrano: Growing wine market? Likely not. The three graphs here are showing you:
• Primo, che le famiglie giovani acquistano in quantita’ 16 litri all’anno contro oltre 50 degli ultra 50enni. Cambieranno questi giovani col passare degli anni? Puo’ darsi, ma questo cambiamento portera’ a triplicare i loro consumi? Difficile da credere. E se notate, non solo i vini da tavola sono acquistati in minor quantita’, anche i vini di qualita’. First, young families purchase 16 liters per annum vs. over 50 liters for older families. Will these young families ch’ange? Maybe yes, but I would not bet that the change could allow to treble consumption. And please note that all wine categories are purchased in lower volumes, also quality wines.

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• Secondo, come conseguenza del loro comportamento di acquisto le famiglie giovani spendono “al litro” molto di piu’ della media, poco oltre 3.5EUR contro la media di 2.8EUR. Second, as a consequence of their tastes, young families spend more per liter, 3.5 vs. EUR2.8.

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• Terzo, e forse siamo al dato piu’ importante, moltiplicando quantita’ molto ridotte con prezzi superiori, giungiamo al quadro finale: quanto spendono le famiglie giovani in vino rispetto a quelle vecchie? 55EUR all’anno, contro 95EUR dei 35-50 anni e circa 150EUR per gli ultra 50enni. Lecito immaginare che la dimensione a valore del mercato in Francia possa contrarsi. E’ tutto negativo per i viticoltori francesi? Probabilmente no, nuovi consumatori si affacciano nel mondo e i vini francesi sono la “tradizione” del vino per eccellenza. Quindi, probabilmente le esportazioni andranno a coprire una quota sempre piu’ importante del fatturato delle aziende. Third, and most important, doing quantity times price you get toa final picture where young families spend 55EUR per year vs. 95EUR for 34-49years and 150EUR for over 50 years old families. Is it all negative? Probably not, but this is a sign that the wine producers have to look for new clients outside their home market: French wines could be favoured by their strong tradition. As a result, I would bet that exports will cover an increasingly higher portion of wine producers’ revenues.

Vendite al dettaglio di vino in Francia, prezzi e imballaggi – 2006

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Siamo alla seconda puntata sullo studio Vinifhlor, dove andiamo piu’ a fondo su come sono segmentati gli acquisti di vino in Francia. Avevamo detto che il prezzo medio e’ stato stabile nel 2006 a EUR2.83 al litro, contro un calo dei volumi “procapite” di circa l’8% da compensare con la dinamica della popolazione. Questo EUR2.83 e’ una media tra i 3.75 dei VQPRD, i quasi 1.9 dei vin de pays e i circa EUR1.5 per i vini da tavola e stranieri. Guardando questi numeri in modo dinamico, diremmo che il prezzo-mix nel 2006 e’ stato stabile per i VQPRD e per i vin de pays, mentre e’ diminuito del 2.6% per i vini da tavola e stranieri. Il leggero spostamento del mix ha compensato questo deterioramento delle due categorie.

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In this second post on Vinifhlor dossier about wine purchases in France, we give a look to the different segments in terms of pricing and composition. As we underlined, the average price per liter was in 2006 flat at 2.83EUR with a 8% reduction of per capita purchases. This was an average between EUR3.75 for quality wines, EUR1.9 for Vin de Pays and EUR1.5 for table wines and foreign wines. Looking at the growth rate of these numbers, quality wines and vin de pays were basically flat, while table and foreign wines showed a 2.6% decline in 2006, which was offset with a slight change in the mix of sales.

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